Floyd schofield sr. contesta il limite di peso per il match titolato di chicago
La preparazione di Kid Austin per il combattimento valido per il titolo dei pesi leggeri contro Lucas Bahdi è al centro delle perplessità espresse da Floyd Schofield Sr. La contestazione riguarda soprattutto la comunicazione di una specifica regola dell’Illinois, che impone un limite preciso all’aumento di peso tra la pesatura ufficiale e il controllo previsto il giorno dell’incontro.
Kid Austin e il limite di peso per il titolo a Chicago
Floyd Schofield Sr. ha messo in discussione il modo in cui il team del figlio ha gestito la preparazione al match di Chicago. Secondo la sua ricostruzione, nessuno avrebbe informato Kid Austin del limite di dieci libbre applicato agli incontri titolati nello Stato dell’Illinois.
Il padre del pugile ha spiegato che la restrizione non sarebbe stata inserita nel contratto e che il combattente avrebbe scoperto autonomamente la regola cercando informazioni online. La notizia sarebbe emersa soltanto nelle fasi finali della preparazione, invece di essere comunicata direttamente dalle persone incaricate di seguire la sua carriera.
Regola dell’Illinois: come funziona il controllo del peso
Le norme della boxe in Illinois stabiliscono che, negli incontri per il titolo, un atleta non possa presentarsi al controllo del giorno del combattimento con un peso superiore di oltre 10 libbre rispetto alla categoria ufficiale.
Per un pugile che abbia registrato 135 libbre alla pesatura prevista per la categoria dei pesi leggeri, il limite al controllo successivo sarebbe quindi fissato a 145 libbre. La disposizione riguarda entrambi i partecipanti al match e costituisce un requisito statale.
Le critiche alla scelta di Chicago
Schofield Sr. ha anche espresso dubbi sulla decisione di disputare l’incontro a Chicago, considerando Kid Austin un atleta di grandi dimensioni per la categoria dei leggeri. A suo giudizio, la sede sarebbe discutibile anche perché né Kid Austin né Lucas Bahdi avrebbero un seguito già consolidato nella città.
Il padre del pugile ha inoltre riferito che la parte collegata a Oscar De La Hoya avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza della restrizione sul peso. La principale rimostranza resta quindi legata alla presunta mancanza di comunicazione, più che alla difficoltà concreta di rispettare il limite.
Preparazione di Kid Austin e gestione del peso
Il secondo controllo modifica la pianificazione del recupero dopo il raggiungimento del limite dei pesi leggeri. Venire a conoscenza della regola soltanto a ridosso dell’incontro può creare una complicazione evitabile nella fase conclusiva della preparazione, anche quando il peso richiesto è considerato gestibile.
Schofield Sr. sostiene che il limite non avrà effetti negativi sulla prestazione del figlio. Ha affermato che Kid Austin peserebbe già 146 libbre, in condizioni di completa idratazione, e che starebbe svolgendo sessioni di allenamento da 15 riprese.
Le dichiarazioni disponibili descrivono quindi una disputa concentrata su preparazione, fiducia e trasparenza tra il pugile e il suo gruppo di lavoro. L’ipotesi secondo cui la sede sarebbe stata scelta intenzionalmente per penalizzare Kid Austin non risulta accompagnata da elementi di prova nelle dichiarazioni rese. La sola esistenza del limite previsto dall’Illinois non dimostra che il combattente sia stato preso di mira.
Protagonisti dell’incontro e della controversia
La vicenda coinvolge il pugile impegnato nel match titolato, il suo avversario e le figure citate in relazione alla gestione dell’incontro e alla comunicazione delle regole sul peso.
- Kid Austin, pugile impegnato nel combattimento per il titolo dei pesi leggeri.
- Lucas Bahdi, avversario di Kid Austin nell’incontro previsto a Chicago.
- Floyd Schofield Sr., padre di Kid Austin, autore delle critiche sulla gestione della preparazione.
- Oscar De La Hoya, collegato alla parte che avrebbe dichiarato di non conoscere la restrizione dell’Illinois.
