F1 ferrari come funziona e come è strutturato il team dedicato ai pit stop

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F1 ferrari come funziona e come è strutturato il team dedicato ai pit stop

Con l’evoluzione tecnica della Formula 1, i pit stop continuano a pesare in modo determinante sia sulle prestazioni sia sugli esiti dei Gran Premi. Con il rifornimento ormai archiviato da tempo, la sostituzione degli pneumatici è diventata una disciplina di precisione: allenamento, procedure, studio e condizione fisica incidono direttamente sulla velocità e sulla qualità dell’esecuzione. In un mese di fermo come quello di aprile, anche quando la F1 non è in pista, i team hanno lavorato per mantenere vivo il livello operativo dei meccanici addetti alle soste; tra questi, anche la Ferrari.

pit stop formula 1: continuità dell’allenamento Ferrari nel mese di pausa

La pausa di aprile ha fornito a tutti i team l’opportunità di proseguire la preparazione interna, mantenendo la squadra dei pit stop allenata. In questa fase rientra anche il lavoro svolto a Maranello all’interno della Gestione Sportiva, con un confronto su come viene strutturato e gestito il gruppo dedicato alle soste. La gestione riguarda non soltanto la preparazione atletica e procedurale, ma anche l’organizzazione delle attività tra le diverse gare previste nel calendario.

rotazione delle sessioni e preparazione per le gare europee

Il piano di allenamento avviato dopo il ritorno dall’inizio stagione prevede che, ogni giorno, i ragazzi svolgano una sessione articolata in tre tranche, con tre squadre diverse a rotazione. Questo assetto rappresenta una proiezione di ciò che accadrà in gare come Miami, Canada, Monaco e Barcellona. Terminata la parte di lavoro programmata, le attività proseguono come allenamento, con rotazioni dei ruoli e una struttura pensata per adeguarsi all’evoluzione del lavoro lungo la stagione.

gruppo pit stop Ferrari e gestione dei 10 pistoleri

All’interno dell’organizzazione Ferrari, un ruolo centrale è ricoperto dai pistoleri, le figure abilitate a utilizzare l’attrezzo che svita e avvita il dado dal mozzo. La gestione della squadra è definita attraverso una composizione numerica specifica: dieci persone possono usare la pistola, con una ripartizione che prevede otto elementi alla base e due figure di backup del backup.

assetto operativo durante le soste e funzioni dei ruoli

Durante lo svolgimento dei pit stop, l’uscita prevede quattro pistoleri e uno degli altri quattro. A seguire entrano in gioco gli ulteriori due elementi: uno si occupa del carrello posteriore e svolge anche la funzione di backup del backup della pistola, mentre l’altro opera come fitter delle gomme. Inoltre, tutti i pistoleri tranne due svolgono anche un ulteriore ruolo in altre gare. Nel caso in cui uno dei pistoleri venga indisponibile per infortunio, è previsto il passaggio di competenze: la persona coinvolta può diventare pistolerio attraverso il meccanismo interno programmato.

piani annuali e formazione completa in più posizioni

La Ferrari imposta un programma annuale che definisce la preparazione delle persone in funzione delle posizioni effettivamente previste. L’obiettivo è far sì che i meccanici siano allenati dove serviranno, così da ridurre il rischio di disallineamento tra disponibilità e necessità. Nella descrizione del responsabile sportivo emergono anche i motivi per cui, in una fase iniziale, mancava “una buona metà della squadra” da formare pienamente: il mese disponibile è stato utilizzato per recuperare parte del lavoro non completato nelle settimane iniziali.

struttura dei ruoli e doppie funzioni: impostazione nata nel 2020

La rotazione e la gestione dei doppi ruoli all’interno del gruppo dei pit stop trovano origine nel 2020, quando la presenza del COVID ha imposto la necessità di un piano per far fronte a eventuali assenze per malattia. Da allora, la Ferrari ha mantenuto un’impostazione che prevede una struttura con ruoli stabili per alcune posizioni e alternative per coprire i cambi durante la stagione.

carrellisti e figure titolari: rotazione tra più livelli

La squadra non viene definita “titolare” in senso rigido, ma presenta posizioni che vengono confermate con maggiore frequenza. Nel caso citato, si fa riferimento al carrello anteriore: la Ferrari ne dispone di tre. La figura più preparata è quella scelta per 16-17 gare; nelle gare in cui tale figura non è disponibile, il team mira a far intervenire la seconda. In parallelo, si opera anche su capo macchina e gommisti, con una rotazione strutturata che arriva a coinvolgere più livelli: in alcune gare, infatti, può mancare sia il gommista titolare sia il capo macchina titolare, rendendo necessario il ricorso al terzo carrellista, opzione che nel passato non era stata allenata con frequenza.

