Filippo dezza punta ai 20 secondi nei 200 metri: nessuno mi fa paura

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Filippo dezza punta ai 20 secondi nei 200 metri: nessuno mi fa paura

Filippo Dezza ha trasformato in appena due anni un percorso nato quasi per caso in una presenza ai vertici europei dei 200 metri. Prima correva dietro a un pallone, senza immaginare un futuro nell’atletica. Poi un incidente in moto, il distacco dal calcio e l’incontro con il nuovo ambiente sportivo hanno aperto una fase completamente diversa della sua vita agonistica.

Filippo Dezza, dal calcio ai 200 metri

Dezza ha raccontato che, durante gli anni trascorsi nel calcio, non aveva compreso fino in fondo il valore della propria velocità. L’atletica non rientrava nei suoi interessi e l’attività sportiva era vissuta soprattutto insieme alla squadra e agli amici. La svolta è arrivata dopo il primo anno di allenamento, quando ha corso i 200 metri in 21″30 e, poco dopo, è riuscito a scendere sotto i 21 secondi.

Il passaggio alla pista è stato favorito da un incidente avvenuto nel 2023. Mentre si recava all’università in moto, una vettura non ha rispettato uno stop e ha provocato la caduta. L’atleta non ha riportato conseguenze fisiche rilevanti, ma in quel periodo il contratto con il club calcistico non è stato rinnovato. Dopo avere iniziato a lavorare in un ristorante della catena Old Wild West, Dezza si è reso conto che l’impegno gli sottraeva troppo tempo.

La ricerca di una nuova attività lo ha portato verso l’atletica, anche grazie ai suggerimenti di alcune persone che lo invitavano a mettersi alla prova. Il primo percorso è cominciato con l’Università di Bergamo, prima del passaggio sotto la guida di Alberto Barbera, allenatore con cui prosegue la preparazione.

Il risultato agli Europei di Birmingham

La crescita del velocista ha trovato una conferma importante durante i Campionati Europei di Birmingham. In semifinale Dezza ha fermato il cronometro a 20″35, prestazione che gli ha consentito di raggiungere la finale. Il tempo è stato valutato pienamente solo dopo la gara, perché durante la prova l’attenzione era concentrata soprattutto sull’esecuzione e sul risultato immediato.

L’azzurro non si aspettava di arrivare fino all’atto conclusivo della competizione. L’obiettivo iniziale era superare la batteria e conquistare l’accesso alla semifinale, traguardo considerato possibile ma non scontato. La medaglia sarebbe stata una sorpresa ancora maggiore, considerando il livello degli avversari, già protagonisti nelle finali europee.

La gestione della pressione ha avuto un ruolo decisivo. Dezza ha spiegato di avere avvertito maggiore tensione in batteria, mentre in semifinale è riuscito a gareggiare con maggiore tranquillità. In precedenti occasioni, come a Molfetta, le aspettative avevano influito negativamente sulla prestazione. A Firenze e a Birmingham, invece, una condizione mentale più serena ha favorito il rendimento.

La preparazione atletica e gli obiettivi sui 100 metri

Nel giro di poco tempo il carico di lavoro è aumentato in modo significativo. Dai tre allenamenti settimanali svolti con il primo tecnico, Giambattista Pessina, Dezza è passato a sei sedute con l’attuale allenatore. I primi allenamenti comprendevano esercizi di andature e lavoro aerobico, mentre il successivo livello di preparazione è stato percepito come molto più impegnativo.

Una parte rilevante del lavoro recente ha riguardato la resistenza. Il velocista ha osservato di essere più lento nella prima metà dei 200 metri rispetto ad altri atleti, mentre nell’ultimo rettilineo riesce a esprimere una velocità competitiva. Anche in finale agli Europei è risultato tra i migliori nella seconda parte della gara.

Il prossimo obiettivo tecnico consiste nel migliorare la fase iniziale. Un primo 100 metri più rapido, mantenendo la velocità sviluppata nella seconda metà, potrebbe permettere a Dezza di ridurre ulteriormente il tempo. Per questo motivo, dalla stagione successiva il programma prevede un lavoro specifico sui 100 metri.

Il rituale della matricola con gli azzurri

Il nome di Dezza ha ricevuto ulteriore attenzione sui social dopo il tradizionale rituale della matricola. Il capitano Gianmarco Tamberi gli ha tagliato i capelli in modo particolare, mentre i compagni hanno ripreso la scena con gli smartphone. L’atleta ha accettato l’iniziativa senza particolare preoccupazione, considerando che i capelli sarebbero ricresciuti.

Il gesto ha generato anche una certa visibilità mediatica. In un successivo incontro in ascensore, avvenuto la mattina della finale, Tamberi ha parlato con Dezza dei commenti ricevuti e si è scusato per i messaggi più offensivi. Il velocista ha ridimensionato l’episodio, ricordando che molte persone non conoscono il significato del rito all’interno dell’ambiente dell’atletica.

Successivamente anche Marcell Jacobs e Roberto Rigali hanno partecipato alla rasatura, portando i capelli dell’atleta a zero.

Gli obiettivi di Filippo Dezza verso Los Angeles 2028

Nel breve periodo Dezza punta a migliorare il rendimento sui 60 metri, specialità nella quale vanta un tempo di 6″66, ritenuto ancora insufficiente rispetto alle proprie ambizioni. Per la stagione successiva l’obiettivo principale è ottenere la migliore prestazione italiana U23 e avvicinarsi il più possibile alla soglia dei 20 secondi nei 200 metri.

Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 rappresentano una prospettiva concreta. Dezza non le considera soltanto un sogno, ma un traguardo per il quale vale la pena impegnarsi. La competizione con gli avversari italiani non viene vissuta con timore, mentre gli atleti più veloci sono considerati un’occasione per acquisire esperienza e migliorare. Tra gli aspetti tecnici preferiti figura la corsia interna, ritenuta più rapida.

Le personalità citate nel percorso di Filippo Dezza

La crescita del velocista è legata al lavoro degli allenatori e ai rapporti instaurati nel gruppo azzurro. Le persone menzionate nel suo percorso sono:

  • Filippo Dezza, specialista dei 200 metri;
  • Alberto Barbera, allenatore attuale;
  • Giambattista Pessina, primo allenatore;
  • Gianmarco Tamberi, capitano della squadra azzurra;
  • Marcell Jacobs, velocista italiano;
  • Roberto Rigali, atleta del gruppo azzurro.
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