Gp di singapore: strategia a una sosta con gomme soft, ma la pioggia può cambiare tutto

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Gp di singapore: strategia a una sosta con gomme soft, ma la pioggia può cambiare tutto

Il Gran Premio di Singapore si prepara a una gara strategicamente poco variabile, con la possibilità concreta di assistere a una sola sosta ai box in condizioni di pista asciutta. La bassa abrasività dell’asfalto favorisce l’impiego delle mescole più morbide, mentre il meteo potrebbe introdurre scenari differenti rispetto alla pianificazione principale.

Strategie gomme a Singapore: una sola sosta come scenario principale

Il circuito di Marina Bay non impone un’elevata severità agli pneumatici, sia per la conformazione del tracciato, caratterizzata soprattutto da trazione e frenate, sia per la ridotta rugosità dell’asfalto. Per questa ragione, la strategia più probabile prevede un solo pit stop sui 62 giri complessivi.

La combinazione di riferimento dovrebbe prevedere l’utilizzo di Soft e Medium, con la finestra ideale per il cambio gomme destinata ad aprirsi intorno al 26° giro. Dario Marrafuschi, direttore di Pirelli Motorsport, ha indicato proprio questa soluzione come la più competitiva in assenza di Safety Car o di altre neutralizzazioni.

La disponibilità degli pneumatici potrebbe condizionare le scelte di alcuni piloti. Andrea Kimi Antonelli e i due piloti Ferrari non dispongono di un nuovo set di gomme Soft per la gara, a differenza degli altri concorrenti di vertice. Per loro potrebbe diventare interessante iniziare con le Medium e concludere la corsa utilizzando le Hard.

Gomme Hard e strategia alternativa per il secondo stint

Qualora la mescola Hard venisse scelta per la seconda parte della gara, la sosta potrebbe essere anticipata al 23° giro. Questa opzione acquisterebbe valore soprattutto nel caso in cui una Safety Car entrasse in pista nelle prime fasi, consentendo di ridurre il costo della sosta e di affrontare una lunga porzione di gara con lo pneumatico più resistente.

La strategia Medium-Hard risulta complessivamente più lenta di circa cinque secondi rispetto alla soluzione Soft-Medium. Resta comunque più efficace rispetto a una gara con due soste, che comporterebbe una perdita stimata nell’ordine dei dieci secondi sull’intera distanza. In condizioni normali, il doppio pit stop non viene quindi considerato una scelta realmente competitiva.

Undercut a Singapore: vantaggio ridotto nei sorpassi

A Marina Bay i sorpassi sono complessi quando non esiste una netta differenza di prestazioni tra le monoposto. L’undercut potrebbe rappresentare uno strumento per provare a guadagnare una posizione, ma il divario tra le mescole disponibili non sembra sufficiente a rendere decisiva una sosta anticipata.

Tra Soft e Medium è atteso un margine di prestazione compreso tra 0,7 e 0,8 secondi al giro. Il degrado dovrebbe procedere in modo graduale e garantire un vantaggio limitato a chi passa dalle Soft usate a un nuovo treno di Medium. La stima indicata da Pirelli parla di un guadagno vicino a un secondo e mezzo nel caso più favorevole, senza margini sensibilmente superiori.

Le Medium, dopo circa 26 tornate, dovrebbero perdere approssimativamente 0,05 secondi al giro, partendo da un ritmo già più lento di circa 0,7 secondi rispetto al miglior tempo ottenibile. Il risultato è un undercut poco incisivo, incapace di spingere sistematicamente i team a fermarsi in anticipo.

Pioggia a Singapore: le gomme intermedie restano competitive

Il meteo rappresenta una variabile importante. La probabilità di pioggia sul circuito è stimata al 70%, con il rischio che le precipitazioni arrivino prima della partenza e rendano necessario l’impiego delle gomme Intermedie.

Le prestazioni mostrate nella Sprint hanno fornito indicazioni positive: gli pneumatici intermedi sono riusciti a completare uno stint anche quando una parte consistente del tracciato era già asciutta. La situazione potrebbe ripetersi grazie a un asfalto poco abrasivo e poco incline a surriscaldare le mescole.

Nonostante l’utilizzo delle Intermedie su una superficie asciutta possa normalmente provocare surriscaldamento, abrasione e perdita di rendimento, a Singapore questi fenomeni sono rimasti contenuti. Il battistrada e i relativi tasselli hanno mantenuto una condizione regolare, senza danni significativi.

La particolare fluidità dell’asfalto ha limitato il deterioramento degli pneumatici. Anche con una pista parzialmente asciutta, le Intermedie hanno conservato un ritmo valido e non hanno evidenziato livelli elevati di usura o abrasione.

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Categorie: Formula 1Motori

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