Giovanni aleotti: pellizzari è tra i talenti più grandi, per finn è solo questione di tempo
Giovanni Aleotti si appresta a iniziare la settima stagione da professionista con la Red Bull-BORA-hansgrohe. Il corridore modenese di Finale Emilia, residente a San Marino, ha costruito la propria carriera attraverso una crescita progressiva, conquistando spazio e responsabilità all’interno di una delle formazioni più ambiziose del WorldTour. A 27 anni, il suo percorso è caratterizzato da esperienza, continuità e disponibilità al lavoro di squadra, con l’obiettivo di continuare a essere competitivo anche nelle occasioni in cui potrà correre per ambizioni personali.
Giovanni Aleotti e la crescita della Red Bull-BORA-hansgrohe
Dal suo arrivo nel 2021, quando era alla prima stagione tra i professionisti, Aleotti ha assistito a una trasformazione profonda della squadra. La formazione è aumentata per dimensioni e organizzazione, sviluppando un’attenzione sempre maggiore verso ogni aspetto della preparazione. Il supporto riguarda la tecnica, la nutrizione e la preparazione mentale, con un’assistenza completa durante tutta la stagione.
L’ingresso di Red Bull è avvenuto a metà del 2024, durante il Tour de France. In quella fase il cambiamento era stato percepito solo in parte, anche perché la stagione era già entrata nel momento decisivo. Il salto di qualità è diventato più evidente dall’anno successivo e ha accompagnato quella che Aleotti considera la migliore stagione nella storia della squadra.
La stagione 2026 tra Giro d’Italia e gestione delle energie
Il principale obiettivo del 2026 era il Giro d’Italia, affrontato dalla Red Bull-BORA-hansgrohe con Giulio Pellizzari e Jay Hindley come leader designati per la classifica generale. Il percorso di tre settimane ha presentato alcuni imprevisti, soprattutto per Pellizzari, ma la presenza di due riferimenti ha consentito alla squadra di raggiungere il risultato prefissato.
Aleotti riteneva di essere in buona condizione, come già dimostrato al Tour of the Alps. Nella seconda parte dell’anno è stata scelta una programmazione più leggera, pensata anche in vista della stagione successiva. L’obiettivo era preservare le energie e arrivare al 2027 con maggiore freschezza sia dal punto di vista fisico sia sotto il profilo mentale. La riduzione degli impegni ha rappresentato una scelta utile, pur entrando in contrasto con la naturale voglia di un corridore di gareggiare e misurarsi in competizione.
Il ricordo più importante e il momento più difficile
Il ricordo più significativo della carriera resta il Giro d’Italia 2022. In particolare, Aleotti conserva nella memoria un momento vissuto sul Gavia, quando Enrico Gasparotto incitava Jay Hindley. In quella situazione il corridore emiliano comprese che la squadra stava costruendo qualcosa di importante e che Hindley aveva una possibilità concreta di conquistare la corsa rosa.
Il momento più complesso è arrivato un anno dopo, durante il Giro d’Italia 2023. Il Covid lo ha costretto ad abbandonare l’unico Grande Giro che non è riuscito a concludere. Dopo la preparazione necessaria per affrontare un appuntamento di tale rilievo, il ritiro e la successiva visione della corsa da casa hanno rappresentato una delusione profonda, resa inevitabile dalle condizioni di salute.
Il ruolo di uomo squadra e le ambizioni personali
Nelle competizioni più importanti, Aleotti ha individuato nel ruolo di uomo squadra la propria dimensione principale. Mettersi al servizio di corridori di alto livello e contribuire al raggiungimento di obiettivi collettivi è per lui una motivazione significativa. Il lavoro a favore dei leader non esclude la possibilità di cercare risultati individuali.
Le brevi corse a tappe sono infatti considerate il terreno più adatto per esprimere ambizioni personali. Aleotti ritiene di avere caratteristiche utili per giocarsi le proprie opportunità e punta a conquistare ancora importanti soddisfazioni personali nel corso della carriera.
Giulio Pellizzari e la prospettiva di crescita
La collaborazione con Giulio Pellizzari si è intensificata nelle ultime due stagioni. Aleotti considera il giovane italiano uno dei talenti più importanti del ciclismo attuale, sottolineando la facilità con cui riesce a esprimere gesti e prestazioni proprie di un atleta dotato di qualità fuori dal comune.
Il Giro d’Italia rappresentava uno dei suoi obiettivi principali, ma le difficoltà incontrate non cancellano il significativo passo avanti compiuto nel percorso di maturazione. La crescita assume un valore ancora maggiore considerando l’elevato livello di competitività del ciclismo contemporaneo. Secondo Aleotti, Pellizzari tende a concentrarsi soprattutto sui traguardi non ancora raggiunti, nonostante i progressi già compiuti.
Finn e l’ingresso nel WorldTour
Finn entrerà nella formazione WorldTour a partire dalla prossima stagione con un palmarès già molto rilevante, costruito nonostante la giovane età. Aleotti ha avuto poche occasioni di correre al suo fianco, ma lo ha osservato anche tra i professionisti, compresa la partecipazione alla Coppi e Bartali.
La Red Bull-BORA-hansgrohe viene considerata un ambiente adatto alla sua crescita, grazie all’esperienza maturata nello sviluppo dei giovani, come dimostrato anche dal lavoro svolto con Pellizzari. L’adattamento alle gare WorldTour sarà un passaggio da verificare, mentre il potenziale del corridore viene ritenuto molto elevato. Il suggerimento è di affrontare la transizione senza pressioni eccessive, seguendo con gradualità il proprio percorso.
Giovani talenti e tempi di maturazione nel ciclismo
La presenza di fenomeni capaci di emergere prima dei vent’anni può alimentare confronti non sempre utili. Per esperienza diretta, Aleotti non rileva questa pressione all’interno della propria squadra, anche grazie alla presenza di una formazione di sviluppo che consente ai giovani di crescere secondo tempi personali, senza dover anticipare necessariamente ogni passaggio.
Il paragone con corridori come Evenepoel o Seixas viene considerato rischioso per un atleta di vent’anni, perché ogni carriera segue ritmi differenti. L’esempio di Finn conferma questa impostazione: dopo la conquista del Mondiale Under 23, il corridore ha scelto di restare per un’altra stagione nella categoria, con l’obiettivo di competere per i principali successi indossando la maglia iridata. Pur avendo la possibilità di passare subito tra i professionisti, ha preferito proseguire secondo il proprio programma, senza lasciarsi condizionare dai confronti.
Le personalità citate nel percorso di Giovanni Aleotti
- Giovanni Aleotti
- Giulio Pellizzari
- Jay Hindley
- Enrico Gasparotto
- Finn
- Remco Evenepoel
- Paul Seixas
