Ferrara a 360°: futuro conte, rinnovo spalletti e vlahovic, chi vedrei in figc
Analisi, indicazioni e valutazioni legate alla Serie A arrivano dalle parole di Ciro Ferrara, ex difensore e oggi opinionista. Le sue riflessioni toccano vari snodi del campionato, dalla conferma di Spalletti alle prospettive su Vlahovic, fino a una lettura delle dinamiche tra Inter, Juventus e Napoli. Al centro c’è anche il tema del futuro legato alle panchine e al contesto più ampio del calcio italiano.
Serie A e rinnovi: Spalletti, Vlahovic e priorità della Juventus
Ferrara affronta innanzitutto il tema del rinnovo di Luciano Spalletti, spiegando che la permanenza andrebbe sganciata dai risultati. Il ragionamento ruota attorno al lavoro svolto e alle conferme arrivate dal direttore sportivo Ottolini, con l’idea che il progetto dovesse restare legato alla presenza del tecnico. Per Ferrara, il bilancio sul piano delle occasioni è stato convincente: la squadra può aver lasciato punti per strada in alcune partite, come citato rispetto al Cagliari, ma sul volume di gioco e sulle opportunità create la valutazione è positiva. Viene inoltre menzionato un passaggio recente a Bergamo, indicato come esempio di un successo ottenuto in modo sofferto.
il merito di Spalletti: spogliatoio e guida tecnica
Secondo Ferrara, il principale aspetto di valore riguarda la gestione interna: Spalletti ha lo spogliatoio in mano. In parallelo, vengono sottolineati esperienza e bravura nel guidare una squadra della dimensione della Juventus.
Vlahovic: rinnovo legato all’aspetto economico
Il discorso prosegue con Dusan Vlahovic. Ferrara lega la possibilità di un rinnovo alle condizioni economiche: le cifre attuali, indicate come 12 milioni netti, andrebbero considerate da dimenticare. Se l’ingaggio fosse inferiore, la valutazione diventa più aperta: Ferrara ritiene che Vlahovic possa restare un giocatore adatto a una squadra come la Juventus. Sul ruolo in campo non viene garantita una certezza, ma viene affermata la compatibilità in rosa.
cosa deve fare la Juventus: tricolore prima di tutto
Per Ferrara, l’obiettivo delle società italiane spesso passa dalla Champions League per ragioni economiche. In ottica storica, evidenzia che in passato alla Juventus contava innanzitutto la conquista dello scudetto, perché questa portava automaticamente alla partecipazione alla Champions. Da qui la necessità, secondo Ferrara, che la Juventus concentri la propria priorità sullo scudetto: non è dichiarato un risultato garantito, ma l’obiettivo deve restare quello. Viene anche indicato un possibile vantaggio legato al fatto che Spalletti conosce il gruppo e può partire avvantaggiato.
Inter e Napoli: meriti di Chivu e gestione dell’emergenza
Ferrara esprime una lettura positiva della stagione dell’Inter, arrivando a indicare lo scudetto come un risultato atteso: “sì, direi di sì”. Nella valutazione entra anche un riferimento al lavoro di Chivu, definito come un elemento che ha pesato nella gestione del gruppo: Ferrara sostiene che non fosse scontato riuscire nell’impresa, considerando che si tratta della prima esperienza per un allenatore inserito nell’ambiente. Viene ricordata l’eliminazione dalla Champions contro il Bodo, ma con un riconoscimento esplicito del valore dell’operato.
giocatori decisivi per l’inter: Calhanoglu e Pio Esposito
Ferrara indica come giocatore determinante Calhanoglu. In parallelo, aggiunge che anche Pio Esposito ha fornito un contributo importante.
Napoli senza infortuni e gestione di Conte
Ferrara valuta il Napoli in modo condizionato, affermando che senza infortuni la squadra avrebbe potuto fare meglio. Viene citato Antonio Conte come un vincente capace di gestire l’emergenza e di trovare soluzioni per restare nella zona Champions. La stagione resta descritta come positiva: nel quadro rientra la vittoria della Supercoppa e la possibilità di arrivare secondo.
Conte: possibile addio e ipotesi incontri
Ferrara affronta anche il destino di Conte. Ricorda di essere stato convinto che l’anno scorso sarebbe rimasto, ma in questa stagione avrebbe avuto un cambio di percezione in un momento specifico. Poi afferma di essersi ricreduto. L’auspicio è che ci sia presto un incontro tra Conte e il presidente per discutere del futuro.
chi potrebbe prendere il posto di Conte
Ferrara dichiara di non prendere in considerazione, in questo momento, l’eventualità di un cambio: Conte è definito la persona perfetta per continuare il progetto.
Nazionali e panchine: candidatura, vincoli di club e futuro dei tecnici
Ferrara inserisce poi un tema legato alla Nazionale e alle possibilità di guida tecnica. Sostiene che, in una situazione difficile del calcio italiano, Conte potrebbe essere una figura adatta. Allo stesso tempo, specifica che questo non implica automaticamente che diventi con certezza il nuovo ct, perché Conte e anche Allegri non sono liberi: la decisione dipende dai loro club.
Allegri e il Milan: ritorno in Champions come obiettivo
Ferrara si concentra poi sul Milan e sul lavoro di Allegri. L’indicazione è netta: il tecnico deve portare la squadra in Champions. La motivazione passa da un’idea di continuità di rendimento, con il Milan sempre secondo in classifica e impegnato nella corsa scudetto. Viene citata una battuta d’arresto contro il Napoli come “bella botta” e, in aggiunta, un quadro descritto come spento contro l’Udinese. Per Ferrara, la partita contro il Verona diventa un passaggio dove non è ammesso alcun errore, anche perché “le altre corrono”.
Gasperini e Roma: confronto interno e necessità di chiusura
Ferrara parla del contesto tra Gasperini e Roma, citando come la diatriba sia collegata a una questione che, a livello di risultati, Gasperini sarebbe in linea con quanto richiesto. L’indicazione finale riguarda la necessità che la discussione venga portata avanti e conclusa internamente.
Como e Mondiale 2026 senza Italia: spazio ai giovani nel calcio italiano
Nel quadro delle preferenze e delle valutazioni sul calcio italiano, Ferrara dichiara di seguire spesso il Como quando possibile. Non manca però un passaggio critico: viene sottolineato il fatto che il club non schiera neppure un italiano.
Il ragionamento si sposta poi sul Terzo Mondiale senza Italia. Ferrara invita a prenderne atto: secondo la sua lettura, mancano i migliori giocatori e gli italiani non crescono più. L’obiettivo indicato è dare spazio ai giovani. La condizione centrale, secondo Ferrara, è che non basta inserire una percentuale di italiani nelle rose: è necessario garantire anche possibilità di giocare, altrimenti l’operazione risulta inutile.
Figc e figure di riferimento: Malagò, Abete e Maldini per l’area sportiva
Ferrara chiude con riferimenti al possibile orientamento della Figc. Suggerisce che Malagò possa rappresentare un profilo adatto, soprattutto per le società di Serie A. Nello stesso spazio, viene citato anche Abete, descritto come un professionista bravo e conosciuto personalmente per il ruolo di presidente. In aggiunta, viene indicato Maldini come riferimento potenziale per l’area sportiva all’interno della federazione.
Personaggi citati:
- Ciro Ferrara
- Luciano Spalletti
- Ottolini
- Dusan Vlahovic
- Antonio Conte
- Chivu
- Calhanoglu
- Pio Esposito
- Allegri
- Gasperini
- Malagò
- Abete
- Maldini