perché il mese di pausa è stato decisivo

La logica organizzativa mira a evitare vincoli legati ai tempi stretti: non sarebbe praticabile allenare il terzo carrellista solo una settimana prima di un evento. In questo contesto, il mese di pausa ha rappresentato un’occasione per continuare l’allenamento dell’intero gruppo e recuperare attività non completate in precedenza.

macchina pit stop 2026 e adattamento alle dimensioni degli pneumatici

Per arrivare pronti alle posizioni richieste in relazione alle misure delle monoposto, la Ferrari ha realizzato una vettura specifica per l’allenamento delle soste, basata su direttive tecniche coerenti con la stagione in corso, soprattutto a livello di ingombri. Nel corso della seconda parte del 2025 è stata impiegata una configurazione che sfrutta un telaio del 2022, in modo da consentire l’allenamento del personale con contenuti legati alle esigenze future.

telaio 2022 con contenuti 2026: analisi criticità e preparazione alle prime gare

Verso settembre dell’anno precedente, la Ferrari ha varato la macchina pit stop del 2026, definita come telaio del 2022 con contenuti del 2026. L’obiettivo è stato iniziare a vedere rapidamente una serie di criticità e lavorarci sopra fino a raggiungere una preparazione sufficiente per le prime gare. Una parte di allenamento è rimasta limitata per ragioni di tempistica, con la conseguenza che il lavoro previsto ha concentrato le risorse sullo sviluppo: nel periodo descritto, le gomme risultano più piccole, e sul fronte della mescola cambia poco, mentre diventano centrali altri elementi come cerchi e copriruota.

nuove lavorazioni per movimentare la gomma durante inserimento e rimozione

La differenza principale riguarda il modo in cui la gomma viene movimentata. Con le nuove componenti, l’inserimento e la rimozione richiedono procedure differenti. In particolare, nella fase di rimozione viene meno la possibilità di afferrarsi a elementi che in precedenza offrivano appigli, come il copriruota esterno o il labbro del cerchio. Queste modifiche aumentano la difficoltà operativa e richiedono una formazione mirata per ridurre l’impatto delle criticità.

tecniche di impugnatura e adattamenti ai copriruota posteriori

Le modifiche non riguardano solo gli ingombri: la Ferrari ha aggiornato le tecniche di svolgimento delle azioni. Nell’inserimento della pistola, la Ferrari segnala che il donut presenta una forma prescritta e un accoppiamento con più giochi rispetto al cerchio dell’anno scorso. La conseguenza è una maggiore difficoltà nel montare la gomma, con necessità di adattare la preparazione su impugnatura e movimento del corpo.

formazione con tecniche leggermente diverse per togliere e mettere gomme

Parte dell’inizio dell’anno è stata dedicata all’allenamento dei meccanici con tecniche leggermente diverse nella presa e nell’impostazione di spalle e gambe durante le operazioni di togliere e mettere gli pneumatici. Per i pistoleri posteriori, l’attività è stata necessaria con particolare attenzione; per l’anteriore, invece, risulta un cambiamento più limitato, poiché il dado rimane esposto.

copriruota posteriori: da imbuto a configurazione differente

Un passaggio centrale riguarda i copriruota posteriori. Nella configurazione precedente erano “a imbuto”, condizione che consentiva al pistolero di arrivare al dado in modo più diretto. Con il cambiamento della geometria, la situazione diventa diversa: la pistola non consente più l’avvicinamento con lo stesso grado di tolleranza implicita, imponendo una nuova capacità di esecuzione.

ali in posizione diversa: impatto sul debug e sulla rifinitura

Anche le ali risultano in una posizione differente e con una forma non prescritta come nel passato. Questo ha reso necessario sviluppare il carrello anteriore perché non si adattava come previsto a un elemento che “si infilava sotto” secondo una logica non considerata desiderabile. Le attività descritte vengono associate a un lavoro di debug di dimensione rilevante, completato in modo consistente nella fase obbligatoria prima di Australia, mentre nel periodo successivo viene svolta la rifinitura.

regolamento e scelte progettuali: ruolo del regolatore dell’incidenza

Alcuni accorgimenti operativi derivano dal regolamento e dalle novità introdotte per la stagione, mentre altri sono legati a scelte progettuali. Tra questi rientra la posizione del regolatore dell’incidenza dell’ala anteriore, considerata strategica sia per la dimensione aerodinamica sia per l’aspetto pratico, legato a chi deve intervenire durante i weekend di gara.

Pit stop Ferrari

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