Garrison mathews, non solo tiro: la scalata ai vertici del basket
Garrison Mathews ha costruito il proprio percorso nel basket attraverso il tiro da tre punti, la fisicità e una determinazione sviluppata sui campi da football. Paragonato a specialisti come Kyle Korver e Marco Belinelli, l’esterno statunitense ha trasformato un’esperienza universitaria iniziata lontano dai riflettori in una carriera da sette stagioni NBA, prima di approdare all’Olimpia Milano.
Garrison Mathews, dal football al basket universitario
Nato a Louisville e cresciuto a Franklin, nel Tennessee, Mathews praticava football al liceo nei ruoli di wide receiver e tight end. Doveva quindi unire velocità, resistenza fisica e capacità di bloccare gli avversari. La disciplina sportiva era parte della sua storia familiare: il nonno John H. Mathews aveva vinto il titolo nazionale NCAA con Ole Miss nel 1962, mentre il bisnonno aveva giocato e allenato a Vanderbilt.
Parallelamente al football, Garrison giocava a basket insieme al fratello maggiore Braden. Con la crescita fisica comprese che la pallacanestro avrebbe potuto offrirgli una borsa di studio universitaria. Pur non essendo considerato un prospetto di primo piano, ricevette proposte da USC Upstate, UMass Lowell, Austin Peay e Lipscomb. La possibilità di giocare vicino casa, a Nashville, lo convinse a scegliere Lipscomb su indicazione dell’allenatore Casey Alexander.
Garrison Mathews e l’esplosione a Lipscomb
L’inizio dell’esperienza universitaria fu complesso, poi un infortunio al ginocchio subito da Josh Williams contro Princeton modificò gli equilibri della squadra. Mathews ottenne più minuti e responsabilità, chiudendo la stagione da matricola con 10,9 punti di media.
Nel secondo anno salì a 20,4 punti per partita e nelle tre stagioni successive superò sempre quota venti. Nel 2017-18 condusse Lipscomb alla conquista del torneo della Atlantic Sun e alla prima qualificazione della storia dell’università al Torneo NCAA. La squadra perse al primo turno contro North Carolina, ma la prestazione di Mathews attirò l’attenzione per la capacità di segnare e competere fisicamente.
Mathews divenne il giocatore più rapido nella storia di Lipscomb a raggiungere prima i 1.000 e poi i 2.000 punti. Con 2.478 punti in quattro anni, è ancora il miglior realizzatore del programma. Fu inoltre il primo atleta di Lipscomb a giocare il Torneo NCAA e il primo “Bison” a debuttare in NBA.
Garrison Mathews protagonista nel torneo NIT
L’ultima stagione universitaria, nel 2018-19, fu ancora più significativa. Mathews venne nominato giocatore dell’anno della conference e segnò 43 punti contro Kennesaw State, ottenendo il riconoscimento di giocatore della settimana a livello nazionale.
Nel torneo NIT trascinò Lipscomb fino alla finale. Nei quarti di finale realizzò 44 punti nella vittoria contro North Carolina State, mentre in semifinale aggiunse 34 punti contro Wichita State. Lipscomb raggiunse così la prima finale nazionale della propria storia, persa contro Texas. Mathews concluse il torneo con 26,5 punti di media, attirando l’interesse delle franchigie NBA.
Garrison Mathews tra Washington e Houston
Non selezionato nel Draft NBA del 2019, Mathews firmò subito un contratto two-way con Washington. Disputò 18 partite nella stagione da esordiente e 64 nell’annata successiva, partendo 24 volte in quintetto. In quel periodo registrò oltre 16 minuti di media e 5,5 punti a gara.
Il contratto two-way prevedeva il passaggio tra NBA e G League. Mathews giocò nella seconda lega soprattutto durante la stagione da rookie e, nell’estate del 2021, sperava di ottenere una maggiore stabilità. Dopo un invito dai Boston Celtics, terminato con il taglio dal roster, arrivò un nuovo accordo two-way con gli Houston Rockets, dove ritrovò anche Armoni Brooks.
Houston rappresentò il punto di svolta. Dopo appena due mesi, il contratto venne trasformato in un accordo NBA standard. Mathews fu inserito anche nel quintetto iniziale in 33 occasioni, totalizzò 1.712 minuti, il massimo della carriera, e chiuse la stagione con 10 punti di media. Rimase ai Rockets fino a febbraio 2023, quando venne ceduto agli Atlanta Hawks.
Garrison Mathews agli Atlanta Hawks
Con Atlanta disputò tre stagioni, raccogliendo 122 presenze e 721 punti. La sua efficacia dall’arco raggiunse il 41,3%, con una punta del 44% nella stagione 2023-24, ottenuta grazie a 85 triple realizzate su 193 tentativi.
Durante l’esperienza con gli Hawks lavorò con l’allenatore Quin Snyder, con Steve Klei nello staff tecnico e con Kyle Korver nel front office. Korver era stato uno dei modelli di riferimento per Mathews e il paragone tra i due era nato proprio dalla comune specializzazione nel tiro da tre punti.
Garrison Mathews e l’arrivo all’Olimpia Milano
Nell’estate del 2025 Mathews firmò con i New York Knicks e partecipò alla preseason insieme alla squadra che sarebbe poi diventata campione NBA. Al momento della composizione definitiva del roster, i Knicks assegnarono l’ultimo posto disponibile a Landry Shamet e Mathews venne acquisito dagli Indiana Pacers.
Con Indiana disputò 15 partite dopo due contratti consecutivi di dieci giorni, con 13,2 minuti e 5,2 punti di media. Una serie di infortuni nel reparto dei lunghi spinse i Pacers a ingaggiare il centro Micah Potter. Per liberare uno spazio nel roster, la franchigia lasciò partire Mathews.
Il percorso dell’ex giocatore di football, diventato il miglior realizzatore nella storia di Lipscomb e protagonista di sette stagioni NBA, prosegue quindi all’Olimpia Milano, dove ha iniziato una nuova fase della propria carriera professionistica.
Le principali figure legate al percorso di Garrison Mathews:
- Garrison Mathews
- Braden Mathews
- John H. Mathews
- Casey Alexander
- Josh Williams
- Kyle Korver
- Marco Belinelli
- Quin Snyder
- Steve Klei
- Armoni Brooks
- Landry Shamet
- Micah Potter