F1 motore 2031 tra 8 cilindri atmosferico e turbo: perché resta un rebus
La Formula 1 si prepara a un appuntamento decisivo: dal 2031 le monoposto dovranno adottare un nuovo propulsore, con una sfida doppia. Da un lato c’è l’esigenza di legare il motore al mondo del motorsport e allo spettacolo in pista; dall’altro c’è la necessità di mantenere un ponte, anche minimo, con le tecnologie sviluppate per la produzione di serie. Nel frattempo, la discussione corre già più veloce del calendario e alcuni spingono per anticipare l’esordio di dodici mesi.
motore formula 1 2031: la linea della fia tra aspirato e kers
La direzione individuata dalla FIA vede un indirizzo preciso. Il presidente Mohammed Ben Sulayem punta a riportare la Formula 1 verso una motorizzazione che risponda prima di tutto alle esigenze del motorsport. La proposta associata a questa impostazione è un V8 aspirato, affiancato da un piccolo KERS.
costruttori motore 2031: schieramenti tra soluzioni aperte e turbocompressore
Il quadro tecnico coinvolge sei costruttori chiamati a definire il futuro della categoria: Mercedes, Ferrari, Audi, Red Bull Powertrains - Ford e Honda, oltre a Cadillac, pronta a avviare il proprio programma.
Le posizioni, però, non risultano uniformi. Ferrari, Cadillac e Red Bull mantengono un atteggiamento aperto, senza escludere a priori l’impostazione sostenuta dalla FIA. Mercedes e Audi invece spingono con maggiore forza verso una soluzione basata su un turbocompressore.
turbocompressore e rumore: il nodo indicato da ben sulayem
La scelta del turbo è presentata come logica per due motivi. Il primo riguarda l’obiettivo di sviluppare un prodotto con maggiore efficienza tecnologica e con un legame più diretto rispetto alle applicazioni stradali. Il secondo, centrale nel confronto, è il possibile effetto sul rumore: la presenza del turbocompressore porterebbe a una riduzione del livello sonoro, un aspetto che Ben Sulayem considera da recuperare.
rumore e pubblico: dubbi sulla percezione nel 2030
Oltre al confronto tecnico sul tipo di propulsore, resta aperta una questione legata alla percezione dello spettacolo. Oggi circa il cinquanta per cento del pubblico della Formula 1 ha meno di 35 anni: una generazione che non ha mai assistito dal vivo a Gran Premi con motori in grado di sfiorare 19.000 giri al minuto e con un livello sonoro diverso da quello attuale.
Un esempio riportato nel paddock austriaco distingue chiaramente due contesti: assistere a un’esposizione o un road show con una monoposto dotata di un motore aspirato e con attività limitate nel tempo non equivale all’avere ventidue monoposto in pista per due ore di gara. La domanda posta riguarda la volontà del pubblico: la formula di quel livello di rumore sarebbe ciò che verrà richiesto anche nel 2030?
kers nel motore 2031: potenza limitata e conseguenze evitate
Se sul rumore restano interrogativi, sulla presenza del KERS i dubbi risultano minori. La potenza prevista dovrebbe collocarsi tra il 10% e il 20% di quella fornita dal motore endotermico. L’obiettivo è evitare il rischio di ripetere scenari associati al lift and coast che hanno caratterizzato il 2026, evento che ha lasciato un segno evidente.
Nel caso in cui il turbocompressore venisse confermato, anche il suo ruolo dovrebbe restare limitato. L’impostazione descritta dai sostenitori è quella di un piccolo turbo.
riduzione peso e dimensioni: obiettivo 700 chilogrammi e power unit semplificata
Il progetto del nuovo motore punta a una riduzione sensibile del peso delle monoposto. L’obiettivo indicato è tornare intorno ai 700 chilogrammi, con la possibilità di scendere anche al di sotto della soglia. La semplificazione della power unit viene collegata a questo risultato: batterie più compatte e una componente ibrida ridotta consentirebbero di alleggerire le vetture e, allo stesso tempo, di ridurne le dimensioni.
ritorno ai rifornimenti dal 2031: vantaggi sulla carta e freni logistici
In questo contesto è riemersa una proposta già discussa in passato e poi archiviata: il ritorno dei rifornimenti in gara. Sulla base dei calcoli citati, i vantaggi sarebbero concreti. Con serbatoi di capacità ridotta, le monoposto potrebbero risultare più compatte e la quantità di carburante imbarcata al via del Gran Premio sarebbe inferiore di oltre la metà rispetto a quella attuale.
Il risultato prospettato è un alleggerimento di oltre 50 chilogrammi al momento dello spegnimento dei semafori.
ostacolo principale: filosofia di riduzione del materiale trasportato
La strada per reintrodurre i rifornimenti appare però più complessa del previsto. L’abolizione dei rifornimenti alla fine del 2009 fu motivata soprattutto da considerazioni legate alla sicurezza, ma oggi le tecnologie disponibili permetterebbero standard più elevati. L’elemento decisivo indicato riguarda un cambio di impostazione: negli ultimi anni la Formula 1 si è orientata sempre di più verso la riduzione del materiale trasportato sui circuiti.
impatto logistico e decisioni già prese nel 2023
Nel 2023 è stata decisa la riduzione da tredici a undici dei set di pneumatici disponibili durante il weekend, nell’ambito di un programma dedicato alla sostenibilità. Reintrodurre tutta l’attrezzatura necessaria ai rifornimenti—con un impatto logistico superiore a quello legato ai due set di gomme eliminati—configurerebbe un’inversione di rotta difficile da giustificare.
motore 2031: obiettivo comune su peso, costi e complessità, percorso ancora in discussione
La partita sul motore destinato al 2031 risulta dunque solo all’inizio. La direzione condivisa riguarda ridurre peso, costi e complessità: gli obiettivi principali sono comuni, mentre resta meno chiara la strada da seguire per arrivarci.
personalità citate
- Mohammed Ben Sulayem
