F1 Hamilton Russell pit stop perché George è rimasto nel giallo

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F1 Hamilton Russell pit stop perché George è rimasto  nel giallo

Il weekend di Silverstone ha lasciato diversi strascichi di analisi, soprattutto dopo la fase più tesa della gara, quando un episodio ha reso immediatamente complessa la lettura delle strategie. Il punto di svolta è arrivato al 47° giro, dopo l’uscita di pista di Max Verstappen alla curva Stowe, con l’ingresso della Safety Car che ha aperto a molti piloti la possibilità di effettuare una sosta con tempi contenuti e gomme soft più fresche per la ripartenza.

safety car a silverstone: le strategie e il pit-stop in regime di ripartenza

Nei giorni successivi, i debriefing post-gara hanno avuto il compito di chiarire circostanze che, nell’immediatezza, risultavano poco interpretabili. L’ingresso della Safety Car ha funzionato come leva strategica: in un contesto di velocità ridotta e gestione dei tempi, una sosta in pit lane poteva equivalere a un vantaggio reale in vista della fase finale.

La Ferrari ha agito rapidamente richiamando Charles Leclerc. In quel momento Leclerc vantava circa venti secondi su Lewis Hamilton, e il pit-stop in regime di Safety Car è stato stimato in circa dieci secondi di costo operativo. Lo stop di Leclerc si è quindi svolto senza problemi.

Subito dopo è arrivato anche il richiamo di Lewis Hamilton. Anche questa sosta è filata liscia, ma al rientro Lewis si è ritrovato alle spalle di George Russell, rimasto in pista perché la Mercedes aveva scelto di non effettuare il pit-stop in quel momento.

la lettura iniziale: attacco di hamilton verso russell o gestione del rischio

All’inizio, la strategia Ferrari sembrava costruita per mettere Hamilton nelle condizioni di attaccare Russell al momento della ripartenza, sfruttando la corsa con gomme più fresche e la posizione acquisita al rientro. Il quadro, però, è cambiato con l’andamento dell’ultima parte: la gara si è chiusa dietro la Safety Car, congelando le posizioni e lasciando Hamilton al terzo posto.

fred vasseur e la decisione ferrari: sorprese sulla durata della safety car

Nel dopogara, Fred Vasseur ha affrontato la questione della scelta di richiamare Hamilton, evidenziando che la valutazione avrebbe potuto essere discussa. Il manager ha indicato che, senza quel richiamo, la Mercedes avrebbe potuto riprendere l’iniziativa facendo effettuare a Russell una gestione differente per la ripartenza, con un rischio che il team avrebbe dovuto assumersi.

Vasseur ha inoltre sottolineato la sorpresa per il fatto che la Safety Car restasse in pista così a lungo. L’aspettativa comune era una ripartenza più rapida, circostanza che avrebbe potuto rendere ancora più significativa la finestra strategica. Secondo quanto riportato, anche ripensandoci la scelta sarebbe stata confermata.

il dettaglio decisivo: bandiere gialle doppie e recupero di george russell

Un elemento emerso dopo ha però modificato la percezione dell’episodio: al momento dell’ingresso della Safety Car, Hamilton disponeva di un margine di circa tredici secondi su Russell. Era un vantaggio che, sulla carta, avrebbe potuto garantire la possibilità di effettuare la sosta e rientrare davanti alla Mercedes.

A fare la differenza è stata una circostanza specifica e localizzata. Hamilton ha incontrato la doppia bandiera gialla poco prima dell’ingresso della pitlane, proprio nel tratto in cui Verstappen era uscito di pista. In base alle regole, Lewis ha rallentato e poi ha imboccato la corsia d’ingresso verso la pitlane.

come russell ha recuperato tempo nel tratto tra curve 16 17 18

Russell, procedendo dietro Hamilton, ha rallentato a sua volta rispettando la doppia bandiera gialla. La differenza è emersa dal fatto che, restando in pista, ha avuto modo di riaccelerare nel tratto compreso tra le curve 16, 17 e 18, recuperando terreno fino al limite del delta time previsto dal regolamento.

In questo modo Russell ha potuto recuperare parte del tempo perso durante la fase di bandiere gialle, ottenendo metri decisivi nei confronti di Hamilton.

l’uscita della pitlane e il sorpasso per pochi decimi

La differenza finale è stata determinata dal margine accumulato nell’ultimo settore: quel recupero ha consentito a Russell di presentarsi all’uscita della pitlane affiancato alla Ferrari. Ne è nato il sorpasso ai danni di Hamilton per pochi decimi di secondo, una dinamica spiegata dalla posizione precisa dell’incidente di Verstappen sul tracciato.

Se l’uscita di pista fosse avvenuta in un altro punto del circuito, Hamilton avrebbe potuto trovare una finestra diversa per recuperare tempo fino al limite del delta time prima di rientrare ai box, mantenendo con alta probabilità la seconda posizione.

Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Categorie: Formula 1

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