Giada alzetta sfida ceccon: devo migliorare nella rana

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Giada alzetta sfida ceccon: devo migliorare nella rana

Giada Alzetta si prepara a entrare nel suo ventesimo anno di vita con un bilancio sportivo di grande rilievo. Nel 2026 la nuotatrice friulana ha consolidato il proprio percorso nei 400 misti, conquistando l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto e raggiungendo il sesto posto nella finale europea di Parigi. Dopo l’argento europeo Under 23 ottenuto nel 2025, la giovane atleta ha raccontato obiettivi, difficoltà tecniche, metodo di allenamento e prospettive future.

Giada Alzetta e la crescita nei 400 misti

La stagione è terminata in linea con gli obiettivi stabiliti, anche se il risultato è stato accompagnato da una soddisfazione crescente. La preparazione più intensa è iniziata soltanto nel 2025, dopo il conseguimento della maturità, seguendo una filosofia orientata a lasciare maggiore libertà negli anni della giovinezza per costruire progressivamente il rendimento futuro.

Il passaggio ai massimi livelli continentali è stato quindi cercato e costruito con gradualità. I 400 misti sono emersi come la distanza più adatta alle sue caratteristiche, anche grazie al lavoro degli allenatori, che le hanno permesso di maturare senza forzare anticipatamente le scelte tecniche.

La rana resta lo stile più delicato

Tra i quattro stili, la rana è quello con cui Alzetta avverte ancora le maggiori difficoltà. Da bambina riusciva a nuotarla con efficacia, poi un problema al ginocchio, pur non essendo grave, l’ha costretta a interromperne temporaneamente la pratica. L’episodio ha lasciato soprattutto un effetto mentale: ancora oggi, in alcuni momenti, la nuotatrice tende a virare a dorso o non percepisce la rana come completamente naturale.

Il lavoro su questo aspetto è quindi sia tecnico sia psicologico. Negli allenamenti la rana viene affrontata con grande frequenza, mentre in gara l’attenzione si concentra sul collegamento tra rana e stile libero, segmento nel quale il passaggio ai 200 metri risulta particolarmente efficace. Il percorso svolto durante l’estate ha prodotto miglioramenti, anche se il margine di crescita resta ampio.

La gestione del ritmo nei 400 misti

La distribuzione dello sforzo rappresenta uno dei principali elementi ancora da perfezionare. La prima parte della gara, soprattutto nei tratti a delfino e dorso, viene affrontata con una sensazione di facilità, mantenendo energie in vista dei 200 metri conclusivi. In passato, però, il passaggio ai 200 era spesso molto rapido, mentre la rana non consentiva di mantenere lo stesso livello di rendimento.

Durante il raduno in Sierra Nevada il lavoro si è concentrato proprio su rana e stile libero. L’obiettivo era affrontare la prima metà con maggiore controllo, arrivando ai 200 metri in circa 1’03”-1’04”. A Taranto il ritmo è stato più aggressivo, anche per l’entusiasmo legato al pubblico e alla situazione di gara. Al termine, la nuotatrice ha scoperto di aver realizzato un tempo che non immaginava durante la prova.

La tattica e la finale europea di Parigi

La strategia indicata dagli allenatori consiste nel concentrarsi sulla propria corsia e sul ritmo personale, evitando di lasciarsi condizionare dalle avversarie. Da più giovane Alzetta osservava spesso le altre nuotatrici; con la maturazione agonistica ha sviluppato una consapevolezza maggiore e oggi preferisce costruire la gara sulle proprie sensazioni.

La presenza di un’avversaria competitiva può comunque diventare uno stimolo utile, soprattutto nello stile libero. In una finale europea, però, non è semplice prevedere la gestione della prova da parte di atlete conosciute soltanto per il nome. A Parigi Alzetta era consapevole di non poter passare davanti a tutte nei primi segmenti, ma ha mantenuto il proprio piano.

La finale europea è stata vissuta con entusiasmo e meraviglia, come una prima esperienza di grande rilievo internazionale. La nuotatrice ha dichiarato di essere soddisfatta del modo in cui ha affrontato l’evento e di averlo vissuto con divertimento, pur volendo esprimere tutto il potenziale disponibile.

Le distanze alternative e il lavoro sulla completezza

Oltre ai 400 misti, Alzetta ha già disputato i 200 delfino, specialità affrontata anche a Parigi. In vasca corta apprezza molto le gare a stile libero, mentre in vasca lunga non ha ancora preparato specificamente questa distanza. Nell’ultimo periodo ha inoltre scoperto una maggiore sicurezza nel dorso e considera possibile cimentarsi in futuro nei 200 dorso.

La propensione a sostenere carichi elevati nasce da un rapporto positivo con l’acqua. Fin da piccola il nuoto le ha dato più piacere che percezione della fatica. Gli allenatori le hanno insegnato a diventare un’atleta completa e, con il tempo, i 400 misti si sono rivelati la prova più adatta alle sue qualità.

Allenamento, gruppo e confronto con i compagni

La presenza di persone impegnate sulle stesse distanze è considerata molto importante. Nel gruppo attuale non c’è una ragazza che affronti esattamente le sue gare, ma l’allenamento con Pier Andrea Matteazzi, specialista dei 400 misti e atleta olimpico a Tokyo, permette di osservare e assimilare aspetti della tecnica di gara.

Anche un gruppo ristretto può offrire motivazione. Rispetto alle squadre precedenti, oggi il numero di atleti è più contenuto, ma tutti lavorano con un coinvolgimento personale molto forte. La concentrazione è totale e il desiderio di migliorare nasce da una scelta condivisa, non soltanto dagli obblighi dell’allenamento.

Particolare attenzione viene dedicata anche a Thomas Ceccon, apprezzato per la capacità di competere in tutti gli stili e sulle diverse distanze. Alzetta osserva il suo modo di nuotare per cogliere dettagli tecnici e comportamentali, riconoscendo nella cura del particolare uno degli elementi più interessanti del suo approccio.

Obiettivi per la stagione in vasca corta

Il programma prevede una gara in Veneto utile per ritrovare il ritmo agonistico, seguita dagli Assoluti in vasca corta. Il meeting Nico Sapio non sarà invece disputato. Gli Assoluti rappresenteranno un appuntamento importante per tentare la qualificazione ai Mondiali in vasca corta, anche se la priorità stagionale rimane la preparazione in vasca lunga.

La vasca corta viene considerata meno naturale rispetto alla lunga, ma il lavoro specifico è già in corso. Guardando al settembre 2027, l’obiettivo indicato è la qualificazione ai Mondiali estivi, possibilmente con un miglioramento di circa due secondi.

Le personalità citate nel percorso di Giada Alzetta

Il confronto con tecnici, compagni e interlocutori del mondo del nuoto rappresenta una componente significativa del percorso sportivo della nuotatrice.

  • Giada Alzetta, nuotatrice specialista dei 400 misti.
  • Sofia Altavilla, intervistatrice.
  • Enrico Spada, intervistatore.
  • Alessia Polieri, intervistatrice.
  • Pier Andrea Matteazzi, atleta impegnato nei 400 misti e partecipante ai Giochi olimpici di Tokyo.
  • Thomas Ceccon, nuotatore osservato come riferimento tecnico e agonistico.
Giada Alzetta
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