Inter, Mazzola: "Questa squadra mi ha salvato, ecco perché

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Inter, Mazzola: "Questa squadra mi ha salvato, ecco perché

Sandro Mazzola ha legato ogni fase della propria vita all’Inter, dalla crescita nel settore nerazzurro agli anni da protagonista in campo, fino all’esperienza dirigenziale. Il suo percorso attraversa il dolore familiare, i grandi successi della squadra e alcuni dei momenti più significativi della storia del club, con ricordi legati a uomini, decisioni e campioni rimasti nella memoria del calcio italiano.

Sandro Mazzola e il legame con l’Inter

Per Mazzola, l’Inter rappresentò un punto di riferimento decisivo dopo la tragedia di Superga, nella quale perse il padre Valentino. Benito Lorenzi, che aveva ricevuto aiuto da Valentino per arrivare all’esordio in Nazionale, si recò a Cassano con scarpe e pallone per sostenere i figli dell’ex calciatore. Sandro e il fratello diventarono così mascotte dell’Inter all’età di otto o nove anni.

Il presidente Angelo Moratti consegnava anche a loro il premio partita, somme che in quel periodo avevano un’importanza concreta per la famiglia. Il rapporto con i Moratti si consolidò nel tempo, fino a trasformarsi in un legame familiare. Nell’ambiente nerazzurro Mazzola trascorse cinquant’anni, passando dal ruolo di mascotte a quello di giocatore e, successivamente, di dirigente con Fraizzoli e Massimo Moratti.

Helenio Herrera e la trasformazione di Mazzola

Helenio Herrera ebbe un ruolo importante nella sua crescita sportiva e personale. Mazzola non desiderava giocare da centravanti, ma l’allenatore comprese come valorizzarne le caratteristiche e contribuì a modificarne il carattere. Il tecnico introdusse anche regole innovative, compresa una particolare attenzione all’alimentazione.

Le indicazioni sulla dieta non impedivano ai calciatori di concedersi qualche eccezione. Luisito Suarez, definito il Maestro, nascondeva in camera salame e prosciutto. Mazzola ha ricordato una squadra capace di giocare in verticale, smentendo l’idea di un gruppo lento e prevedibile.

Gli anni dei Moratti e i riconoscimenti

Quando Mazzola firmò il primo contratto con l’Inter, la madre rimase sorpresa dalla cifra ottenuta durante la trattativa con Allodi, ritenendola persino eccessiva. Angelo Moratti era solito premiare i giocatori più rappresentativi con una Mercedes, mentre a Mazzola regalò una monetina d’oro per i gol più importanti.

La tradizione proseguì con Massimo Moratti, che a Natale gli consegnò tre monetine e ne diede una anche al figlio. Questi gesti rafforzarono il senso di appartenenza di Mazzola alla società nerazzurra e alla famiglia Moratti.

Le offerte della Juventus e le scelte da dirigente

Gianni Agnelli propose a Mazzola il doppio dello stipendio, un’agenzia di assicurazioni e una concessionaria Fiat. La madre lo convinse a rifiutare, ricordandogli il valore della storia familiare. La Juventus tornò a interessarsi a lui quando ricopriva il ruolo di dirigente con Fraizzoli, ma anche in quella circostanza Mazzola scelse di dire no.

Durante l’esperienza dirigenziale si occupò di operazioni importanti. Aveva acquistato Michel Platini, ma Fraizzoli decise poi di rinunciare all’affare. Mazzola conserva anche il contratto firmato da Falcao, rimasto inutilizzato dopo l’intervento di Andreotti. Tra le sue soddisfazioni figura il sostegno dato a Walter Zenga, aiutato a ripartire dalla Sambenedettese, e soprattutto l’arrivo di Ronaldo dal Barcellona. Dopo un incontro, il brasiliano gli disse: «Ok director, vengo a Milano». Mazzola ricordò inoltre con orgoglio l’approvazione della formula 1+8 per Zamorano.

I rapporti con Facchetti, Boninsegna e Simoni

Il rapporto con Giacinto Facchetti fu segnato da caratteri differenti, ma non da una rivalità personale. Quando Herrera affidò la fascia a Mazzola, Facchetti era già capitano della Nazionale e nei primi giorni si creò una certa tensione. I due parlarono da soli, chiarirono la situazione e si abbracciarono, consolidando il rapporto.

Mazzola ha poi respinto la responsabilità dell’addio di Boninsegna, pur riconoscendo che avrebbe potuto opporsi allo scambio con Anastasi e non lo fece, ritenendo l’operazione utile all’Inter. Ha espresso anche rammarico per la vicenda di Gigi Simoni: dopo la Coppa Uefa aveva raggiunto un accordo con Zaccheroni, poi passato al Milan, e quando Massimo Moratti decise di esonerare Simoni si dichiarò contrario, rispettando comunque le gerarchie societarie. Lo ha definito un uomo giusto e un grande allenatore, convinto che non meritasse quell’epilogo.

Le principali personalità ricordate da Mazzola

  • Sandro Mazzola
  • Valentino Mazzola
  • Benito Lorenzi
  • Angelo Moratti
  • Massimo Moratti
  • Helenio Herrera
  • Luisito Suarez
  • Gianni Agnelli
  • Giacinto Facchetti
  • Boninsegna
  • Gigi Simoni
  • Ronaldo
  • Walter Zenga
  • Michel Platini
  • Falcao
  • Zamorano
Mazzola
Categorie: CalcioSerie A
Tag: #Inter

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