Euroleague power rankings 2026/27: le squadre più forti decima alla prima posizione
Venti squadre, roster sempre più profondi e un equilibrio difficile da interpretare rendono la nuova stagione di EuroLeague particolarmente incerta. Tra formazioni in piena ricostruzione, ambiziose debuttanti e candidate consolidate al titolo, il margine tra playoff, play-in e Final Four appare ridotto. Il livello dei roster e la qualità dei tecnici promettono una competizione senza gerarchie definitive.
Valencia al decimo posto del power ranking EuroLeague
Valencia rappresenta una delle squadre più complesse da valutare. Il club arriva da una stagione di altissimo livello, ma ha salutato diversi protagonisti e anche l’allenatore responsabile della precedente identità tattica. L’estate ha quindi segnato l’avvio di un progetto quasi completamente rinnovato.
Gli arrivi di Armoni Brooks e TJ Shorts hanno modificato rapidamente la percezione del gruppo, aumentando il potenziale offensivo. La società può inoltre contare su una solida cultura cestistica, costruita nel tempo. L’ingresso nella Top 10 appare coerente, anche se Valencia è una squadra capace di smentire facilmente le previsioni formulate all’inizio della stagione.
Crvena Zvezda al nono posto del power ranking EuroLeague
La Stella Rossa affronta un’altra fase di cambiamento, con un nuovo allenatore alla guida. Ibon Navarro è il terzo tecnico del club in due stagioni e torna in EuroLeague dopo aver consolidato una reputazione molto positiva in Spagna.
Il roster presenta fisicità, profondità e numerose alternative, mentre il fattore campo di Belgrado resta uno degli elementi più influenti della competizione. La squadra ha spesso mostrato picchi di rendimento molto elevati, alternati a periodi di marcata discontinuità. Navarro è stato scelto anche per intervenire su questo limite. L’obiettivo dichiarato del progetto è raggiungere i playoff, un traguardo mai centrato dalla società nell’attuale formato.
Zalgiris Kaunas all’ottavo posto del power ranking EuroLeague
Negli ultimi anni nessuna squadra sembra aver accresciuto le proprie ambizioni quanto lo Zalgiris. Jonas Valanciunas è rientrato a Kaunas con l’intenzione esplicita di competere per la vittoria, non per accompagnare la parte conclusiva della carriera. Attorno a lui è stato assemblato il roster più profondo della storia recente del club.
Sul perimetro, Carsen Edwards, Saben Lee, Sterling Brown e Marius Grigonis offrono una grande varietà di soluzioni. Azuolas Tubelis è chiamato a compiere un ulteriore salto di qualità. La principale incognita riguarda le aspettative: lo Zalgiris non viene più considerato soltanto una sorpresa piacevole. I playoff sono l’obiettivo minimo e le ambizioni interne guardano già oltre.
Anadolu Efes al settimo posto del power ranking EuroLeague
La stagione precedente è stata molto al di sotto degli standard dell’Efes, che ha reagito con una campagna acquisti di grande peso. Shane Larkin ha lasciato Istanbul, mentre la gestione del gioco è stata affidata a Mike James.
Gli innesti di Matthew Strazel, Dario Saric, Bruno Fernando e Fatts Russell hanno ulteriormente innalzato il livello del gruppo. Pablo Laso dispone probabilmente del roster più ricco e profondo avuto dai tempi migliori al Real Madrid. Il potenziale offensivo è notevole, mentre restano da verificare la tenuta difensiva e la rapidità con cui verranno definite le gerarchie. Un’eventuale esclusione dai playoff rappresenterebbe una delusione significativa.
Hapoel Tel Aviv al sesto posto del power ranking EuroLeague
La prima esperienza in EuroLeague ha confermato che il progetto Hapoel Tel Aviv non è nato dalla semplice somma di giocatori importanti. La squadra ha raggiunto direttamente i playoff e ha poi aggiunto ulteriore profondità e maggiore esperienza.
