I colpi proibiti alla nuca di chuck wepner fanno infuriare muhammad ali
La prima difesa del titolo dei pesi massimi riconquistato da Muhammad Ali si trasformò in una sfida molto più dura del previsto. Il 24 marzo 1975, al Richfield Coliseum nei pressi di Cleveland, il campione affrontò Chuck Wepner, sfavorito con una quota di circa 10-1, in un incontro destinato a lasciare un segno ben oltre il risultato ufficiale.
muhammad ali contro chuck wepner: una difesa più complicata del previsto
Ali aveva riconquistato la cintura cinque mesi prima, mettendo fuori combattimento George Foreman all’ottavo round nella celebre “Rumble in the Jungle”. Wepner rappresentava un avversario di livello apparentemente inferiore, ma impostò il confronto sulla pressione fisica e sulla resistenza.
A 33 anni, Ali arrivò all’appuntamento con un record di 45 vittorie e 2 sconfitte, pesando 224 libbre. Wepner, 36 anni, presentava un bilancio di 30 vittorie, 9 sconfitte e 2 pareggi, con un peso di 225 libbre. Il campione ricevette circa 1,5 milioni di dollari, mentre lo sfidante guadagnò 100.000 dollari, la cifra più alta mai incassata nella sua carriera.
i colpi proibiti dietro la testa accendono la sfida
Consapevole di non poter competere con la velocità e la tecnica di Ali, Wepner rese il match estremamente fisico. Avanzava costantemente e lanciava pugni larghi dalla distanza, capaci di aggirare la guardia del campione e raggiungere la parte posteriore della testa.
Non si trattava soltanto di colpi brevi portati durante le fasi ravvicinate: alcuni pugni arrivavano da lontano e sprigionavano una forza considerevole. Ali protestò più volte con l’arbitro Tony Perez, ma i colpi irregolari continuarono. Di fronte alla mancata interruzione dell’azione, il campione reagì a sua volta, colpendo Wepner dietro la testa con ripetuti destri durante gli scambi ravvicinati.
il knockdown del nono round e la reazione di ali
Ali rimase saldamente in vantaggio sui cartellini, ma il nono round produsse la sorpresa più importante dell’incontro. Un destro al corpo mandò il campione al tappeto e Perez iniziò il conteggio per un knockdown ufficiale.
Ali sostenne che Wepner gli avesse pestato il piede, provocandone la caduta. Le immagini hanno mantenuto aperta la discussione sulla dinamica dell’episodio, mentre Wepner ha sempre affermato che fosse stato il suo pugno a mandare al tappeto il campione. Il conteggio venne comunque convalidato e rappresentò il quarto e ultimo atterramento ufficiale della carriera professionistica di Ali.
Convinto di aver compiuto l’impresa decisiva, Wepner tornò all’angolo dicendo al manager Al Braverman che sarebbero diventati milionari. La celebrazione durò poco: Ali si rialzò furioso e iniziò ad attaccare con un’intensità molto maggiore.
ali domina nel finale e chiude al quindicesimo round
La punizione accumulata dallo sfidante aumentò rapidamente. Ali mise a segno combinazioni al volto, mentre Wepner continuava ad avanzare senza arretrare. Intorno agli occhi del pugile si aprirono ferite, il viso si gonfiò vistosamente e l’entità dei colpi subiti divenne sempre più pesante con il passare delle riprese.
Nonostante le condizioni difficili, Wepner rimase in piedi fino agli ultimi istanti. Prima del round conclusivo Ali aveva un margine netto: Perez lo vedeva avanti 135-130, mentre i giudici Jackie Keough e Sam Taormina lo avevano indicato in vantaggio rispettivamente per 136-129 e 138-129 dopo 14 riprese.
A pochi secondi dalla fine del quindicesimo round, Ali trovò il varco decisivo. Una combinazione fece cadere Wepner vicino alle corde. Lo sfidante riuscì a rialzarsi, ma Perez stabilì che non fosse più in condizione di proseguire e fermò il combattimento a 2 minuti e 41 secondi. Restavano soltanto 19 secondi.
la vittoria di ali e l’eredità di chuck wepner
Muhammad Ali conservò il titolo mondiale dei pesi massimi con un tecnico knockout al quindicesimo round. Il campione rimase irritato per i colpi ricevuti dietro la testa, mentre Wepner lasciò l’arena profondamente segnato e dovette ricevere 23 punti di sutura. In seguito, Ali gli riconobbe il merito di aver resistito così a lungo.
La sconfitta rese Wepner più famoso di molte delle sue vittorie. Non conquistò mai il titolo dei pesi massimi, ma arrivò a soli 19 secondi dal completare 15 round contro Muhammad Ali. La sua prestazione finì per assumere una dimensione più grande dell’incontro stesso.
Sylvester Stallone assistette alla prova del grande sfavorito contro Ali fino alle battute finali e trasse ispirazione da Wepner durante lo sviluppo di “Rocky”. Il film uscì nel 1976 e trasformò l’idea di un peso massimo poco conosciuto, capace di ottenere un’improbabile opportunità mondiale, in una delle storie di riscatto più celebri della storia del cinema.
le figure centrali della sfida
Il confronto rimase legato alle personalità che ne determinarono lo svolgimento sul ring e alla figura che contribuì a trasformare la vicenda in un riferimento della cultura popolare.
- Muhammad Ali, campione dei pesi massimi e vincitore per KO tecnico al quindicesimo round.
- Chuck Wepner, sfidante e autore del knockdown ufficiale nel nono round.
- Tony Perez, arbitro dell’incontro e responsabile del conteggio sul knockdown e dell’interruzione finale.
- Al Braverman, manager di Wepner.
- George Foreman, precedente avversario sconfitto da Ali nella riconquista del titolo.
- Sylvester Stallone, ispirato dalla prova di Wepner per la realizzazione di “Rocky”.
