F1 Hamilton non avevo le sensazioni di ieri e parla del problema con la PU
Una qualifica capace di ribaltare gli equilibri porta con sé emozioni contrastanti nel box Ferrari e nel garage Mercedes. Da un lato emerge un Charles Leclerc finalmente in sintonia dopo un cambio di setup, dall’altro resta il Lewis Hamilton con l’amaro in bocca per non aver ripetuto, nella stessa giornata, le sensazioni che il giorno precedente avevano consentito la pole position. Il quadro complessivo si definisce tra sottosterzo, differenze nel deployment dell’energia e assetti che incidono in modo decisivo su curve e staccate.
qualifica: ferrari ritrova il feeling con leclerc, hamilton paga sottosterzo e deployment
Il cambiamento del rendimento appare netto: mentre Leclerc ritrova un feeling ritenuto utile dopo il lavoro svolto sul setup, Hamilton non riesce a riprodurre la stessa efficacia dei turni precedenti. La differenza viene letta attraverso il comportamento in pista e, soprattutto, attraverso ciò che si manifesta con continuità sulla SF-26: il britannico segnala infatti un fastidioso sottosterzo che amplia il distacco fino a oltre tre decimi nei confronti di Andrea Kimi Antonelli.
Anche la lettura della prestazione porta Hamilton a un punto preciso: i tempi che contano nei passaggi chiave, come Copse e Stowe, non emergono in modo analogo a quanto accaduto ieri. In qualifica di oggi, Mercedes interviene con modifiche legate al modo con cui viene gestita l’energia, ma Hamilton non riesce a recuperare quei decimi che ieri avevano fatto la differenza in curva e in staccata.
cambi di assetto e gestione energia: perché oggi non arrivano i decimi
Leclerc riesce a conquistare parte dei valori che servono per passare davanti. La sua reazione, dopo le difficoltà iniziali di giornata, si concentra su una qualifica dove vengono trovati i decimi necessari per scalare la classifica. Hamilton, invece, attribuisce il problema non solo al feeling, ma anche a un aspetto tecnico: il deployment dell’energia.
Dopo le qualifiche Hamilton spiega che, pur avendo svolto modifiche minime alla macchina, non percepiva la stessa confidenza di ieri. Il nodo principale diventa l’efficacia nell’erogazione: nel secondo tentativo, poco prima della Stowe, Hamilton risulta circa 5 km/h più lento rispetto al suo run precedente. Di conseguenza, sul proprio giro si registra una perdita intorno a un decimo.
Nel dettaglio, Hamilton afferma che i suoi due giri sono stati complessivamente buoni, ma con un grosso problema di deployment. Indica di aver “lasciato lì” circa tre decimi sul rettilineo posteriore. Solo più avanti il problema viene sistemato, mentre durante la sessione complessiva risulta più evidente la difficoltà complessiva nel comportamento della vettura, sempre in una lettura legata al sottosterzo.
curva 3 e vento: inserimento complicato per la perdita di carico
Hamilton richiama anche una criticità specifica nell’inserimento in curva 3. In quella fase, il vento risulta favorevole da dietro, circostanza che riduce carico e stabilità in frenata. Il comportamento della vettura, quindi, non è sempre immediato da prevedere. Nel quadro delle sensazioni, non si tratta di un caso isolato: viene indicato che un po’ tutti hanno sofferto in quel segmento di pista.
ferrari e mercedes in prospettiva gara: segnali positivi e obiettivi di pressione
Il ragionamento sulla prestazione non si limita al giro secco. Hamilton riconosce che ieri Ferrari era riuscita a individuare rapidamente la direzione migliore nella gestione dell’energia e questo aveva permesso di “compensare” parte dei limiti. Oggi Mercedes modifica la direzione, ma per la gara assume rilievo il contesto energetico: con più energia disponibile per decisione FIA, la Mercedes riesce comunque a tornare davanti. Il margine maturato con la concorrenza oggi si chiude, riportando la Stella in posizione di vantaggio.
In prospettiva, Hamilton inquadra la competitività di Ferrari con un focus chiaro: Ferrari deve recuperare sul fronte della potenza del motore termico. Pur con questo, la capacità di ottenere secondo e terzo posto su un tracciato dove il motore conta ma dove incidono anche telaio e velocità di percorrenza in alcune curve, viene considerata un segnale positivo per il Cavallino.
secondo e terzo posto: ferrari conferma crescita e mercedes valuta la pressione
Lewis Hamilton sottolinea la frustrazione legata a una dinamica prevedibile: quando si resta a pieno gas e la potenza cala mentre il pilota davanti aumenta il margine, la sensazione è inevitabilmente difficile. Allo stesso tempo, il risultato di secondo e terzo posto viene descritto come un grande risultato per il team, con l’obiettivo di mettere pressione nella giornata successiva.
Resta però un punto fermo: secondo Hamilton non c’è indicazione netta che la situazione possa cambiare rapidamente. La prospettiva dipende anche dal giro di Kimi: Hamilton afferma che il miglior tempo di Kimi oggi è stato molto più veloce rispetto a quanto fatto da lui ieri, e quindi il confronto resta coerente tra mattina e qualifica. La possibilità di restargli davanti è legata alla riuscita di un giro pulito; in caso contrario, viene indicato che il distacco potrebbe diventare irraggiungibile.
personaggi citati
- Lewis Hamilton
- Charles Leclerc
- Andrea Kimi Antonelli
- Frederic Vasseur
- Kimi
