Jacobone krosche ha detto no al milan esclusiva e video
Il mercato del Milan vive un passaggio decisivo e, a pochi giorni dall’arrivo del nuovo tecnico, emergono nuovi ostacoli che cambiano tempistiche e priorità. La vicenda legata a Krosche apre scenari complessi: da un lato la scelta del direttore, dall’altro la necessità di ricostruire rapidamente l’ossatura dirigenziale mentre il ritiro si avvicina.
Jacobone analizza il caso Krosche: “Ha avuto ripensamenti”
Alessandro Jacobone interviene per interpretare quanto accaduto dopo l’ufficialità dell’arrivo di Amorim in panchina. Secondo le sue ricostruzioni, dalla Germania sarebbe giunta una notizia che segnala una rottura: Krosche avrebbe rifiutato la corte del Milan dopo un incontro con la dirigenza dell’Eintracht Francoforte.
Jacobone sottolinea di aver sollevato dubbi già in precedenza, richiamando la forza del rapporto tra Krosche e l’Eintracht. Un elemento centrale, nel suo ragionamento, riguarda un fatto recente: poco più di due settimane prima, Krosche aveva convinto Hutter a firmare con il club tedesco, accompagnando la decisione con pianificazioni anche di mercato.
Nel bilancio complessivo, il punto diventa il cambiamento di rotta. Jacobone afferma che il ripensamento non sarebbe legato al tema economico, precisando che Krosche non avrebbe rifiutato per mancato pagamento della clausola, bensì per motivi interni al dirigente, riassunti come ripensamenti personali.
Milan e tempistiche: pochi giorni al ritiro, dirigenza ancora assente
La conseguenza più immediata, nella lettura di Jacobone, riguarda il tempo rimasto disponibile. Il Milan si troverebbe a 26 giorni scarsi dal ritiro con una sola parte del lavoro completata: il 25% del lavoro, mentre mancherebbe tutta la dirigenza oltre al tecnico.
Jacobone evidenzia quindi la necessità di riaprire la ricerca e di rimettere in moto il percorso organizzativo. Inoltre, insiste su un rischio informativo: fare attenzione alle notizie che circolano su accordi considerati già chiusi o su situazioni date per definite, perché potrebbero dissolversi rapidamente.
Soluzione interna e possibile ruolo di Kirovski: ipotesi valutata da Jacobone
Alla luce della vicinanza al ritiro, emerge l’ipotesi di una soluzione interna: promozione di Kirovski a DS, con Amorim coinvolto direttamente sul mercato, in un ruolo descrivibile come più vicino alla gestione che alla guida tecnica tradizionale.
Jacobone considera questa eventualità poco credibile. Secondo lui l’ipotesi risulterebbe “tirata per i capelli”. Nel contesto, cita anche il clima tra i tifosi: alcune voci accuserebbero Ibrahimovic di aver favorito, in assenza di alternative, l’assegnazione a Kirovski della responsabilità di direttore sportivo.
incontro con procuratori e ruolo di Calvelli: il punto dell’analisi
Jacobone afferma di aver condiviso su un canale social un aggiornamento che, a suo dire, sarebbe poi coinciso con quanto arrivato dalla Germania. Il focus diventa il lavoro di Kirovski e Calvelli a Casa Milan: Jacobone sostiene di essere convinto al 200% che Kirovski e Calvelli abbiano incontrato diversi procuratori, includendo quello di Zaniolo, e abbiano discusso anche della prima squadra.
Nel quadro attuale, Jacobone ricorda che Calvelli sarebbe AD ad interim del club. Questa informazione, secondo la sua lettura, porterebbe un elemento di tranquillità: Calvelli avrebbe maturato consapevolezza da un’esperienza precedente, riconoscendo differenze operative rispetto ad altre realtà aziendali, soprattutto per la complessità legata a milioni di tifosi.
figure citate nella ricostruzione
Nel corso delle valutazioni vengono chiamati in causa diversi protagonisti legati alla gestione tecnica e sportiva:
- Alessandro Jacobone
- Amorim
- Krosche
- Hutter
- Eintracht Francoforte
- Kirovski
- Calvelli
- Ibrahimovic
- Zaniolo