Infantino denunciato al comitato etico: oltre 100mila firme contro i suoi legami con trump
Gianni Infantino è al centro di una nuova iniziativa formale presentata al Comitato Etico della FIFA. Oltre centomila cittadini hanno sottoscritto una denuncia che contesta al presidente dell’organizzazione calcistica internazionale la gestione dei rapporti con Donald Trump, ritenuti incompatibili con i doveri di neutralità politica e le responsabilità istituzionali legate al suo incarico.
Gianni Infantino denunciato al Comitato Etico della FIFA
L’esposto è stato promosso dalla campagna Reboot FIFA insieme alla ONG per i diritti umani Fair Square. Le accuse riguardano un presunto abuso del potere, la violazione della neutralità politica e il mancato rispetto degli obblighi di lealtà istituzionale. Al centro della contestazione ci sono soprattutto i rapporti stretti tra Infantino e il presidente degli Stati Uniti.
Le otto contestazioni contro il presidente FIFA
Il dossier raccoglie otto episodi considerati significativi per valutare la governance della FIFA. Uno dei casi principali riguarda la squalifica di Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense. La sanzione sarebbe stata annullata alla vigilia della partita contro il Belgio dopo un intervento diretto di Donald Trump.
FIFA Forward Enterprise e premio per la pace
Tra gli altri elementi citati figurano il programma economico FIFA Forward Enterprise, successivamente ritirato dopo forti contestazioni, e il conferimento a Trump del premio FIFA per la pace. La denuncia considera rilevante anche la partecipazione ufficiale di Infantino al Board of Peace.
A sostegno dell’accusa di parzialità politica vengono inoltre richiamate alcune dichiarazioni dello stesso presidente FIFA, che aveva espresso l’intenzione di collaborare con il leader statunitense per rendere nuovamente grande l’America e il mondo intero.
La posizione della FIFA sulla denuncia
L’iniziativa rappresenta la seconda azione formale promossa da Fair Square. Un precedente dossier, presentato l’anno precedente con il sostegno della Federcalcio norvegese e di cinquanta europarlamentari, non aveva ricevuto riscontri.
La FIFA ha respinto le accuse e ha descritto la vicenda come parte di uno sforzo coordinato e persistente volto a indebolire l’organizzazione e il suo presidente. L’ente ha inoltre ribadito che la propria politica interna non dovrebbe essere influenzata da pressioni esterne al processo democratico.
La frattura internazionale ai vertici del calcio
La controversia si inserisce in un clima di crescente divisione tra le principali confederazioni calcistiche. Gianni Infantino ha confermato la volontà di candidarsi per un quarto e ultimo mandato, mentre la UEFA ne ha chiesto le dimissioni immediate.
La confederazione europea ha anche annunciato la possibilità di intraprendere azioni penali negli Stati Uniti in relazione al caso FIFA Forward Enterprise. Il dissenso coinvolge inoltre la CONCACAF e la Confederazione asiatica, aumentando lo scetticismo nei confronti della leadership dell’organizzazione.
Le personalità coinvolte nella vicenda
La denuncia e le reazioni istituzionali ruotano principalmente attorno ai rapporti tra il vertice della FIFA e la presidenza degli Stati Uniti. I nominativi citati sono:
- Gianni Infantino, presidente della FIFA;
- Donald Trump, presidente degli Stati Uniti;
- Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense coinvolto nella controversia sulla squalifica.


