F1 gp di monaco graining non preoccupa le soft saranno protagoniste
Monaco torna a parlare di strategia più che di sorpassi, con la qualifica che ha definito la gerarchia dei favoriti per il gran premio di oggi. Con i passaggi in curva e sui rettilinei estremamente contingentati, l’attenzione si concentra sulle scelte ai box, sulle traiettorie iniziali e sulla gestione dei treni di gomme nei primi giri, quando la differenza tra chi parte forte e chi rischia di perdere terreno può diventare decisiva.
strategia a monaco e importanza dell’undercut
Nel Principato, i sorpassi risultano ridotti e le strategie ai box assumono un peso determinante. L’obiettivo diventa costruire, per quanto possibile, un undercut capace di portare a un vantaggio in pista superando un avversario attraverso una sosta nel momento utile e sfruttando gomme nuove rispetto a quelle dei diretti rivali. Il contesto operativo, inoltre, spinge a considerare con attenzione i primi giri, perché ogni variazione di posizione può influenzare la finestra temporale delle fermate.
degrado gomme a monaco: scenario favorevole per soft e medium
La situazione incontrata quest’anno a Monaco, con la pista riasfaltata in più punti rispetto all’anno precedente, descrive un quadro di degrado quasi inesistente. Questo elemento agevola l’impiego delle mescole più morbide, in particolare Soft e Medium, che possono quindi assumere un ruolo centrale nella pianificazione di gara.
analisi pirelli sul degrado e sulla costanza di passo
Simone Berra di Pirelli sottolinea che nel complesso non c’è praticamente degrado né per la C4 né per la C5, indicati come media e soft, nei run prestazionali. La conseguenza attesa è la possibilità di spingere senza particolari compromessi. Un ulteriore aspetto evidenziato riguarda la ridotta presenza di long run con alto carico di carburante: poiché la qualifica risulta estremamente importante a Monaco, le squadre tendono a non essere molto interessate a testare il degrado in profondità. In ogni caso, il degrado viene definito molto basso e il passo molto costante, riducendo l’eventualità di deviazioni rispetto alla strategia classica a una sosta, come da consuetudine nel Principato.
sosta singola ammessa: focus sulle scelte tattiche
Rispetto alla stagione precedente, quest’anno viene indicata la possibilità di una singola sosta ammessa. Nel 2025 la FIA aveva reso obbligatorio l’utilizzo di tre set differenti, imponendo almeno due soste in gara, ma la tattica adottata dai team aveva reso quell’impianto di fatto poco utile, portando alla decisione di eliminarlo dopo appena 12 mesi.
graining contenuto: effetto limitato su prestazioni e durata
Grazie a caratteristiche della pista e alla riasfaltatura, anche il graining viene descritto come contenuto. La presenza si concentra soprattutto sull’anteriore sinistra, ma viene specificato che non dovrebbe diventare un problema reale per prestazioni e durata delle gomme. Questo scenario apre la strada a un possibile prolungamento del primo stint, con la possibilità che alcuni team valuteranno anche l’undercut, se le condizioni di traffico lo consentiranno.
livelli di graining e possibilità di stint più lunghi
Viene riportato che, in termini di livello di graining, in alcuni casi si è visto solo un po’ sull’anteriore sinistra. La situazione non viene ritenuta una criticità né in ottica prestazionale né per la durata della gomma. Di conseguenza, le squadre possono prolungare gli stint senza incontrare difficoltà particolari e senza che la prestazione risenta in modo significativo. Al momento, inoltre, viene indicato che le tre mescole risultano abbastanza simili per bilanciamento e comportamento generale.
mescola C3 in difficoltà: grip basso, surriscaldamento e sovrasterzo
Dalla scelta dei compound per la gara emerge un quadro in cui la C3 appare fuori dai giochi. A Monaco questo compound viene considerato come la Hard e, nel racconto tecnico, ha mostrato di garantire un grip piuttosto basso. La conseguenza indicata è la tendenza delle monoposto a scivolare, con conseguente surriscaldamento e sovrasterzo.
cause osservate: uso in fp1 e condizioni di pista “green”
La C3 viene associata soprattutto alle FP1, quando la pista era nelle condizioni peggiori, molto green e con poco grip. Di conseguenza, la valutazione viene definita non pienamente conclusiva, ma l’aderenza viene comunque considerata piuttosto bassa, accompagnata da molto scivolamento. Questo livello di comportamento avrebbe generato un forte surriscaldamento e sovrasterzi improvvisi. Il fenomeno viene descritto come a catena: il calore aumenterebbe ulteriormente fino a produrre anche degrado termico.
le gomme da gara: soft e medium per la gestione della gara
In base alle indicazioni sulle mescole, le gomme da gara dovrebbero essere Soft (C5) e Medium (C4), con le Soft indicate come favorite per il primo stint. La logica descritta punta a sfruttare il grip in partenza, con l’idea di provare il sorpasso arrivando alla Sainte Devote o nelle curve successive del primo giro.
partenza con soft e passaggio alla media nel momento opportuno
Si ritiene che la media e la soft siano le opzioni migliori per la domenica. La previsione è una partenza con la soft per ottenere maggior grip al via e guadagnare posizioni, per poi passare alla media quando risulta più conveniente, anche sfruttando eventualmente una Safety Car o altre condizioni che modificano la dinamica delle soste.
soft con stint lungo e gestione dell’andatura
Anche con la soft si valuta la possibilità di percorrere uno stint molto lungo. Non vengono indicate particolari limitazioni al momento: la C5 potrebbe coprire almeno metà gara senza problemi. Naturalmente il ritmo dovrebbe essere gestito, secondo le dinamiche tipiche che si verificano a Monaco.
personalità citate e nomi in evidenza
Nel quadro tecnico descritto compaiono riferimenti a professionisti direttamente coinvolti nella valutazione delle prestazioni delle mescole e al contesto competitivo legato a Monaco.
- Simone Berra
- Max Verstappen
