F1, horner spiega il problema del secondo pilota red bull: sfidare max era una missione impossibile
Il rendimento dei compagni di squadra di Max Verstappen in Red Bull è stato al centro di numerose discussioni. Pierre Gasly, Alex Albon, Sergio Perez e Liam Lawson hanno incontrato difficoltà rilevanti accanto al pilota olandese, in un ambiente caratterizzato da pressione elevatissima, monoposto complesse e aspettative immediate. Christian Horner ha ricondotto il fenomeno a una combinazione di fattori tecnici, sportivi e gestionali.
Red Bull e le monoposto sviluppate per Max Verstappen
Secondo Horner, Verstappen possiede una capacità di adattamento fuori dal comune. Il pilota richiede una vettura con un avantreno molto reattivo e riesce a gestire reazioni del posteriore che per altri diventano difficili da prevedere e controllare.
La necessità di mettere a disposizione del pilota più veloce lo strumento maggiormente adatto alle sue caratteristiche ha orientato progressivamente le priorità tecniche, i sistemi di sviluppo e la progettazione della Red Bull. Una monoposto costruita per massimizzare il rendimento di Verstappen poteva quindi risultare meno accessibile per i compagni di squadra.
Horner ha spiegato che ogni reparto tecnico tende naturalmente ad ascoltare il pilota capace di garantire i risultati migliori. Il processo sarebbe diventato evidente a partire dal 2018, quando Daniel Ricciardo e Verstappen erano ancora compagni. In quella fase la vettura appariva più gestibile e i due riuscivano a esprimersi su livelli relativamente vicini. Successivamente, le caratteristiche delle Red Bull sono diventate più estreme, aumentando le difficoltà per chi doveva confrontarsi con l’olandese.
La Red Bull del 2022 e il caso Sergio Perez
Un episodio significativo risale all’inizio della stagione 2022. Durante l’anno precedente, Alex Albon aveva lavorato intensamente al simulatore per contribuire allo sviluppo della vettura destinata al nuovo regolamento tecnico. Il percorso aveva portato alla definizione di una monoposto basata su uno stile di guida più tradizionale, ritenuto più vicino alle caratteristiche di Perez o Ricciardo.
All’avvio del campionato, Verstappen non si trovò a proprio agio con quella configurazione, penalizzata da un marcato sottosterzo. Perez, grazie alla maggiore prevedibilità della vettura, riuscì invece a essere competitivo e i due vinsero una gara ciascuno nelle prime fasi della stagione, mantenendosi più vicini in classifica e nelle prestazioni.
In seguito, il management di Verstappen avrebbe chiesto alla squadra di riportare lo sviluppo verso le esigenze del pilota olandese. La Red Bull assecondò quella direzione, considerando Verstappen la principale possibilità per la conquista del titolo mondiale. La scelta contribuì però a rendere più complesso il lavoro di Perez, la cui competitività diminuì progressivamente.
Gasly, Albon e Lawson promossi troppo presto
Horner ha indicato nella gestione dei giovani un’altra causa delle difficoltà incontrate dai piloti Red Bull. A suo giudizio, Gasly, Albon e Lawson sono stati promossi prima di aver completato il proprio percorso di crescita.
La struttura Red Bull puntava a valorizzare rapidamente i piloti del proprio vivaio. Secondo Horner, questa impostazione era legata anche alla necessità di dimostrare l’efficacia del programma attraverso promozioni rapide. Le scelte, in alcuni casi, sarebbero state effettuate quando i giovani non erano ancora pronti per affrontare un contesto così esigente.
Il confronto citato da Horner è quello con George Russell, rimasto per tre stagioni alla Williams prima del passaggio in Mercedes. Quel periodo gli consentì di maturare lontano dalle pressioni di una squadra impegnata stabilmente nella lotta per il titolo. I giovani Red Bull venivano invece inseriti direttamente in un top team, su una monoposto difficile e al fianco di un talento generazionale.
In una situazione simile, le possibilità di riuscita diventavano molto limitate. Alla complessità tecnica si aggiungevano l’attenzione dei media e l’enorme pressione legata al confronto interno. Horner ha ricordato le difficoltà vissute da Gasly, arrivato doppiato in due gare consecutive in Austria e Ungheria, e il prezzo pagato da Lawson durante la sua esperienza nella squadra.
Il metodo Red Bull e le divergenze con Helmut Marko
La ricostruzione evidenzia una differenza di approccio tra Horner e Helmut Marko. Marko riteneva che la capacità di sostenere la pressione fosse una condizione indispensabile per avere successo. Horner ha riconosciuto che Sebastian Vettel e Max Verstappen, entrambi capaci di superare quel tipo di prova, sono diventati campioni del mondo.
Allo stesso tempo, l’ex team principal ha descritto il sistema Red Bull come molto duro nella gestione delle opportunità. I piloti potevano essere considerati i favoriti del momento e perdere rapidamente quella posizione se i risultati non fossero arrivati.
Horner ha precisato di non aver avuto il controllo diretto del programma dedicato ai giovani, pur partecipando alle valutazioni e potendo proporre alcuni nomi. Ha inoltre ricordato il proprio impegno per offrire una seconda possibilità ai piloti che non erano riusciti a imporsi accanto a Verstappen, compreso l’intervento che favorì il passaggio di Albon alla Williams.
Max Verstappen e il divario con i compagni di squadra
Le dichiarazioni di Horner non mettono in discussione il talento di Verstappen. Ne sottolineano invece una qualità specifica: la capacità di sfruttare vetture con un avantreno estremamente preciso e un posteriore instabile, comportamento che altri piloti faticano a gestire.
Le difficoltà dei compagni non possono quindi essere ricondotte soltanto a una differenza di talento. Il confronto era amplificato da un ambiente tecnico sviluppato sempre più intorno alle preferenze del pilota di riferimento, oltre che da promozioni arrivate in anticipo rispetto alla piena maturazione dei giovani coinvolti.
I principali piloti coinvolti
Le personalità citate nella ricostruzione delle dinamiche interne alla Red Bull sono:
- Max Verstappen
- Pierre Gasly
- Alex Albon
- Sergio Perez
- Liam Lawson
- Daniel Ricciardo
- George Russell
- Helmut Marko
- Christian Horner
- Sebastian Vettel
