Malagò a ruota libera: quando sono arrivato ho trovato un aia sconquassata e promesso mondiale 2030

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Malagò a ruota libera: quando sono arrivato ho trovato un aia sconquassata e promesso mondiale 2030

Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha affrontato pubblicamente una serie di temi centrali per il calcio italiano, delineando un percorso che punta a cambiare ritmo su più fronti. Dal ruolo della Nazionale alla direzione tecnica federale, fino alla gestione arbitrale in vista dei grandi appuntamenti internazionali, le dichiarazioni mettono in evidenza priorità operative e scelte organizzative già in movimento.

Al centro dell’attenzione emerge la volontà di imprimere una svolta concreta alla Nazionale, con un possibile approccio più ambizioso sul piano progettuale. Parallelamente, viene descritto un modello dirigenziale rinnovato, pensato per trasformare idee e strategie in attività quotidiana, con il coinvolgimento di figure di spicco chiamate a lavorare in stretta sinergia.

giovanni malagò e il futuro della nazionale: ambizione e dialogo sul ct

Il futuro della Nazionale italiana viene presentato come un’area in cui si sta cercando un cambio di direzione deciso. Malagò, nel corso di un’intervista, ha confermato l’esistenza di un tentativo volto a portare Pep Guardiola sulla panchina degli Azzurri. L’attenzione non riguarda soltanto la figura del tecnico, ma anche la gestione complessiva delle risorse nel breve e medio periodo.

Il presidente ha spiegato che, pur essendo necessario contenere le uscite finanziarie, la scelta potrebbe includere un’eccezione in ragione del profilo considerato. In merito, è stato ribadito che la Federazione sta portando avanti un confronto con l’allenatore, sottolineando la disponibilità ad aprire e mantenere il dialogo.

rivoluzione organizzativa federale: club italia e nuova area tecnica

Oltre al tema della guida tecnica, Malagò ha raccontato una riorganizzazione interna che mira a rendere più immediata l’operatività. La trasformazione passa attraverso l’attribuzione di ruoli chiave nel progetto federale, con l’obiettivo di superare la gestione precedente descritta come troppo statica.

ho capovolto la clessidra: scelta condivisa e tempi di lavoro

Malagò ha spiegato la logica alla base del cambiamento: una visione in cui il commissario tecnico non viene indicato come una scelta personale del presidente, ma come risultato di un percorso strutturato. La volontà riportata è quella di analizzare a fondo temi e condizioni prima di definire l’incarico.

Nel delineare la dinamica della decisione, il presidente ha descritto il momento successivo all’elezione e il coinvolgimento progressivo di figure considerate determinanti. È stata citata anche l’impostazione di un confronto preparato e articolato, costruito con studio e tempi dedicati, fino all’avvio di un lavoro comune con Paolo Maldini e Leonardo.

maldini e leonardo: filiera e discontinuità rispetto al passato

L’arrivo della coppia nella struttura federale viene presentato come punto di svolta. Malagò ha descritto un avvio rapido, con l’inserimento immediato nel contesto di Coverciano e l’idea di rimettere in movimento processi ritenuti fermi. La logica espressa richiama la costruzione di una filiera, collegando impostazione e sviluppo attraverso due ruoli complementari.

La visione riportata è che non si tratti di due posizioni scollegate, ma di parti della stessa impostazione: una formula in cui un componente porta un’idea iniziale e un altro ne cura l’avanzamento. L’obiettivo dichiarato è generare una trasformazione capace di incidere sull’organizzazione del lavoro.

scelta del ct e budget: criteri condivisi e spazio per eccezioni

Il presidente FIGC ha posto l’accento sul principio secondo cui la selezione dell’allenatore debba seguire una logica condivisa con i responsabili dell’area tecnica. Il punto centrale riguarda la coerenza con le prerogative di chi ha accettato di guidare il progetto, evitando decisioni calate dall’alto che prescindano dal lavoro costruito insieme.

All’interno del ragionamento compaiono anche elementi legati al budget e alla sostenibilità economica nel breve e medio periodo. In tale contesto, viene esplicitato che la gestione delle risorse richiede attenzione costante, pur riconoscendo la possibilità di eccezioni legate a nomi considerati particolarmente rilevanti.

criteri di processo: non ristrettezza sui profili

Malagò ha chiarito inoltre che la ricerca dell’allenatore non viene ricondotta a una sola strada. La posizione espressa è che non debba esserci un restringimento a un’unica categoria di profili, lasciando spazio a valutazioni differenti rientranti in fasce considerate compatibili con la nuova impostazione.

Tra i riferimenti citati compaiono piste che includono Roberto Mancini e Andrea Pirlo, indicati come nomi dentro un perimetro di opzioni non chiuso.

elogio ai tecnici italiani: lancio di giovani e ricaduta sulla nazionale

Nel quadro del progetto tecnico, il presidente ha riservato parole positive alla generazione di allenatori italiani, valorizzando i percorsi che puntano a far emergere giovani talenti. Sono stati menzionati Alberto Aquilani e Fabio Grosso con riferimento ai rispettivi ruoli e alle esperienze maturate in contesti di Serie B e in ambito di club.

dossier arbitri e mondiali 2030: autonomia, monitoraggio e sicurezza della scuola

Un ulteriore asse dell’agenda riguarda la gestione dell’AIA e il clima di polemiche che ha accompagnato la stagione arbitrale. Malagò ha dichiarato di essersi trovato di fronte a un assetto definito “sconquassato” e ha affermato di aver voluto mantenere l’autonomia dell’organismo arbitrale.

Il presidente ha indicato che esiste un’attività di monitoraggio, ma ha posto l’accento su un aspetto specifico: la valutazione complessiva sul rendimento degli arbitri in occasione del Mondiale viene descritta in modo positivo. Nel ragionamento, viene richiamato anche il ruolo del capo degli arbitri della FIFA e la presenza di figure italiane con compiti tra diverse aree internazionali.

collina, rizzoli, orsato: riferimenti al livello e alla continuità

Nel passaggio dedicato al tema arbitrale, Malagò ha citato Collina come riferimento del livello mondiale e ha ricordato Rizzoli per il suo ruolo tra Nord e Sud America. È stato inoltre menzionato Orsato con un riferimento al curriculum. La lettura complessiva presentata è che la scuola arbitrale italiana sia considerata molto valida.

promesso per i mondiali 2030: presenza della nazionale

Al termine dell’intervista, il presidente ha affrontato il nodo più delicato per l’intero movimento calcistico, legato ai Mondiali 2030. Alla domanda sulla partecipazione della selezione azzurra alla competizione, Malagò ha risposto con un’assicurazione netta: “Promesso”.

nomi citati da giovanni malagò

  • Giovanni Malagò
  • Pep Guardiola
  • Paolo Maldini
  • Leonardo
  • Roberto Mancini
  • Andrea Pirlo
  • Alberto Aquilani
  • Fabio Grosso
  • Collina
  • Rizzoli
  • Orsato
Malago eletto FIGC

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