F1, hadjar è veloce ma crolla in gara: red bull indaga sul calo di prestazioni
Isack Hadjar ha consolidato la propria crescita in Formula 1 dopo il rientro dall’infortunio che gli aveva fatto saltare le prime tre gare successive alla pausa estiva. Dal ritorno al volante della RB22 a Baku, il pilota francese ha mostrato un rendimento ancora più competitivo, fino a sfiorare un nuovo podio in Malesia.
Isack Hadjar e la crescita con Red Bull
Le prestazioni ottenute in Azerbaijan e in Malesia hanno confermato il miglioramento del pacchetto Red Bull e la maturazione del pilota al suo secondo anno in Formula 1. Hadjar ha conquistato il podio in Azerbaijan e il quinto posto in Malesia, dopo essere rimasto a lungo in terza posizione durante la gara.
Il risultato malese avrebbe potuto essere ancora più importante. In qualifica Hadjar aveva mostrato un ritmo sufficiente per partire nelle posizioni di vertice, ma la penalizzazione legata alla sostituzione di alcuni componenti della power unit lo ha costretto a scattare più indietro rispetto al potenziale espresso.
Il calo di ritmo della RB22 in gara
Nel corso della corsa, il pilota Red Bull ha accusato un improvviso peggioramento delle prestazioni. Il problema non ha riguardato soltanto gli ultimi giri, quando ha perso il podio e la quarta posizione a favore delle Ferrari, ma l’intero andamento della gara.
Hadjar ha spiegato di non aver avuto il passo necessario e di aver trovato la vettura molto difficile da guidare. Il principale limite sarebbe stato il grip: anche durante i periodi trascorsi alle spalle della safety car, il francese ha percepito una scarsa aderenza e ha previsto una ripartenza complicata.
La mancanza di aderenza è risultata ancora più difficile da comprendere perché la vettura disponeva di una mescola differente rispetto a quella utilizzata in precedenza. Secondo Hadjar, la RB22 sembrava comportarsi come se fosse rimasta sulle stesse gomme per tutta la gara.
La batteria scarica e la difesa mancata contro le Ferrari
Negli ultimi due giri, Hadjar non ha potuto difendersi dagli attacchi delle Ferrari a causa di una batteria troppo scarica. Il pilota ha precisato che la power unit funzionava correttamente e che il problema energetico si è manifestato soltanto dopo l’ultima ripartenza.
La situazione si è poi stabilizzata, permettendogli di tornare veloce, ma ormai il margine costruito su Lewis si era ridotto rapidamente. Il pilota Mercedes, inizialmente distante quindici secondi, è riuscito a riportarsi alle sue spalle in pochi giri. Hadjar ha dichiarato che, senza quell’anomalia, avrebbe potuto mantenere la terza posizione.
Red Bull analizza il problema della RB22
Laurent Mekies ha definito il fine settimana di Hadjar eccezionale, sottolineando la competitività mostrata già dalla prima sessione di prove libere. Il team principal ha ricordato anche il terzo posto raggiunto dal pilota in qualifica dopo il primo tentativo della Q3.
Secondo Mekies, Hadjar ha svolto correttamente il proprio lavoro anche in gara. Red Bull ha rilevato una perdita di prestazione nell’ultima ripartenza dopo la safety car, ma al momento non aveva ancora individuato con precisione la causa.
I tecnici hanno avviato l’analisi dei dati relativi sia al telaio sia alla power unit, con l’obiettivo di comprendere perché la vettura non sia riuscita a conservare il ritmo sufficiente per difendere il terzo posto. Il team ha comunque ribadito che la velocità mostrata da Hadjar durante tutto il weekend rappresenta un elemento positivo in vista della gara di Singapore.
Le personalità coinvolte nel fine settimana di Formula 1
- Isack Hadjar, pilota Red Bull Racing
- Laurent Mekies, team principal di Red Bull
- Lewis Hamilton, pilota Ferrari
- Max Verstappen, pilota Red Bull
