Loeb a 2026: "Le auto reggono, ma le gomme cedono" dopo 13 forature
La Dakar 2026 ha ribadito quanto la gestione degli pneumatici possa influire sull’esito di una prova estremamente gravosa: Sebastien Loeb, forte di una carriera lunga e di una fame di successo, affronta una gara che, nonostante l’impegno, risulta compromessa da una serie di forature che hanno segnato l’andamento e l’esito finale.
pneumatici come punto debole decisivo alla dakar 2026
All’avvio, Loeb arriva in Arabia Saudita con la determinazione di conquistare una vittoria che gli è sfuggita nelle edizioni precedenti. La terza tappa ha evidenziato una criticità evidente: le gomme di scorta si esauriscono, lasciando la vettura ridotta a una prestazione al 20% del potenziale indicato. La situazione ha portato la vettura a muoversi con grande cautela, quasi ferma, durante tratti particolarmente rocciosi.
Le forature hanno continuato a compromettere la corsa, ma la seconda settimana ha mostrato segnali di recupero, grazie agli errori di navigazione dei rivali Ford e ai problemi tecnici incontrati dal leader della Toyota, Henk Lategan. Il risultato finale è stato un quarto posto, a 37 secondi dal podio conquistato da Mattias Ekström della Ford.
loeb e la percezione dell’affidabilità delle auto moderne
Loeb ha spiegato che l’affidabilità resta alta, ma la differenza emerge da come si gestiscono le prestazioni: le auto odierne sono estremamente potenti e robuste, con livelli di prestazione molto simili tra loro, per cui la differenza si ottiene spingendo al massimo pur evitando forature. Le cause di guasto persistono principalmente nelle gomme, particolarmente esposte su terreni difficili. In questa Dakar le condizioni rocciose hanno amplificato la sfida legata agli pneumatici, rendendo difficile mantenere un ritmo costante senza danni.
Il francese ha evidenziato che la situazione è stata imprevedibile, soprattutto nelle fasi iniziali della corsa, dove la combinazione tra terreno e peso della vettura ha imposto una gestione molto impegnativa degli pneumatici. Nonostante ciò, nel complesso l’auto ha mostrato resistenza, mentre l’assistenza del team ha consentito al pilota di proseguire con una gestione ragionata dei problemi.
andamento della gara e risultati finali
Durante la seconda metà della competizione, Loeb ha consolidato una performance consistente, ma l’esito finale resta fuori dalla zona podio. L’epilogo ha visto la vittoria di Al-Attiyah, con Ekström a chiudere al primo posto per la casa Ford. Per Loeb, il quarto posto rappresenta un risultato rispettabile, ma non una vittoria possibile, anche pensando al livello di competitività espresso dalle rivali nel corso della Dakar.
pneumatici e decisioni tecniche
BF Goodrich ha introdotto una modifica strutturale interna agli pneumatici da cross-country nell’obiettivo di ridurre i danni al battistrada. La modifica è stata efficace per limitare i danni superficiali, ma la nuova mescola ha reso i fianchi più vulnerabili ai danni. Loeb ha chiesto ulteriori miglioramenti, sottolineando la necessità di trovare il giusto equilibrio tra resistenza e pesantezza della vettura, soprattutto su terreni particolarmente accidentati. In parallelo, la gestione della pressione ha dimostrato come l’equilibrio tra velocità e protezione sia cruciale: guidare a velocità sostenuta sulle rocce non garantisce sempre una rinuncia alle forature, mentre procedere con cautela può esporre a problemi diversi. A parte un problema al servosterzo verificatosi nella seconda settimana, risolto in autonomia a causa delle regole della tappa maratona, Loeb ha riconosciuto la solidità complessiva della vettura e l’ottimo lavoro del team.
persone citate
Selezione di protagonisti principali coinvolti nell’evento, menzionati nel testo:
- Sebastien Loeb
- Nasser Al-Attiyah
- Mattias Ekström
- Henk Lategan