F1 antonelli pole all’ultima chicane ma mercedes battuta al suo stesso gioco
Solo undici millesimi hanno diviso Andrea Kimi Antonelli dalla pole position della sprint del GP di Gran Bretagna, consegnando all’italiano un finale carico di rimpianto dopo una prima posizione sfumata a pochi metri dal traguardo. In casa Mercedes, oltre alla mancata vittoria, il centro dell’attenzione si sposta su un aspetto decisivo: la competitività Ferrari apparsa ben superiore alle attese della vigilia.
andrea kimi antonelli sprint gp gran bretagna: pole mancata per undici millesimi
Antonelli ha mantenuto un ritmo costante nella lotta per la pole fino alla staccata dell’ultima chicane, il passaggio in cui Lewis Hamilton è riuscito a fare davvero la differenza. L’inglese ha impostato una frenata definita come eccezionale, ritardando il momento in cui ha tolto il piede dall’acceleratore e riuscendo a portare più velocità in ingresso, rimanendo poi efficace anche in percorrenza.
Nella seconda fase del giro, invece, Antonelli ha incontrato maggiori difficoltà. In uscita ha perso qualcosa, con un limite che si è confermato legato alla gestione del posteriore, soprattutto nel mantenere viva la soft nella parte conclusiva. Pur convivendo con un certo sovrasterzo, l’italiano è riuscito a recuperare nello slancio verso il traguardo, ma non in misura sufficiente a compensare la distanza accumulata nella fase precedente.
mercedes e ferrari: sorpresa per il livello di efficienza mostrato dalla rossa
Il punto di frizione in casa Mercedes non riguarda soltanto l’esito del giro, bensì il modo in cui la W17 si è comportata nelle aree del circuito dove era attesa maggiore superiorità. Nelle sezioni chiave in cui la Stella avrebbe dovuto primeggiare, la vettura non ha mostrato i guadagni sperati, finendo per condizionare l’intero giro. Quando la superiorità attesa non si concretizza, cambia l’equilibrio del tempo sul giro: diventa determinante l’abilità di costruire efficienza in ogni tratto.
efficienza aerodinamica ed energetica: il pacchetto ferrari e la gestione della power unit
La parola chiave emersa è efficienza, non soltanto sul piano aerodinamico ma anche su quello energetico. Dopo i test in Austria con prove comparative, la Ferrari si è presentata a Silverstone con un pacchetto leggermente modificato, rinunciando ad alcune novità. L’indicazione generale è stata quella di provare qualcosa di diverso su una pista dove l’efficienza gioca un ruolo centrale.
La sorpresa principale, secondo quanto descritto, riguarda il modo in cui la Rossa ha gestito l’energia. Mentre molti team hanno dovuto esplorare soluzioni alternative e adattarsi nel corso delle sessioni, i tecnici di Maranello sarebbero arrivati a Silverstone con un’idea già chiara. La strategia ha puntato a individuare rapidamente una finestra efficace sia nello sfruttamento della Power Unit sia nel bilanciamento complessivo della vettura.
Il piano non è stato necessariamente chiudere del tutto il deficit, bensì contenerlo, tema che alla vigilia veniva considerato potenzialmente significativo. La Ferrari risulta meno energivora nella prima parte del giro, dove effettivamente perde diversi decimi da Mercedes sugli allunghi. Il quadro cambia nella zona di Copse, con un comportamento descritto come nettamente differente.
copse e velocità in ingresso: ferrari avanti sui dettagli della potenza
Dalle libere era stato notato come la Rossa arrivasse a Copse con velocità di punta superiori rispetto ai rivali. In quelle condizioni, i concorrenti tendono a tagliare l’elettrico in anticipo per conservare energia; la Ferrari, invece, avrebbe mantenuto l’erogazione più a lungo. Risultato: all’ingresso di Copse si presenta con una decina di km/h in più.
Qui emerge un passaggio considerato decisivo per il telaio: Copse, pur essendo un tratto percorso in pieno da anni, con le vetture 2026 non era ritenuto del tutto scontato nel modo in cui si sarebbe comportato. La Ferrari avrebbe fatto valere le proprie qualità di carico e un bilanciamento efficace, affrontando la tratta con una velocità circa 7 km/h superiore.
rientro dopo copse e recupero verso maggots, becketts e chapel
In uscita da Copse Antonelli torna a guadagnare velocità, indicazione coerente con un impiego energetico maggiore nel tentativo di riportarsi sui valori dei rivali. Uscire più forte, come nel caso di Hamilton, viene descritto come un modo per sprecare meno energia nel tratto successivo verso Maggots, Becketts e Chapel, aree in cui la Ferrari “plafona” per l’assenza del supporto elettrico.
Nonostante questo limite, la gestione complessiva resta molto vicina alla W17. Nel calcolo complessivo, includendo l’allungo verso Copse, i guadagni complessivi vengono indicati come superiori a un decimo e mezzo.
mercedes con lift and coast: differenze nella gestione energetica e del set-up
Dal confronto emerge che la Mercedes non è apparsa perfetta su tutto il processo. Nella zona di Becketts e Chapel, la W17 risulta più rapida in percorrenza, ma con un altro approccio in termini di gestione energetica: il sistema prevede un alzare molto il piede con lift and coast. In parallelo, Hamilton risulterebbe in grado di mantenere più a lungo l’acceleratore, conservando meno velocità su quel tratto per recuperare energia e poi accelerare più tardi, secondo le indicazioni ricevute da Ferrari nelle libere.
Un elemento ulteriore segnalato riguarda il bilanciamento. La SF‑26 viene descritta come una vettura che dà fiducia fin dai primi giri, esaltando qualità nei curvoni già mostrate in altre tappe del mondiale. La W17, al contrario, sarebbe apparsa più sbilanciata sull’anteriore, risentendo delle forti folate di vento trasversali presenti nella giornata di venerdì. Non è un caso che Antonelli abbia evidenziato che in SQ1 e SQ2 il bilanciamento non fosse ancora al livello desiderato.
parole di andrea kimi antonelli e strategia di mercedes dopo la sprint
Il racconto raccolto da Mercedes descrive un quadro in cui la base iniziale non ha funzionato come nelle gare precedenti. Antonelli sottolinea che nelle ultime corse il team era riuscito a partire con un set-up iniziale solido, mentre a Silverstone è sembrato di essere sempre un passo indietro. Durante le sessioni sono state introdotte modifiche per migliorare la stabilità, ma la sensazione sarebbe rimasta quella di un anteriore troppo forte, elemento che, in presenza di tanto vento, complica ulteriormente la ricerca del compromesso.
La squadra segnala anche una differenza di velocità da comprendere, citando come ciò abbia comportato tempo perso sui rettilinei. L’intervento non sarebbe stato possibile prima della sprint di domani, ma il lavoro avrebbe già l’obiettivo di risolvere i problemi e trovare un compromesso più efficace in vista delle qualifiche del Gran Premio.
andrew showlin e mercedes: adattare la strategia ibrida dopo la sprint
Andrew Showlin riassume la situazione facendo riferimento alla necessità di adattare la strategia ibrida dopo la sprint. Il focus del lavoro tecnico si concentra su stabilità, gestione del bilanciamento e comprensione della differenza di velocità, con l’obiettivo di migliorare il compromesso di set-up prima del passo successivo del weekend.
nomi presenti
- Andrea Kimi Antonelli
- Lewis Hamilton
- Andrew Showlin
