F1, rimpianto max: il guasto al motore termico manda in tilt power unit e batteria, sfumata la prima fila
Max Verstappen ha chiuso le qualifiche con un deludente ottavo posto, un risultato distante dalle aspettative maturate durante le prove libere. La Red Bull RB22 aveva mostrato un comportamento competitivo e sembrava in grado di inserirsi nella lotta alle spalle di Ferrari e McLaren, ma un problema alla Power Unit ha compromesso progressivamente ogni possibilità di ottenere una posizione più avanzata.
Max Verstappen e il problema alla Power Unit
La vettura aveva evidenziato un buon equilibrio già dalle libere, nonostante le difficoltà legate alle altezze da terra e alla velocità massima sui rettilinei. Le caratteristiche del circuito, con curve lente e frequenti ripartenze, sembravano favorire la Red Bull, come già accaduto in altri tracciati simili.
La situazione è cambiata in qualifica. Il calo di potenza del motore endotermico ha generato conseguenze anche sul sistema ibrido e sulla batteria. Il problema è comparso già in Q1, per poi aggravarsi nelle fasi successive. La perdita di energia ha ridotto la velocità di punta e ha reso inefficiente il lavoro dell’MGU-K, che non riusciva a ricaricare correttamente e consumava più energia del necessario.
Qualifica compromessa dalla perdita di energia
Verstappen ha spiegato che la velocità massima continuava a diminuire e che, nell’ultimo tentativo, la batteria non si ricaricava come previsto. La conseguenza è stata una serie di irregolarità nell’erogazione, con numerosi misfire e una gestione sempre più difficile del sistema.
Per compensare la mancanza di potenza in uscita dalle curve, il pilota ha dovuto utilizzare più energia. Questo ha provocato un clipping particolarmente aggressivo e una perdita stimata di circa mezzo secondo rispetto alla vettura di Hadjar. Nell’ultimo rettilineo, il distacco da quest’ultimo ha superato i tre decimi.
Max Verstappen e i tentativi falliti in Q3
La Red Bull ha scelto una strategia con più carburante per effettuare tre tentativi e favorire il riscaldamento degli pneumatici. La tattica non ha prodotto i risultati sperati, perché i problemi della Power Unit hanno impedito di sfruttare pienamente ogni giro.
Nel secondo tentativo della Q3, la batteria non ha raggiunto il livello necessario all’uscita dell’ultima curva e Verstappen è stato costretto ad abortire il giro. La potenza insufficiente ha inoltre impedito di portare le gomme alla temperatura corretta. Nell’ultimo passaggio, già condizionato dagli pneumatici freddi, è comparsa anche una bandiera gialla.
Red Bull e il lavoro prima della gara
La difficoltà di sincronizzarsi con gli altri piloti e la necessità di ricaricare la batteria hanno complicato ulteriormente la preparazione dell’ultimo giro. Su un tracciato dove scaldare le gomme è già complesso, la ridotta velocità e la scarsa potenza hanno amplificato il problema.
Il risultato ha lasciato grande rammarico, perché la Red Bull appariva competitiva e il circuito non evidenziava in modo marcato la carenza di carico aerodinamico emersa in altri appuntamenti. Verstappen riteneva possibile conquistare la prima fila, anche approfittando dell’incidente di Andrea Kimi Antonelli.
I tecnici di Milton Keynes dovranno verificare l’origine del guasto durante la notte. Nel pool è disponibile un motore già utilizzato che potrebbe essere montato senza penalità. La decisione dipenderà dalla diagnosi: l’unità potrà essere sostituita oppure mantenuta se il problema sarà riconducibile esclusivamente al software e correggibile prima della corsa.
Personalità coinvolte nelle qualifiche
- Max Verstappen
- Andrea Kimi Antonelli
- George Russell
- Hadjar
