Lipowitz mette in discussione la leadership di evenepoel nel film già visto al giro di red bull

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Lipowitz mette in discussione la leadership di evenepoel nel film già visto al giro di red bull

Una partenza da incubo per gli avversari e un segnale chiarissimo per il Tour de France 2026: Tadej Pogacar ha creato una distanza importante già nelle prime due tappe di montagna, mettendo in mostra una superiorità netta. Prima è arrivato lo spettacolo sul Tourmalet, celebre salita simbolo dei Pirenei, poi la “stoccata” sulla penultima ascesa della frazione nel Massiccio Centrale. Le giornate chiave hanno confermato valori concreti, con lo sloveno Campione del Mondo che si è portato a un margine di 3’36” su Jonas Vingegaard.

La classifica, però, non lascia spazio a certezze per il resto del podio: la corsa alle posizioni di vertice rimane aperta e i distacchi sono compatti, con diversi corridori pronti a sfruttare le opportunità che arriveranno.

tadej pogacar: ipoteca tour de france 2026 sulle montagne

Le prime due tappe in salita hanno definito un copione difficile da replicare per chi insegue. Pogacar ha guidato il gruppo con decisione e ha trasformato le asperità in momenti decisivi. La progressione è stata scandita da due fiammate: una sul Tourmalet e un’altra nel finale montano della tappa con la stoccata sul Massiccio Centrale. Questo percorso ha prodotto un vantaggio netto, capace di mettere in condizione lo sloveno di gestire con maggiore serenità la seconda parte della corsa.

Il riferimento principale resta Jonas Vingegaard, danese che paga 3’36” dalla vetta. Il dato, oltre al vantaggio, segnala anche la difficoltà per i rivali di tenere il passo quando Pogacar accelera nei punti più rappresentativi della salita.

classifica di podio: distacchi ravvicinati dietro la maglia di pogacar

Se la prima posizione appare costruita, le posizioni che contano restano in equilibrio. Dopo Vingegaard, infatti, il gruppo che insegue è racchiuso da pochi secondi e presenta nomi con caratteristiche diverse, pronti a fare la differenza nei momenti selettivi.

  • remco evenepoel è terzo a 4’06”
  • juan ayuso insegue a 4’22”
  • paul seixas occupa la quinta piazza a 4’35”
  • florian lipowitz si trova sesto a 4’44”

La lotta per il podio si alimenta anche di quello che accade sui segmenti finali, dove la gestione delle energie e la tattica possono cambiare l’ordine delle frazioni, anche quando i distacchi complessivi non crollano.

evenepoel perde e poi recupera: sprint e seconda piazza nell’ultima salita

Quanto avvenuto nell’ultima salita di giornata merita una lettura attenta. Remco Evenepoel si è staccato già sulle rampe iniziali e, in quella fase, ha subito un contraccolpo: una parte del suo recupero è stata contrastata dall’andatura del gruppo e, soprattutto, dalle dinamiche che si sono create nei chilometri che precedono il punto più significativo. In quel contesto Evenepoel ha pagato dazio anche nei confronti del compagno di squadra Lipowitz.

Il quadro si è però riequilibrato dopo il GPM. Anche grazie a una ripresa efficace, Evenepoel è riuscito a rientrare e, nella fase finale, ha anche sprintato per la seconda piazza. Con questo finale ha ottenuto un risultato utile a mettere ulteriore distanza sul teutonico, portandolo a chiudere a sei secondi di distacco.

red bull-bora-hansgrohe: gestione complessa tra doppio capitano e tensioni

All’interno della Red Bull-BORA-hansgrohe l’atmosfera non sembra lineare. Dopo la tappa sul Tourmalet, Evenepoel aveva rivolto un attacco verbale a Lipowitz, accusandolo di non averlo aiutato a tirare. La situazione odierna suggerisce che le scelte tattiche nelle battute conclusive possano aver inciso sul modo in cui Evenepoel ha vissuto lo svolgimento della corsa.

Nella classifica generale, i due corridori sono separati da 38 secondi. La percezione, sul piano delle sensazioni, è che Lipowitz abbia più benzina in salita, mentre va considerato che Evenepoel potrà contare su una cronometro a favore nelle fasi successive. Non mancano anche elementi di contesto: la squadra è tedesca e, di conseguenza, la gestione degli obiettivi può essere influenzata da equilibri interni e aspettative sportive.

La Red Bull-BORA-hansgrohe non è nuova a scenari complicati legati al doppio capitano. In passato, la squadra ha gestito dinamiche simili con Jai Hindley e Giulio Pellizzari nella prima parte del Giro d’Italia, quando poi Hindley ha concluso al terzo posto e Pellizzari è andato incontro a grandi difficoltà.

principali protagonisti nella classifica di vertice

La corsa nelle prime posizioni vede emergere una lista di nomi con ruoli e distacchi definiti nella generale, con Pogacar in testa e un gruppo sempre vivo alle spalle.

  • tadej pogacar
  • jonas vingegaard
  • remco evenepoel
  • juan ayuso
  • paul seixas
  • florian lipowitz
Remco Evenepoel

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