Ilicic: «Con l'Atalanta avremmo potuto vincere la Champions. Gasperini ha fatto crescere il mio gioco»
Un ritratto sintetico di una carriera che continua a restare al passo con il tempo: a 38 anni, l’atleta conserva una motivazione marcata e una voglia di competere ai massimi livelli. L’intervista offre una lettura diretta del legame con l’Atalanta, della crescita personale e dell’influenza di un allenatore capace di elevare il rendimento della squadra, con riflessi che restano impressi anche dopo i giorni migliori.
ilicic e l’atalanta: memoria, sentimento e continuità
Il giocatore dichiara di essere “più vecchio ma continua a divertirsi” e ribadisce la volontà di proseguire finché la competizione lo sosterrà. “L’Atalanta rappresenta qualcosa che mi è rimasto dentro al cuore”, afferma, sottolineando che le basi poste in passato hanno alimentato quanto si sta facendo oggi. Aggiunge che, per la qualità presente in avanti, la squadra avrebbe potuto giocare anche con maggiore facilità. “Potevamo giocare anche a occhi chiusi” è l’immagine di una fase in cui la Manovra offensiva era fluida e sicura. Secondo le sue parole, l’esperienza all’interno del club lo ha fatto crescere come uomo, e la società non lo ha mai abbandonato nei momenti difficili. “Mi ha fatto crescere come uomo” è il nucleo della sua prospettiva, accompagnato da una riconoscenza verso l’ambiente che lo ha accompagnato lungo la carriera.
gasperini: alzare il livello e una responsabilità condivisa
Riflettendo sull’epoca trascorsa in squadra, l’intervistato ricorda il rammarico per non aver potuto affrontare un avversario prestigioso come il Psg. Secondo la sua valutazione, la squadra dell’epoca, per la qualità presente, avrebbe potuto trionfare in una Champions League. “Gasperini? Mi ha fatto alzare il livello”, afferma, descrivendo un indispensabile impulso all’impegno fisico richiesto. In passato, aggiunge, in ogni allenamento e in ogni partita tutto sembrava più semplice, senza timori di fronte agli avversari. “In allenamento, in partita, ci veniva tutto facile e non avevamo paura di nessuno”. Guardando al presente, emerge l’idea che in alcune gare non sia sufficiente nascondersi; quel carattere competitivo era una caratteristica distintiva del periodo citato, in contrasto con la situazione attuale.
persone citate
Nel testo emergono due figure principali legate all’esperienza descritta, che meritano menzione esplicita:
- Josip Iličić
- Gian Piero Gasperini
