EuroLeague, stipendi in aumento: cresce la "classe media", il Panathinaikos in testa

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EuroLeague, stipendi in aumento: cresce la "classe media", il Panathinaikos in testa

Una panoramica accurata della spesa salariale nella EuroLeague evidenzia una crescita significativa tra la stagione 2021-22 e la 2025-26, con un incremento marcato del payroll medio e una redistribuzione che rende la competizione meno polarizzata ma più combattuta. l’analisi traccia una linea di sviluppo chiara, dove la performance economica delle squadre passa dall’equilibrio tra dirigenti e cast, ai volumi di spesa delle élite e, al contempo, all’evoluzione di una fascia centrale sempre più competitiva.

payroll medio euroleague: crescita dal 2021-22 al 2025-26

Il dato centrale mostra un aumento del payroll medio da circa 9,5 milioni a 14,5 milioni, con la mediana che si avvicina a circa 13,5-14 milioni, segnale di un mercato meno polarizzato.

payroll medio euroleague: andamento della media e della mediana

La dinamica descrive una progressiva convergenza tra la media e la mediana, indicazione di una distribuzione della spesa che si allarga oltre i codici di massima disparità. Il centro della classifica appare più denso, con maggiore presenza di club capaci di sostenere livelli di spesa elevati rispetto al passato.

payroll medio euroleague: grandi spender e allargamento del gruppo

Nella parte alta della graduatoria domina un club greco con una spesa stimata tra 26,5-27 milioni, seguito da un altro club della stessa nazione attorno a 22-22,5 milioni. Il gruppo dei grandi spender supera la soglia di 18 milioni e, rispetto al passato, passa da tre a sei club.

  • panathinaikos26,5-27 milioni
  • olympiacos22-22,5 milioni
  • gruppo oltre 18 milioni — da 3 a 6 team

payroll medio euroleague: cambiamenti nel centro classifica

Il vero cambio di equilibrio investe le posizioni centrali: aumenti netti si registrano in molte formazioni che occupano la fascia intermedia, contribuendo a una competizione più densa e variegata. Allo stesso tempo, si verifica una redistribuzione della potenza economica che modifica la dinamica tra le società di vertice e quelle strutturalmente in crescita.

Milano registra una crescita da circa 11 milioni a una forbice tra 13,5-14 milioni, mentre Barcellona scende a una cifra di 14,5 milioni rispetto agli 18,8 milioni della stagione precedente.

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