La Bloodline finisce in tribunale: è plagio?

Giampiero Colossi • Pubblicato il 06/01/2026 • 3 min

Un contesto legale in evoluzione coinvolge nuovamente la WWE, con una nuova azione giudiziaria che mette al centro i confini tra creatività sportiva e diritti d’autore. La disputa ruota attorno a presunte similitudini tra una sequenza visiva sviluppata da una federazione minore e una componente celebre del wrestling di grande calibro, con richieste di protezione dei diritti e ripercussioni su licenze multimediali.

causa legale contro wwe e 2k games: quadro generale

la denuncia è stata depositata il 30 dicembre 2025 presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per la Divisione Occidentale dell’Arkansas, a Fayetteville. L’atto di 30 pagine accusa Nathaniel Tatha-Nanandji di aver guidato la direzione creativa, il booking, la messa in scena, le riprese e la pubblicazione della WCWA, sviluppando a partire da agosto 2019 una sequenza ripetibile per una fazione denominata Tier 1.

Secondo l’esposizione, questa stable aveva una pozione visiva molto vicina a quella associata al gruppo Bloodline, comprendente una pausa deliberata, una formazione verso la telecamera e un braccio alzato con un dito esteso. Non si pretende la proprietà di un singolo gesto, ma della sequenza come opera audiovisiva protetta, e si sostiene che la storyline legata al Bloodline abbia amplificato la controversia.

La documentazione indica inoltre che la WWE avrebbe concesso in licenza la presunta sequenza per l’uso nella serie di videogiochi WWE 2K. Tatha-Nanandji sostiene di aver identificato le somiglianze nel gennaio 2024 e di aver notificato agli imputati nell’ottobre 2025 la rivendicazione di diritti di marchio e di immagine commerciale della WCWA.

punti chiave della denuncia

  • opera protetta associata a una sequenza visiva creata per la WCWA
  • presunta influenza della Bloodline sulla creazione
  • diritti d’autore registrati per due video WCWA
  • licenza attribuita a WWE 2K e relativa diffusione

La situazione descritta evidenzia che la WCWA è stata fondata nel 2012 a Springdale, Arkansas, e risulta attiva secondo il profilo LinkedIn di Tatha-Nanandji, sebbene il sito web non sia stato aggiornato da anni. L’analisi della presenza digitale mostra aggiornamenti limitati su Facebook e un canale YouTube inattivo dall’aprile 2021, con indicazioni di chiusura dell’indirizzo a Springdale.

stato della WCWA e contesto operativo

La vicenda si intreccia con lo status della WCWA, la cui attività e riconoscibilità sembrano aver subito oscillazioni nel tempo. La stampa e i registri indicano una fase di ridimensionamento della presenza online e una continuità aziendale non pienamente documentata sui canali ufficiali, alimentando l’interesse pubblico e mediatico su possibili implicazioni legali future.

prossimi appuntamenti e considerazioni sul pubblico

Il focus del calendario televisivo resta su grandi eventi di rilievo: la Royal Rumble, previsto per la stagione imminente, si svolgerà in una cornice internazionale che coinvolge l’Arabia Saudita. L’attenzione degli appassionati e delle piattaforme di reporting resta alta, con coperture dedicate ai risultati e alle notizie in tempo reale durante l’evento e i giorni successivi.

In chiusura, la situazione richiede attenzione continua sulle dinamiche tra proprietà intellettuale, gestione creativa e diritti commerciali nei contenuti sportivi e videoludici.

Presenze chiave menzionate nel contesto della comunicazione legale

  • Nathaniel Tatha-Nanandji
  • Xander Gold
  • Brian Cage
  • Dusty Gold
Bloodline

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