F1, Cadillac in difficoltà per l'usura: Bottas rivela il guasto agli ammortizzatori a Baku
Il Gran Premio di Baku ha evidenziato due aspetti opposti della stagione Cadillac: da una parte, la capacità di Sergio Perez di portare la monoposto oltre i suoi attuali limiti sui circuiti cittadini; dall’altra, le difficoltà tecniche che hanno condizionato Valtteri Bottas fino al ritiro contro le barriere. La MAC-26 ha mostrato segnali di crescita rispetto agli appuntamenti precedenti, ma ha confermato importanti carenze in termini di velocità, carico aerodinamico e affidabilità meccanica.
Cadillac a Baku tra progressi e difficoltà tecniche
Il fine settimana azero ha rappresentato una tappa più competitiva per la squadra statunitense, reduce da gare in cui era stata costretta a inseguire gli avversari con distacchi molto ampi. La prestazione complessiva è stata però condizionata da limiti ancora evidenti, soprattutto sui rettilinei e nella gestione delle sospensioni.
Sergio Perez è riuscito a sfruttare la propria esperienza sui tracciati cittadini, lottando per posizioni importanti rispetto agli standard del team fino a circa metà gara. La mancanza di velocità di punta ha poi fatto perdere terreno alla sua vettura, che è stata progressivamente riassorbita dal gruppo.
Valtteri Bottas, il ritiro causato dal problema ai freni
Il weekend di Valtteri Bottas era iniziato con un rendimento molto distante da quello del compagno di squadra. Il pilota finlandese non era riuscito a trovare la prestazione necessaria e aveva accumulato distacchi significativi. La gara si è conclusa nelle barriere di curva 15, dopo una sequenza di problemi iniziata alla prima staccata dell’ultimo giro.
Bottas ha bloccato le gomme anteriori in curva 1 ed è finito lungo, percorrendo una via di fuga più estesa del previsto. La centralina della power unit si è quindi resettata. Al successivo arrivo alla staccata di curva 15, il motore Ferrari è entrato in una condizione di superclipping, provocando un’anomalia nella gestione del freno motore.
Il malfunzionamento ha reso inefficaci i freni posteriori. Il pilota non ha più avuto la possibilità di controllare la vettura ed è rimasto senza margini per evitare l’impatto con le barriere. L’errore alla prima curva ha quindi innescato una serie di conseguenze tecniche che hanno determinato il ritiro.
Cadillac e il surriscaldamento degli ammortizzatori
Il problema dell’incidente non è stato l’unico elemento negativo per Bottas. Durante la gara, la vettura numero 77 ha dovuto affrontare un degrado termico degli ammortizzatori, con ripercussioni dirette sul comportamento delle sospensioni e sulla capacità di mantenere un ritmo competitivo.
L’ammortizzatore controlla l’energia trasmessa dalle barre di torsione quando la ruota supera un cordolo, una buca o subisce un movimento assiale. La compressione ripetuta del fluido interno produce calore; quando la temperatura aumenta in modo continuo, la viscosità del fluido diminuisce e l’ammortizzatore oppone meno resistenza.
Il sistema di sospensioni non riesce così ad assorbire la stessa quantità di energia generata dagli urti. Le forze vengono trasferite in misura maggiore al telaio, con effetti particolarmente rilevanti su un circuito sconnesso come quello di Baku. La maneggevolezza peggiora e può cambiare anche il comportamento del fondo, con conseguenze sull’altezza da terra della monoposto.
Questo deterioramento ha limitato ulteriormente il ritmo della Cadillac di Bottas, già penalizzata da una prestazione insufficiente. Il finlandese era l’unico pilota doppiato nel momento in cui è entrata in pista la prima Safety Car.
Le spiegazioni di Bottas sulla prestazione della MAC-26
Bottas ha riconosciuto la difficoltà di mantenere il passo del gruppo e ha spiegato di aver ricevuto numerosi riscontri sulle aree in cui perdeva tempo. Le principali carenze riguardavano i rettilinei, ma anche il comportamento in curva. La volontà di recuperare terreno lo ha portato a continuare a spingere fino al bloccaggio delle ruote alla prima curva dell’ultimo giro.
