Immobile: "Solo Esposito può seguire le mie orme

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Immobile: "Solo Esposito può seguire le mie orme

Ciro Immobile ha espresso una valutazione netta sul futuro degli attaccanti italiani, soffermandosi sulle difficoltà che interessano il movimento e sui cambiamenti intervenuti nella formazione dei giovani calciatori. L’ex centravanti della Lazio, dopo aver lasciato il calcio giocato, ha indicato Pio Esposito come l’unico giocatore capace, a suo giudizio, di avvicinarsi al percorso costruito nella sua carriera.

Ciro Immobile e i problemi strutturali del calcio italiano

Secondo Immobile, una delle principali criticità del calcio italiano riguarda la carenza di strutture adeguate. Il riferimento è agli stadi, all’accoglienza riservata ai tifosi e alla possibilità di creare un ambiente capace di rafforzare il legame tra squadra e pubblico.

L’ex attaccante ha osservato che impianti moderni, come quelli presenti a Strasburgo e Lione, potrebbero modificare profondamente l’esperienza delle società italiane. Anche la Lazio, dotata di uno stadio con caratteristiche simili, potrebbe ottenere benefici significativi. Il ritardo dell’Italia in questo ambito viene indicato come un elemento ancora evidente.

Immobile ha inoltre ricordato quanto la strada abbia inciso sulla sua crescita tecnica. Molte delle qualità sviluppate da giovane sarebbero nate giocando liberamente, in un contesto oggi meno frequente. I ragazzi, secondo la sua riflessione, devono conservare il piacere di giocare e considerare il divertimento come elemento centrale, indipendentemente dal luogo in cui praticano calcio.

Gli attaccanti italiani e il confronto con il passato

Nel paragone con le generazioni precedenti, Immobile ha sottolineato l’assenza di giocatori capaci di raggiungere i suoi numeri realizzativi. Durante gli anni in cui conquistava il titolo di capocannoniere, il confronto era con bomber come Gonzalo Higuain e Luca Toni, considerati attaccanti estremamente prolifici.

In passato, anche centravanti impegnati in squadre come Genoa, Siena, Livorno o Palermo riuscivano a segnare con continuità. Calciatori come Massimo Maccarone, David Di Michele e Cristiano Lucarelli arrivavano con relativa facilità a quota 12 o 13 gol, un rendimento ritenuto normale per il ruolo.

Il nuovo ruolo dell’attaccante secondo gli allenatori

Un cambiamento importante riguarda le richieste degli allenatori. In precedenza, all’attaccante veniva chiesto soprattutto di concludere le azioni e trasformare le occasioni in gol. Oggi, invece, il centravanti viene spesso considerato una sorta di regista avanzato.

La prestazione viene valutata anche in base alla capacità di far giocare la squadra, partecipare alla manovra e costruire occasioni per i compagni. Il gol resta importante, ma non rappresenta più l’unico parametro utilizzato per giudicare l’efficacia di un attaccante.

Pio Esposito come possibile erede di Ciro Immobile

Tra i giovani italiani, Immobile ha individuato in Pio Esposito il profilo che considera maggiormente in grado di ripercorrere il suo cammino. La valutazione non esclude, però, una differenza nell’interpretazione del ruolo: anche Esposito, secondo Immobile, sembra cercare prima la giocata decisiva rispetto alla conclusione finalizzata esclusivamente alla rete.

Le personalità citate da Ciro Immobile

  • Ciro Immobile, ex attaccante della Lazio e riferimento del calcio italiano.
  • Pio Esposito, giovane centravanti indicato come possibile erede.
  • Gonzalo Higuain, bomber affrontato da Immobile nella corsa ai gol.
  • Luca Toni, attaccante ricordato per la sua grande prolificità.
  • Massimo Maccarone, centravanti citato tra i goleador del passato.
  • David Di Michele, attaccante menzionato nel confronto generazionale.
  • Cristiano Lucarelli, altro bomber ricordato per la continuità realizzativa.
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Categorie: CalcioSerie A

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