F1 GP San Paolo 2025: strategie verso le 2 soste e attenzione alle gomme hard

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F1 GP San Paolo 2025: strategie verso le 2 soste e attenzione alle gomme hard

Il Gran Premio di San Paolo si distingue dal modello strategico più frequente della Formula 1 contemporanea. A Interlagos, il degrado legato al surriscaldamento degli pneumatici rende infatti probabile una gara con due soste ai box, soprattutto in presenza di condizioni completamente asciutte. Le valutazioni sulle mescole indicano più combinazioni possibili, con la gomma Hard candidata a svolgere un ruolo determinante nella gestione degli stint.

Gran Premio di San Paolo: la strategia più probabile

Nel calendario attuale, la singola sosta rappresenta generalmente la scelta preferita dalle squadre. Il circuito Carlos Pace costituisce un’eccezione, poiché il comportamento degli pneumatici osservato durante le prove libere ha evidenziato un degrado superiore alle attese.

Secondo Dario Marrafuschi, direttore di Pirelli Motorsport, la previsione iniziale per un fine settimana asciutto indicava una doppia sosta con due possibili configurazioni: Soft-Doppia Hard oppure Medium-Doppia Hard. Le verifiche effettuate in pista hanno poi modificato parzialmente le stime, soprattutto a causa del surriscaldamento effettivo delle gomme.

Le opzioni considerate più realistiche sono diventate quindi Soft-Medium-Soft e Medium-Hard-Soft. Entrambe dovrebbero garantire una gestione efficace del degrado e, secondo le simulazioni, presentano una differenza di appena tre secondi sul tempo totale di gara. Per questo motivo, è possibile che vengano adottate entrambe dai team.

Gomma Hard decisiva nella gestione della gara

La mescola Hard potrebbe essere particolarmente utile lungo la distanza del Gran Premio grazie alla sua finestra di funzionamento più bassa rispetto a Medium e Soft. Pur offrendo meno aderenza, la gomma dura potrebbe lavorare con maggiore regolarità nelle condizioni previste a San Paolo.

Le temperature attese, leggermente inferiori, e l’assenza di pioggia potrebbero favorire uno stint consistente con la Hard. Non si tratterebbe della mescola più veloce in termini assoluti, ma di quella capace di mantenere un rendimento più stabile all’interno della propria temperatura operativa ideale.

Finestre per i pit stop

Con la strategia Soft-Medium-Soft, la prima finestra per il cambio gomme dovrebbe aprirsi tra il 17° e il 23° giro. La seconda sosta sarebbe invece prevista intorno al 42° giro, mantenendo una finestra operativa di circa sei tornate per il primo intervento.

La soluzione Medium-Hard-Soft prevede una prima sosta a partire dal 23° giro. L’utilizzo della Hard nella fase centrale della gara permetterebbe di posticipare il secondo pit stop oltre il 50° giro. Il margine complessivo tra le due strategie è ridotto, con una differenza stimata in circa tre secondi.

Strategie alternative e tempi più elevati

Tra le possibilità secondarie rientra la combinazione Soft-Hard-Soft, considerata più lenta di circa cinque secondi rispetto alla Medium-Hard-Soft. La doppia sosta resta quindi l’ipotesi di riferimento, mentre le alternative vengono valutate come meno efficienti sul giro e sulla distanza complessiva.

La strategia con una sola sosta, basata sulla sequenza Medium-Hard, appare poco probabile. Il tempo totale sarebbe infatti superiore di oltre dieci secondi rispetto alle opzioni principali. Anche se il pit stop verrebbe effettuato più tardi, il vantaggio dell’undercut sarebbe stimato in circa tre secondi.

Con una strategia a due soste, invece, l’undercut dovrebbe garantire un guadagno compreso tra 1,5 e 2 secondi in condizioni di pista asciutta. Il valore dipenderà dall’evoluzione dell’asfalto e dalla capacità delle squadre di sfruttare il momento corretto per richiamare le vetture ai box.

Pioggia a Interlagos: il ruolo delle Full Wet

Le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente a San Paolo, dove la pioggia rappresenta spesso un fattore decisivo. In caso di precipitazioni intense e continue, le gomme Full Wet potrebbero offrire una durata sufficiente a coprire gran parte della gara.

Lo spray sollevato dalle vetture potrebbe però ridurre la visibilità fino a spingere la direzione gara verso una sospensione. Se la pista iniziasse ad asciugarsi, la situazione diventerebbe molto più variabile e difficilmente prevedibile, con un degrado destinato a dipendere dalle condizioni dell’asfalto e dalle scelte dei piloti.

La valutazione finale indica che i due set di gomme da bagnato estremo disponibili dovrebbero essere sufficienti per affrontare l’intera corsa qualora fosse necessario utilizzare le Full Wet, soprattutto in presenza di pioggia costante.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Categorie: Formula 1

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