Fassone: «Lavezzi, il più indisciplinato, mi fece battere il record di multe»

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Fassone: «Lavezzi, il più indisciplinato, mi fece battere il record di multe»

Il tema della gestione sportiva nel calcio contemporaneo si studia attraverso le relazioni tra vertice, staff tecnico e calciatori, evidenziando come ruoli, deleghe e interazioni quotidiane plasmino le dinamiche interne di una società. Un quadro che mette in luce come decisioni, responsabilità e equilibrio tra figure chiave influenzino sia il rendimento in campo sia la gestione dei rapporti con gli atleti.

dirigenza calcio: ruoli e responsabilità

La funzione di amministratore delegato si inserisce in uno schema strutturato, dove la gestione è snella nonostante un volume di fatturato rilevante. Tra le figure di riferimento, l’ad si integri con il ds e il direttore della comunicazione, configurando tre attori che rappresentano gli stakeholder principali del calciatore. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni di competenze, affidando a ciascuno una fascia di responsabilità definita e una cornice di autonomia operativa.

Nel contesto dirigenziale, la cadenza delle decisioni deriva da una gerarchia che va oltre la singola riunione: il direttore generale mantiene una relazione con il giocatore, ma opera entro limiti chiari e con l’autorevolezza derivante dall’acquisto di quel calciatore. Questa separazione consente una gestione equilibrata, dove dinamiche interne e obiettivi sportivi si allineano, riducendo ambiguità e conflitti all’interno della struttura.

gerarchie e deleghe: chi decide e come

All’interno di un club coesistono una proprietà rappresentata da imprenditori e una figura di vertice presidente mecenate, che costituisce l’apice della piramide. Negli ultimi decenni, è stata data maggiore autonomia a figure chiave per guidare le dinamiche decisionali: deleghe a dirigenti come Adriano Galliani hanno segnato una progressiva definizione dei ruoli. È cruciale che l’ad non tenda a essere plenipotenziario, perché una gestione articolata richiede specifiche competenze distinte tra chi negozia, chi cura i rapporti con i calciatori e chi coordina la comunicazione. Il ds è in grado di entrare nei dettagli quotidiani, mentre il direttore generale ha una visione di livello superiore e una responsabilità diretta sull’affidabilità delle scelte di mercato. Al momento dell’ingresso di un giocatore, si delineano già gli equilibri tra le diverse figure dirigenziali; quando una squadra possiede talenti di alto livello ma non rende al meglio, il nesso tra i ruoli diventa l’indizio principale di eventuali lacune nella gestione.

quando l’ad chiama il giocatore

In alcune strutture, le collaborazioni tra dirigenti assumono una configurazione riconoscibile: coppie come Marotta e Ausilio all’Inter, Marotta e Paratici alla Juventus, o allineamenti simili in altri contesti; in passato si è fatto riferimento anche a Moggi e Giraudo come modelli di coordinamento. Una dimensione disciplinare entra nel rapporto con i calciatori, con l’obiettivo di armonizzare l’interazione tra l’atto di gestione e la relazione quotidiana con l’atleta, includendo il ruolo di “poliziotto buono” e di chi esercita la disciplina.

episodi significativi della carriera

Tra le situazioni riferite, emergono episodi legati a diverse squadre e periodi. A Napoli, la squadra vantava tre protagonisti di rilievo — Cavani, Lavezzi e Hamsik — dove il comportamento di Lavezzi richiedeva attenzione particolare e misure correttive che portarono a multe, pur mantenendo l’alto livello di rendimento. A Milano, si racconta di una gestione delicata della transizione di capitano Zanetti verso un ruolo dirigenziale variamente percepito, con una complicazione estiva legata a una trattativa di Donnarumma e al coinvolgimento di Raiola, mentre il rinnovo fu motivo di soddisfazione per il Milan e per il giocatore, con ripercussioni sulla posizione del club.

Questi episodi illustrano la necessità di coordinare le dinamiche tra management, relazioni con i calciatori e singoli casi di mercato, per mantenere un equilibrio tra obiettivi sportivi e responsabilità organizzative.

Personaggi citati nel testo:

  • Adriano Galliani
  • Berlusconi
  • Marotta
  • Roberto Samaden

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