Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la procura si divide: frattura interna e nuovi sviluppi

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Inchiesta arbitri, archiviazione vicina ma la procura si divide: frattura interna e nuovi sviluppi

La vicenda giudiziaria legata ai rapporti tra società e arbitri attraversa un passaggio decisivo, con una spaccatura interna alla Procura di Milano che mette in discussione la tenuta dell’impianto accusatorio. Al centro del confronto ci sono le valutazioni su quanto raccolto nell’ambito dell’inchiesta e la conseguente scelta tra richiesta di archiviazione e prosecuzione verso il processo.

inchiesta arbitri, procura di milano divisa: rischio frattura interna

Una parte dell’inchiesta appare segnata da una frattura tra magistrati. Da un lato il pm Maurizio Ascione, convinto di avere acquisito elementi sufficienti per procedere nei confronti dell’ex designatore Gianluca Rocchi. Dall’altro il procuratore Marcello Viola e l’aggiunto Paolo Ielo, che giudicano invece il materiale non abbastanza solido per sostenere un’accusa con la “ragionevole probabilità” di condanna prevista dalla riforma Cartabia.

La posizione di Ascione diventa determinante nelle prossime ore perché il magistrato è in procinto di lasciare l’ufficio per un nuovo incarico alla Procura Europea. Proprio in ragione di questa scadenza, il nodo decisionale riguarda la firma di una richiesta di archiviazione che non lo convince pienamente.

archiviazione vicina o dissenso: chi firma dopo l’uscita di ascione

Se Ascione dovesse firmare una richiesta di archiviazione, l’istanza potrebbe essere inoltrata al gip già nelle ore successive. In alternativa, qualora la posizione di dissenso rimanesse ferma, a sottoscrivere l’archiviazione sarebbero Viola e Ielo, in un passaggio successivo all’uscita di Ascione, con l’obiettivo di evitare un contrasto formale all’interno dell’ufficio.

bussate al var: linea comune della procura verso monza

Nonostante le tensioni interne sul quadro complessivo dell’accusa, un elemento dell’inchiesta non risulta oggetto di divisioni tra i magistrati: la parte relativa alle presunte “bussate” alla Sala VAR di Lissone. In questo perimetro, le toghe concordano nel trasferire gli atti alla Procura di Monza, competente territorialmente.

trasferimento degli atti e valutazioni sulla possibile rilevanza sportiva

In parallelo, l’intero fascicolo verrà inviato alla Procura Federale, chiamata a valutare l’eventuale presenza di illeciti sportivi. Le condotte attribuite a diversi soggetti vengono ripartite secondo la ricostruzione delle responsabilità e la collocazione degli eventi.

L’assistente VAR Daniele Paterna, collegato al video in cui chiede “È rigore?” durante Udinese–Parma, resterà invece a Milano: la presunta falsa testimonianza viene indicata come avvenuta proprio nell’ufficio di Ascione. Le condotte degli indagati Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo saranno valutate a Monza.

rocchi e partite contestate: concorso in frode sportiva

Il punto più controverso riguarda Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva. Secondo l’impostazione del pm Ascione, l’ex designatore avrebbe accettato interferenze da esponenti dell’Inter nella designazione degli arbitri di quattro partite: Bologna–Inter (20 aprile 2025), Inter–Milan (Coppa Italia, 23 aprile 2025), Inter–Verona (3 maggio 2025) e Torino–Inter (26 aprile 2026).

La ricostruzione di Ascione sostiene che Rocchi avrebbe agito “in concorso” con dirigenti nerazzurri, i quali avrebbero esercitato pressioni tramite rapporti preferenziali legati all’allora presidente FIGC Gabriele Gravina. Questo impianto, però, non risulta pienamente condiviso dagli altri magistrati: intercettazioni e testimonianze raccolte vengono considerate insufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.

scadenze interne e decisione entro fine mese: equilibrio delicato

La complessità del quadro deriva anche dall’imminente trasferimento di Ascione e dalla necessità di arrivare a una scelta operativa entro una finestra temporale ravvicinata. La decisione finale potrebbe giungere entro il 24 luglio, quando Ielo comunicherà l’esito della valutazione.

La Procura si muove su un equilibrio fra l’esigenza di chiudere un’inchiesta ormai in corso da quasi due anni e la divergenza interna su come interpretare la solidità degli elementi raccolti. La tenuta dell’impianto accusatorio, quindi, dipende dalla sintesi tra posizioni differenti e dalle firme che definiscono l’iter successivo.

figure citate nella vicenda

  • Maurizio Ascione
  • Marcello Viola
  • Paolo Ielo
  • Gianluca Rocchi
  • Andrea Gervasoni
  • Daniele Paterna
  • Luigi Nasca
  • Rodolfo Di Vuolo
  • Gabriele Gravina
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