F1, Hamilton: "Il gap tra chi usa l'ibrido e chi no è enorme, gli impeding sono un tema reale
Il fine settimana di Baku, caratterizzato da un programma anticipato rispetto alla consuetudine, ha evidenziato una delle difficoltà più complesse legate alle monoposto del 2026: il rischio di impeding può aumentare sensibilmente quando una vettura inizia il giro veloce sfruttando tutta la potenza ibrida e raggiunge rapidamente chi sta completando un giro di preparazione.
Lewis Hamilton e l’impeding a Baku
Durante la seconda sessione di prove libere, Lewis Hamilton ha ostacolato involontariamente Liam Lawson, che stava arrivando alle sue spalle a una velocità molto superiore. Il pilota della Ferrari aveva un vantaggio iniziale di circa quattro secondi, una distanza che sembrava sufficiente per evitare qualsiasi interferenza.
La situazione è cambiata nella parte conclusiva del tracciato. Hamilton stava spingendo e riusciva a vedere la vettura di Lawson, ma all’uscita dell’ultima curva la sua monoposto ha perso potenza. Il pilota della Racing Bulls ha quindi recuperato il distacco in modo estremamente rapido, arrivando a trovarsi in prossimità della vettura che lo precedeva proprio nel tratto più delicato.
Secondo Hamilton, le regole attuali della FIA non forniscono indicazioni abbastanza precise sulla distanza necessaria per evitare un impeding. I piloti non dispongono infatti di dati o simulazioni in grado di stabilire con esattezza quanto velocemente possa avvicinarsi una vettura che utilizza tutta la potenza disponibile rispetto a una monoposto impegnata in un giro lento.
La differenza di potenza tra giro lento e giro veloce
Il problema nasce dalla gestione dell’energia ibrida. Durante un giro di preparazione, il pilota tende a non utilizzare la potenza elettrica, così da conservarla per il rettilineo e per il successivo giro cronometrato. In questa fase viene impiegato soprattutto il motore termico, anche quando la vettura procede a velocità sostenuta.
Chi sta completando un giro veloce, invece, sfrutta l’intera disponibilità del sistema ibrido. La differenza di prestazione tra le due monoposto può diventare enorme: il delta di velocità può raggiungere 60, 70 o persino 80 km/h. Una vettura che sembra distante pochi secondi può quindi colmare rapidamente il divario, soprattutto nelle curve finali e nei tratti che precedono il rettilineo.
La combinazione tra la traiettoria occupata dalla vettura più lenta e il repentino aumento della velocità di quella alle sue spalle rende l’impeding più probabile. L’episodio tra Hamilton e Lawson è nato proprio da questa particolare dinamica tecnica, nella quale il margine iniziale non è bastato a garantire la sicurezza del giro veloce.
La spiegazione di Liam Lawson
Liam Lawson ha confermato che si è trattato di una conseguenza diretta del modo in cui sono regolamentate e gestite queste fasi del giro. Secondo il pilota della Racing Bulls, trovarsi dietro a una vettura che utilizza poca potenza rappresenta una situazione rischiosa, indipendentemente dal ruolo occupato dai due concorrenti.
Lawson ha spiegato che Hamilton aveva lasciato la curva 16 con un margine di due o tre secondi, normalmente sufficiente per evitare problemi. La differenza di velocità, però, era talmente ampia da ridurre rapidamente quello spazio. Un eventuale rallentamento anticipato di Hamilton avrebbe potuto generare una situazione ancora più complessa se alle spalle di Lawson fosse sopraggiunta un’altra monoposto.
Per Lawson, la gestione della situazione dovrebbe essere definita prima dell’uscita dalla curva 16. Una volta superata quella zona e avviato il giro, le possibilità di intervenire diventano molto limitate. L’episodio è stato quindi descritto come un evento sfortunato, favorito dalle caratteristiche della gestione energetica delle vetture.
Le possibili soluzioni per evitare gli impeding
Hamilton ha indicato il briefing dei piloti come il momento opportuno per discutere una soluzione comune. Una delle proposte riguarda l’obbligo di utilizzare la massima potenza in uscita dall’ultima curva durante il giro lanciato, così da ridurre la differenza di velocità tra le monoposto.
Il pilota della Ferrari ha suggerito anche di vietare l’andatura lenta nelle curve 18 e 19. Secondo questa ipotesi, ogni vettura dovrebbe affrontare quel tratto a pieno gas e con tutta la potenza disponibile, anche quando sta completando un giro di preparazione. Il sistema, passando attraverso la curva 19, si resetterebbe offrendo una maggiore disponibilità di energia rispetto alla vettura che segue.
L’obiettivo della discussione sarà individuare regole più chiare e pratiche, capaci di ridurre il rischio di ostacoli involontari senza compromettere la preparazione del giro veloce. Nessuno dei piloti, secondo Hamilton, ha interesse a intralciare un avversario: la priorità resta completare il proprio giro lasciando libero il tracciato.
I protagonisti dell’episodio di Baku
L’impeding verificatosi durante le Libere 2 ha coinvolto due piloti, con ruoli differenti nella dinamica dell’accaduto:
- Lewis Hamilton, pilota Ferrari e autore dell’ostacolo involontario;
- Liam Lawson, pilota Racing Bulls e vettura sopraggiungente impegnata nel giro veloce.
