Haas VF-26: ritorno delle pance scavate e novità inaspettate
La vf-26 introduce una nuova linfa tecnica per Haas nel corso della stagione F1, segnando una maggiore integrazione con Toyota Gazoo Racing e consolidando la collaborazione con Dallara per la costruzione della scocca. La fase di presentazione evidenzia una vettura dallo spirito tecnico definito, pronta a evolversi nei test con baricentriche direttrici di sviluppo e una chiara direzione aerodinamica.
vf-26: elementi chiave di design e soluzioni tecniche
configurazione aerodinamica e sospensioni
La colonna dello sterzo è stata posizionata in basso, dietro al triangolo inferiore, riflettendo un concetto che guarda a una gestione avanzata dei flussi d’aria. Entrambe le sospensioni anteriori e posteriori adottano uno schema push-rod, con i componenti protetti da cover in carbonio per orientare i flussi. Il braccio anteriore è fissato al punto più alto del telaio, mentre quello posteriore è inclinato verso il basso per favorire un maggiore effetto anti-dive in staccata rispetto ai modelli precedenti.
treno posteriore e diffusore
Nello sviluppo del retro della vettura si nota un’anticipazione di soluzioni che potrebbero essere impiegate anche su future evoluzioni di altre unità: il tirante del push è incardinato davanti al triangolo superiore, con l’elemento inferiore più aperto e integrato nella carenatura del semiasse, contribuendo a definire un profilo alare disteso che migliora l’efficienza del diffusore.
ala anteriore e gestione dei flussi
L’ala anteriore è sostenuta da due piloncini ad ampia apertura, creando un tunnel inferiore che aiuta a modulare il flusso sotto la scocca. Il sistema di comando della telemetria resta orientato al controllo dell’out wash, con nervature e forme tridimensionali che cercano di ricreare dinamiche controllate, pur restando entro i limiti impostati dalle normative federali. Il profilo dell’ala non appare eccessivamente svergolato, in linea con le restrizioni attuali.
carrozzeria, pancia e raffreddamento
La pancia risulta scavata per favorire la gestione del flusso lungo la fiancata, senza esagerare con soluzioni sottosquadrate. La presa dei radiatori è orientata verso una configurazione che permette evacuazione mirata del calore. La vettura integra un radiatore centrale con due sporgenze laterali che testimoniano la necessità di raffreddare la power unit Ferrari, mantenendo un serbatoio di minor volume ma supportando una maggiore componente elettrica.
bargeboard e sviluppo iniziale
Il bargeboard iniziale si presenta in forma primordiale con tre elementi, privo dei tiranti tipici autorizzati dalla FIA. Questa scelta risulta funzionale a incrementare il carico localizzato o a pulire la scia della ruota anteriore, offrendo una base su cui modulare ulteriori sviluppi durante la stagione.
La configurazione posteriore resta coerente con una filosofia di bilanciamento orientata all’ottimizzazione del flusso aerodinamico, con una gestione del volume fissato dal regolamento e la possibilità di utilizzare ali flessibili che mantengono una funzione operativa nel tempo.
figure di riferimento legate al progetto:
- Ayao Komatsu
- Andrea De Zordo