Già durante le prove era emerso un divario significativo rispetto a Perez. Per le qualifiche, la squadra aveva modificato diversi elementi, tra cui gli ammortizzatori e il fondo, ottenendo sensazioni inizialmente migliori. In gara, però, il comportamento della vettura è peggiorato in modo marcato, soprattutto a causa del surriscaldamento degli ammortizzatori.
Il pilota ha indicato anche una carenza di carico generata dal fondo e una disponibilità ancora incompleta di informazioni sulle componenti aerodinamiche. In alcuni punti del tracciato, i dati non risultavano sufficientemente leggibili. A questi aspetti si sono aggiunti una tenuta di strada insufficiente e i problemi al servosterzo, presenti durante l’intero weekend e capaci di rendere più difficile la lettura delle reazioni della vettura.
Power unit Ferrari e differenze di velocità tra i piloti
La Cadillac affidata a Bottas non disponeva dell’ultima specifica della power unit Ferrari, equipaggiata con ADUO 2 e utilizzata invece sulla vettura di Perez. Secondo le stime ricavate dai dati telemetrici, la differenza di velocità sui rettilinei era compresa tra 6 e 7 km/h.
Questo divario ha aggravato una situazione già complessa, considerando che la MAC-26 soffriva di una carenza di velocità massima e di un rendimento aerodinamico non ottimale. La squadra ha già affrontato problemi di resistenza dei componenti meccanici, in particolare nel comparto delle sospensioni, come dimostrato dal cedimento verificatosi sulla vettura di Perez durante il Gran Premio del Canada.
Cadillac, i limiti meccanici della prima stagione in Formula 1
Secondo Bottas, le principali difficoltà della squadra non dipendono dall’assenza di strutture adeguate, ma dalla rapidità con cui è stato necessario progettare e costruire la prima monoposto di Formula 1 del team. La tempistica ha imposto compromessi in diversi settori della vettura.
Le regolazioni, comprese le mappe del differenziale e dei freni, sono considerate già a un buon livello. Anche il supporto Ferrari per le mappe del freno motore è ritenuto fondamentale. Il limite principale resta però di natura meccanica, con strumenti validi ma meno avanzati rispetto alle aspettative.
Per la vettura della stagione successiva è previsto un cambiamento alle sospensioni, che potrebbe ampliare le possibilità di intervento sull’assetto. Le lacune più importanti riguardano proprio la risposta meccanica della monoposto e la capacità di sfruttare pienamente le regolazioni disponibili.
Sergio Perez indica il problema del drag aerodinamico
Perez ha individuato un ulteriore punto debole nella configurazione della MAC-26: la combinazione tra poco carico aerodinamico e un’elevata resistenza all’avanzamento. A Baku il messicano ha utilizzato la modalità di sorpasso per gran parte della gara, riuscendo così a rimanere vicino agli altri concorrenti.
Quando si trovava davanti, però, la vettura non disponeva della velocità necessaria sui rettilinei. La mancanza di carico e l’eccessivo drag hanno quindi limitato sia la capacità di seguire gli avversari sia quella di difendersi o allontanarsi dopo un sorpasso.
Perez ha considerato il risultato di Baku un’eccezione rispetto al livello attuale della monoposto. Il circuito azero gli ha permesso di fare la differenza grazie alle caratteristiche del tracciato e alla propria esperienza, mentre il rendimento complessivo della vettura resta distante dai valori necessari per competere con maggiore continuità.
Protagonisti Cadillac del weekend di Baku
Le prestazioni e le dichiarazioni della squadra hanno coinvolto direttamente i due piloti titolari, protagonisti di un fine settimana con esiti molto diversi.
- Sergio Perez, competitivo nella prima parte della gara e penalizzato dalla scarsa velocità di punta e dall’elevata resistenza aerodinamica.
- Valtteri Bottas, rallentato dai problemi di sospensioni, servosterzo e prestazione generale, prima del ritiro causato dalla perdita dei freni posteriori.
