FIFA, caso Congo: il dossier sul giocatore non idoneo scatena la bufera
La qualificazione della Repubblica Democratica del Congo alla Coppa del Mondo è finita al centro di una controversia legata all’idoneità internazionale del portiere Lionel Mpasi. La documentazione relativa al cambio di affiliazione del giocatore, già convocato dalle nazionali giovanili francesi, non sarebbe stata completata secondo le procedure richieste.
Repubblica Democratica del Congo e caso Lionel Mpasi
Il portiere Lionel Mpasi avrebbe disputato alcune partite con la nazionale congolese senza che fosse concluso l’iter necessario per rappresentare un’associazione diversa da quella francese. La vicenda è emersa dall’esame di documenti interni, scambi di corrispondenza e dichiarazioni di un alto funzionario coinvolto direttamente nel procedimento.
La questione riguarda una possibile irregolarità nell’eleggibilità internazionale del calciatore. In situazioni di questo tipo, l’impiego di un atleta non autorizzato può determinare la perdita a tavolino delle gare nelle quali è stato schierato.
Il reclamo della Nigeria contro il Congo
La verifica della FIFA sarebbe stata avviata dopo un reclamo presentato dalla Nigeria, eliminata dalla Repubblica Democratica del Congo prima dello spareggio decisivo contro la Giamaica. La nazionale congolese aveva bisogno di vincere l’ultima partita per ottenere la qualificazione al torneo mondiale, un traguardo che mancava da 52 anni.
Nonostante la contestazione, la FIFA ha consentito al Congo e a Mpasi di proseguire il percorso. La selezione congolese ha poi superato la Giamaica, assicurandosi il pass per la Coppa del Mondo.
La decisione della FIFA sul procedimento
La FIFA non ha negato l’esistenza della vicenda e ha spiegato di avere archiviato il reclamo della Nigeria per ragioni tecniche. L’organismo ha precisato che le proprie commissioni operano in autonomia e valutano ogni caso sulla base dei regolamenti applicabili e degli elementi specifici disponibili.
Tra le ipotesi prese in considerazione dai funzionari figuravano la sconfitta a tavolino della Repubblica Democratica del Congo, una sanzione economica, la sostituzione del Congo con la Nigeria nello spareggio contro la Giamaica oppure la mancata adozione di provvedimenti a causa della presentazione tardiva del reclamo.
La FIFA ha inoltre dichiarato che Gianni Infantino non avrebbe partecipato alla decisione relativa al caso.
I precedenti FIFA sull’impiego di giocatori non idonei
La controversia presenta analogie con precedenti già affrontati dagli organi calcistici internazionali. Nel 2016, la Grecia fu sanzionata con una sconfitta per 0-3 contro la Turchia dopo avere utilizzato un calciatore non idoneo.
Nel 2018, invece, la FIFA modificò il risultato di due partite della Bolivia nelle qualificazioni ai Mondiali disputati nello stesso anno, sempre per una violazione collegata all’impiego di un giocatore non autorizzato.
Le personalità coinvolte nel caso
La vicenda ruota principalmente attorno al portiere indicato nella documentazione e ai vertici istituzionali chiamati a valutare il reclamo e le conseguenze regolamentari.
- Lionel Mpasi, portiere già appartenuto alle nazionali giovanili della Francia e schierato dalla Repubblica Democratica del Congo.
- Gianni Infantino, presidente della FIFA, indicato dall’organismo come estraneo alla decisione sul procedimento.


