Ferrari, Q2 alla Q3 resta dietro Mercedes: gomme e motore amplificano il gap
La qualifica continua a rappresentare uno dei principali ostacoli per la Ferrari, capace di esprimere un rendimento competitivo in gara ma meno efficace quando deve concentrare tutto il potenziale in un singolo giro. La difficoltà riguarda soprattutto la gestione degli pneumatici, la disponibilità di potenza e la capacità di trovare rapidamente il corretto equilibrio della vettura.
Ferrari in qualifica: il problema della finestra degli pneumatici
Nel corso della stagione, la Ferrari ha spesso faticato a trasformare le proprie prestazioni di gara in una posizione di partenza equivalente. Il limite emerge nel momento in cui le gomme devono raggiungere rapidamente la temperatura ideale per il giro secco. Il deficit di cavalli rispetto alle altre Power Unit incide sul rendimento, ma non rappresenta l’unica causa.
La SF-26 si distingue per una gestione degli pneumatici particolarmente efficace sul passo gara, mentre incontra maggiori difficoltà nell’attivazione immediata delle coperture. A Baku il problema è risultato ancora più evidente a causa dei lunghi rettilinei, dell’asfalto molto liscio e della presenza di poche curve capaci di trasferire energia alle gomme.
Il fenomeno ha interessato tutti i piloti in misura diversa, con un impatto più marcato sulla Ferrari. Charles Leclerc ha descritto una monoposto rigida, nervosa e a tratti imprevedibile, una sensazione che il secondo posto ottenuto in qualifica non ha restituito pienamente, anche perché la sessione è stata condizionata dalle scie.
Mercedes più efficace nel passaggio tra Q2 e Q3
L’analisi delle qualifiche della stagione, depurata dagli episodi condizionati da bandiere gialle, errori evidenti e giochi di scia, evidenzia una differenza significativa. I piloti Mercedes riescono a migliorare mediamente di quasi due decimi in più rispetto ai piloti Ferrari nel passaggio dalla Q2 alla Q3.
Andrea Kimi Antonelli raggiunge spesso le prime tre posizioni in Q2, con una media di 2,6. In Q3, grazie a un progresso superiore ai cinque decimi, l’italiano si porta mediamente tra i primi due. George Russell, invece, parte da una posizione media vicina alla quinta e sale fino alla terza posizione, recuperando quasi due piazzamenti in griglia.
La differenza non dipende principalmente dalle mappature del motore utilizzate nelle varie manche. La Mercedes dispone di una vettura versatile e di un margine prestazionale soprattutto sui rettilinei, che consente ai suoi piloti di forzare meno nelle curve durante le prime fasi e di esprimere un incremento più consistente in Q3.
La Stella può inoltre arrivare all’ultima manche con due set di gomme nuove. Nonostante questo vantaggio, i suoi piloti mostrano un progresso rilevante anche tra i due tentativi della Q3, pari a circa tre decimi e mezzo. Il dato risulta superiore a quello di Charles Leclerc e di altri concorrenti costretti a disputare il primo tentativo con pneumatici usati.
Charles Leclerc e il calo del rendimento tra Q2 e Q3
Charles Leclerc è stato a lungo considerato uno dei riferimenti assoluti sul giro secco, grazie alla capacità di estrarre prestazioni aggiuntive anche da monoposto con margini limitati. Nella stagione attuale, però, il monegasco migliora mediamente di circa tre decimi tra Q2 e Q3, un valore contenuto che sembra riflettere un limite più generale della SF-26.
Lewis Hamilton trova circa quattro decimi nel passaggio tra le due manche, ma il progresso si traduce soltanto in un recupero limitato della posizione media. Partendo normalmente tra il quarto e il quinto posto in Q2, il britannico raggiunge un piazzamento simile a quello medio di Leclerc in Q3. Il dato suggerisce che la difficoltà non sia legata soltanto al rendimento di un singolo pilota.
Lando Norris, quando evita errori, riesce spesso a fare la differenza proprio tra Q2 e Q3. Questa caratteristica contribuisce a rendere il miglioramento della McLaren superiore a quello della Ferrari. Max Verstappen, invece, mostra un incremento più contenuto e una posizione media in Q3 leggermente peggiore rispetto alla Q2.
Ferrari, Mercedes e McLaren: i valori medi della qualifica
- Andrea Kimi Antonelli: posizione media in Q2 2,615; posizione media in Q3 2; miglioramento medio di 0,534.
- George Russell: posizione media in Q2 5; posizione media in Q3 3,231; miglioramento medio di 0,584.
- Lando Norris: posizione media in Q2 4,615; posizione media in Q3 4,154; miglioramento medio di 0,460.
- Charles Leclerc: posizione media in Q2 3,308; posizione media in Q3 4,167; miglioramento medio di 0,325.
- Lewis Hamilton: posizione media in Q2 4,538; posizione media in Q3 4,231; miglioramento medio di 0,437.
- Max Verstappen: posizione media in Q2 4,800; posizione media in Q3 5,100; miglioramento medio di 0,386.
Ferrari e Power Unit: una difficoltà che si riflette sull’assetto
Frederic Vasseur ha indicato più volte nell’esecuzione uno dei fattori decisivi per spiegare il rendimento in qualifica. La gestione operativa e i limiti della vettura sono aspetti collegati. Nei primi Gran Premi, la Ferrari ha incontrato difficoltà anche sul piano del software, soprattutto nell’individuazione della corretta strategia energetica.
Tra Q2 e Q3 la velocità in curva aumenta, riducendo le possibilità di ricaricare l’energia. Di conseguenza, trovare il corretto livello di deployment diventa più complesso. La Mercedes dispone di una maggiore flessibilità in questo ambito, mentre la Ferrari risente maggiormente della necessità di coordinare potenza, gomme e assetto.
La carenza di potenza pura produce un effetto a cascata. Può influenzare il carico aerodinamico scelto, perché un livello superiore aumenterebbe ulteriormente il peso dei limiti del motore sui rettilinei. La sensibilità della SF-26 agli pneumatici si manifesta quindi non soltanto nella difficoltà di portarli in temperatura, ma anche nella ricerca del corretto equilibrio tra avantreno e retrotreno.
Su piste a basso degrado e con poche occasioni per generare energia nelle gomme, la finestra operativa della Ferrari diventa particolarmente stretta. In gara, invece, le differenze di motore tendono ad attenuarsi e la monoposto riesce a valorizzare maggiormente la propria delicatezza nella gestione degli pneumatici. Questo spiega perché alcune qualità della SF-26 risultino più evidenti durante il passo gara rispetto alla posizione ottenuta al sabato.
Protagonisti Ferrari e Formula 1
Le prestazioni analizzate coinvolgono direttamente diversi piloti e figure della competizione:
- Charles Leclerc, pilota Ferrari.
- Lewis Hamilton, pilota Ferrari.
- Andrea Kimi Antonelli, pilota Mercedes.
- George Russell, pilota Mercedes.
- Lando Norris, pilota McLaren.
- Max Verstappen, pilota di Formula 1.
- Frederic Vasseur, figura di riferimento della Ferrari.
