Infantino critica l'esclusione della Russia: «Provvedimento ha generato odio». La replica dell'Ucraina
Le recenti dichiarazioni di Gianni Infantino sulle prospettive di riammettere la Russia nelle competizioni calcistiche internazionali hanno acceso nuovamente un acceso dibattito, intrecciando questioni sportive e scenari geopolitici. In un’intervista rilasciata a Sky News, il presidente FIFA ha aperto alla possibilità di revocare il divieto imposto nel 2022, sottolineando che mantenere aperti i contatti potrebbe facilitare incontri tra giovani appassionati e contribuire a una dinamica di normalizzazione dello sport. L’intervento ha immediatamente scatenato risposte contrastanti tra osservatori e istituzioni sportive.
infantino propone valutazione della riammissione della russia nel calcio internazionale
dichiarazioni rilasciate a sky news
Secondo Infantino, questo provvedimento ha creato odio, e la possibilità di far giocare i giovani russi in altre nazioni europee potrebbe essere d’aiuto per mantenere aperti i contatti tra popoli. Sarebbe una sconfitta rimuovere o sospendere tali opportunità, perché il calcio funge da canale di incontro in un mondo spesso diviso e aggressivo, dove la condivisione della passione sportiva potrebbe attenuare le tensioni. L’idea è quella di offrire occasioni di incontro tra realtà diverse, oltre la cornice delle dinamiche politiche.
la risposta dell’ucraina
dichiarazioni del ministro bidnyi
Dal lato ucraino, il ministro Bidnyi ha ricordato che dall’inizio dell’offensiva su larga scala della Russia sono stati uccisi più di 650 atleti e allenatori ucraini, tra cui 100 calciatori. Viene citato Perezhogin, uno studente liceale di Mariupol che stava semplicemente giocando a calcio nello stadio della scuola quando un missile russo ha colpito. Viene menzionata anche Viktoriia Kotliarova, ex giocatrice di futsal, uccisa insieme alla madre durante il bombardamento di Kiev il 29 dicembre 2023.
casi concreti e testimonianze
La narrazione ufficiale evidenzia che la guerra viene descritta come crimine contro i diritti e la dignità, non come una questione puramente politica. Secondo l’Ucraina, la Russia politicizza lo sport e lo usa per giustificare l’aggressione. Fino a quando i russi continueranno a ferire cittadini e a politicizzare lo sport, la loro bandiera e i simboli nazionali non troveranno posto tra coloro che rispettano valori di giustizia, integrità e fair play.
Paragrafo dedicato: i nomi citati nella discussione e nelle dichiarazioni ufficiali sono elencati di seguito.
- Gianni Infantino
- minister Bidnyi
- Perezhogin
- Viktoriia Kotliarova
posizionamento etico-normativo nel contesto sportivo internazionale
principi e riflessioni sul ruolo dello sport
La posizione esposta sottolinea che lo sport non va relegato a terreno esclusivo di propaganda o di conflitti, ma deve rimanere uno spazio di incontro tra comunità diverse. In tale ottica, la responsabilità delle istituzioni è quella di bilanciare valori etici e dinamiche pratiche, evitando che decisioni sportive diventino strumento di escalation. Le considerazioni emerse evidenziano una difficile coesistenza tra necessità di sicurezza e desiderio di dialogo attraverso il calcio.
