Giardini: "Vedo una schiarita per il ciclismo italiano. Tra 4-5 anni torneremo competitivi e avremo il nostro posto

• Pubblicato il • 5 min
Giardini: "Vedo una schiarita per il ciclismo italiano. Tra 4-5 anni torneremo competitivi e avremo il nostro posto

La stagione 2026 del ciclismo italiano e internazionale è stata analizzata da Gian Luca Giardini durante Bike Today, trasmissione condotta da Gianluca Bruno sul canale YouTube di OA Sport TV. Al centro della discussione sono finiti il rendimento di Tadej Pogacar, le prospettive per la Parigi-Roubaix, i percorsi di Giro e Tour e il momento attraversato dal movimento azzurro.

Tadej Pogacar e una stagione segnata dall’imprevedibilità

Secondo Giardini, nelle ultime stagioni il ciclismo si è abituato allo strapotere di Tadej Pogacar, capace spesso di rendere prevedibile l’esito delle corse. La sua assenza dopo l’incidente ha dimostrato che, anche nelle competizioni considerate più aperte, il risultato non è mai scontato. Alcune gare hanno offerto grande spettacolo, mentre altre sono risultate meno interessanti rispetto alle occasioni in cui Pogacar ha attaccato a grande distanza dal traguardo.

La situazione ha alimentato due differenti orientamenti tra gli appassionati, ma proprio questa varietà di opinioni rappresenta, secondo l’analisi proposta, uno degli aspetti caratteristici del ciclismo.

Milano-Sanremo e obiettivo Parigi-Roubaix

La vittoria alla Milano-Sanremo è stata favorita anche dalla possibilità di preparare il percorso con grande comodità logistica, considerando la residenza di Pogacar a Montecarlo. La Parigi-Roubaix resta invece il principale obiettivo ancora incompiuto per il campione sloveno.

Il tracciato della Roubaix potrebbe risultare meno adatto alle sue caratteristiche rispetto al Giro delle Fiandre. In pianura, una differenza di circa 15 chilogrammi può tradursi in un vantaggio di 60-70 watt, mentre sui muri e sugli strappi è più semplice valorizzare il rapporto tra peso e potenza. Nell’ultima edizione Pogacar è comunque riuscito a mettere in difficoltà un corridore di vertice come Van Aert.

La difficoltà principale sarebbe legata alla preparazione. La Roubaix si disputa a distanza ravvicinata rispetto agli appuntamenti abituali del corridore, tra la Liegi e i Grandi Giri. Per concentrarsi sulla classica del pavé dovrebbe quindi rinunciare o ridimensionare alcuni obiettivi. La possibilità non è esclusa, anche considerando le numerose occasioni in cui Pogacar ha già sorpreso le previsioni.

Il percorso del Giro e il doppio Mortirolo

Parlando del Giro, Giardini ha espresso qualche perplessità sui tapponi estremi, spesso caratterizzati dall’attesa dell’ultima salita. Le ascese intermedie, affrontate in modo più dinamico, possono offrire maggiore spettacolo rispetto a una sequenza di difficoltà molto impegnative.

Il tracciato dovrebbe garantire equilibrio tra arrivi in salita, tappe dure e volate. Tra gli auspici figurano almeno una frazione superiore ai 200 chilometri, con 3.000-4.000 metri di dislivello, e due cronometro: una breve e pianeggiante e una più articolata, indicativamente tra 20 e 25 chilometri. Una simile configurazione potrebbe favorire anche corridori come Remco Evenepoel.

Il Tour tra cronometro e arrivi in volata

Per il Tour, le prove contro il tempo sono state considerate consistenti per distanza, ma non particolarmente impegnative dal punto di vista altimetrico. Una soluzione più equilibrata potrebbe prevedere una cronometro pianeggiante e una seconda prova più difficile, senza trasformarla in una cronoscalata.

La distribuzione degli arrivi in salita e delle volate sarà determinante. Le due occasioni dedicate agli uomini veloci potrebbero servire a incentivarne la permanenza in gara anche durante l’ultima settimana, quando il percorso proporrà le grandi salite, favorendo la presenza di più campioni a Parigi. Un’altra possibile spiegazione riguarda le esigenze economiche e logistiche legate alle città scelte per partenza e arrivo della penultima tappa.

Il bilancio del ciclismo italiano

La stagione degli italiani è stata giudicata sufficiente. Filippo Ganna e Jonathan Milan hanno ottenuto vittorie importanti, mentre Giulio Ciccone ha offerto prestazioni convincenti e ha contribuito a rendere più interessante la stagione, pur senza raggiungere il grande risultato.

La crescita dei giovani rappresenta il principale elemento positivo. Tra i nomi citati figurano Pellizzari e Piganzoli, insieme ad altri corridori considerati in progressione. Finn è destinato a passare tra i professionisti, mentre per Magagnotti potrebbe essere previsto un ulteriore anno nella categoria Development. Il movimento italiano sembra quindi mostrare segnali di ripresa rispetto alle difficoltà di qualche stagione fa.

Le difficoltà del movimento azzurro e la ripresa

Le difficoltà degli ultimi anni sono state ricondotte anche a un vuoto generazionale. Mentre altri Paesi aggiornavano allenamento, alimentazione e metodologie, il ciclismo italiano avrebbe continuato a fare affidamento su approcci tradizionali, forti dei successi ottenuti in passato.

La necessità di cambiare sarebbe stata compresa quando il ritardo era già significativo e mancavano due generazioni di corridori. Ora la costruzione di una nuova base sta iniziando a produrre risultati. La competitività potrebbe tornare entro quattro o cinque anni, anche se il contesto internazionale è molto più ampio rispetto agli anni Novanta e Duemila. Il ciclismo moderno coinvolge infatti un numero di nazioni superiore rispetto al passato, quando la competizione era concentrata soprattutto su cinque Paesi.

Protagonisti dell’intervista sul ciclismo 2026

La puntata di Bike Today ha coinvolto le seguenti personalità del ciclismo e della trasmissione:

  • Gian Luca Giardini, analista e ospite della puntata;
  • Gianluca Bruno, conduttore di Bike Today;
  • Tadej Pogacar, protagonista dell’analisi sulla stagione internazionale;
  • Wout van Aert, citato in relazione alla Parigi-Roubaix;
  • Remco Evenepoel, menzionato tra i corridori favoriti da un determinato percorso a cronometro;
  • Filippo Ganna, Jonathan Milan e Giulio Ciccone, indicati tra i principali protagonisti italiani;
  • Pellizzari, Piganzoli, Finn e Magagnotti, citati tra i giovani del movimento azzurro.
Giulio Ciccone
Categorie: Ciclismo

Per te