F1, lewis hamilton ammette l’errore: la soft non grip al posteriore anguni?
La qualifica ha trasformato una situazione inizialmente molto promettente per la Ferrari in un risultato più complesso. Dopo una seconda sessione chiusa con Charles Leclerc al primo posto e Lewis Hamilton in seconda posizione, la squadra italiana non è riuscita a confermare il potenziale mostrato quando sono state montate le gomme soft.
Ferrari, la pole sfuma nell’ultima sessione
Se la classifica fosse rimasta quella della Q2, la Ferrari avrebbe conquistato una prima fila interamente Rossa. Il passaggio alla manche decisiva ha invece favorito maggiormente gli avversari, capaci di compiere un progresso più consistente con gli pneumatici morbidi.
Il risultato finale ha visto Leclerc occupare la terza posizione e Hamilton chiudere in sesta. La prestazione ha lasciato più interrogativi che certezze, anche perché il tempo perso è maturato per motivi differenti sui due lati del box. Leclerc ha pagato soprattutto la velocità sui rettilinei, mentre Hamilton ha dovuto fare i conti con un comportamento poco equilibrato della vettura.
Lewis Hamilton e il problema del sovrasterzo
Nel tentativo decisivo, Hamilton ha utilizzato una strategia diversa rispetto al compagno di squadra e agli altri principali avversari. Il britannico è rientrato in pista più tardi, disponendo di un solo giro per trovare immediatamente il tempo. La scelta è stata attribuita dallo stesso pilota a una propria decisione.
Anche Max Verstappen ha completato un solo tentativo, riuscendo comunque a conquistare la pole position. Per Hamilton, invece, il giro è stato compromesso da un sovrasterzo improvviso e particolarmente marcato, che ha reso instabile il retrotreno della Ferrari.
Gomme soft e bilanciamento della Ferrari
Con le gomme medie la vettura era sembrata più prevedibile, mentre con le soft il comportamento è cambiato sensibilmente. La Ferrari ha mostrato molta aderenza all’anteriore e una risposta insufficiente al posteriore, creando uno sbilanciamento evidente.
Il problema potrebbe essere stato collegato alla temperatura degli pneumatici posteriori, che forse non avevano raggiunto la finestra ideale oppure erano già surriscaldati. La preparazione delle gomme ha quindi inciso più dell’efficienza aerodinamica, nonostante la squadra avesse provato le soft già durante la prima sessione di prove libere, in condizioni diverse da quelle della qualifica.
Il tempo perso nel secondo settore
Una vettura molto carica sull’avantreno e instabile dietro penalizza soprattutto la trazione in uscita di curva e la percorrenza delle curve in appoggio. Per questo motivo, la parte più consistente del divario accumulato da Hamilton rispetto a Leclerc è arrivata nel secondo settore e nell’approccio all’ultima curva.
In quei tratti la Ferrari scivolava al posteriore, rendendo più difficile trasferire la potenza a terra e completare un giro pulito. Hamilton ha inoltre segnalato un intervento radio del proprio ingegnere di pista nelle prime tre curve del tentativo, con l’indicazione di restare davanti alle altre vetture. La comunicazione lo ha infastidito ed è stata successivamente menzionata dal pilota.
Le dichiarazioni di Lewis Hamilton
Hamilton ha spiegato che il programma seguito in qualifica era leggermente diverso da quello adottato dagli altri team e ha riconosciuto la responsabilità della scelta. Dopo due sessioni positive, il pilota non è più riuscito a replicare lo stesso livello di prestazione con la mescola soft.
Il sette volte campione del mondo ha descritto il sovrasterzo come brusco, improvviso e difficile da prevedere. La perdita di aderenza al posteriore ha impedito di sfruttare il passo mostrato nelle prime due manche, trasformando un potenziale risultato di vertice in una sesta posizione.
Le principali personalità coinvolte nella qualifica sono:
- Lewis Hamilton, pilota Ferrari, sesto classificato;
- Charles Leclerc, pilota Ferrari, terzo classificato;
- Max Verstappen, autore della pole position.