Zach LeDay e Tomas Satoransky sono innesti adatti a un organico già molto ampio. In panchina, Dimitris Itoudis porta una conoscenza approfondita della competizione e può utilizzare rotazioni più estese rispetto a molte rivali. La principale variabile riguarda il contesto esterno al campo: le partite interne vengono disputate lontano da Israele e la gestione di un ambiente particolarmente acceso potrebbe incidere. Sul piano tecnico, l’Hapoel è ormai una presenza stabile tra le formazioni di vertice.
Dubai Basketball al quinto posto del power ranking EuroLeague
La prima stagione è servita a inserirsi nel sistema, mentre la seconda rappresenta il momento della ricerca concreta del successo. Dubai Basketball ha espresso ambizioni molto elevate sul mercato, affidando la panchina a Xavi Pascual e ingaggiando Toko Shengelia, Elie Okobo, Jaron Blossomgame e Thomas Walkup.
Il talento disponibile è enorme e la profondità del roster è altrettanto significativa. Il passaggio più delicato sarà trasformare una raccolta di individualità di primo livello in una squadra con ruoli e gerarchie definite in tempi brevi. Anche i viaggi, la logistica e un calendario europeo più impegnativo rispetto a quello delle rivali potranno incidere. Dubai non può più essere considerata una sorpresa: il club si presenta come una vera contender per le Final Four.
Real Madrid al quarto posto del power ranking EuroLeague
La sconfitta in finale non ha impedito al Real Madrid di procedere con un cambiamento profondo. Sergio Scariolo ha lasciato la guida tecnica, sostituito da Pedro Martinez in una scelta non semplice da prevedere all’inizio dell’estate.
Il nuovo Real ha già fornito indicazioni positive. Il successo in SuperCup e una preseason caratterizzata da un’elevata produzione offensiva hanno suggerito che il passaggio tra i due cicli possa essere rapido. Alcune partenze importanti modificheranno la filosofia di gioco, ma il nucleo della squadra conserva una qualità assoluta. Il quarto posto nel ranking riflette soprattutto la presenza di tre formazioni considerate ancora più attrezzate.
Fenerbahçe al terzo posto del power ranking EuroLeague
Il Fenerbahçe ha inserito nove nuovi giocatori, mantenendo al tempo stesso una sensazione di continuità quasi immediata. Il principale punto di riferimento è Sarunas Jasikevicius, considerato una garanzia nella costruzione di squadre in grado di competere fino alla fine della stagione.
Shane Larkin è il colpo più rilevante, mentre Shavon Shields e Will Clyburn aggiungono esperienza, punti e duttilità. La partenza di Tarik Biberovic pesa, ma il numero di soluzioni rimane molto elevato. Le prime uscite hanno mostrato la capacità di confrontarsi alla pari con Olympiacos e Dubai. Il gruppo deve ancora completare il processo di amalgama, ma il Fenerbahçe appartiene di diritto alla fascia delle candidate alle Final Four.
Panathinaikos al secondo posto del power ranking EuroLeague
Il Panathinaikos occupa il secondo posto per un margine estremamente ridotto. Il ritorno di Željko Obradović ha modificato immediatamente la percezione del progetto, spingendo la società a costruire un mercato all’altezza del nuovo corso.
Guerschon Yabusele e Sylvain Francisco si aggiungono a un gruppo che era già tra i più forti e completi d’Europa. Kendrick Nunn resta il riferimento principale, anche se l’intervento al ginocchio e diversi problemi fisici accusati durante l’estate hanno rallentato la preparazione. La sfida più importante per Obradović sarà stabilire gerarchie e responsabilità in una squadra ricca di stelle. Se il processo avrà successo, il Panathinaikos possiede tutte le caratteristiche per puntare al titolo.
Olympiacos al primo posto del power ranking EuroLeague
I campioni in carica hanno conservato il nucleo che ha portato al successo e sono riusciti anche a incrementarne la qualità. Sasha Vezenkov ed Evan Fournier restano i principali riferimenti, mentre Jean Montero e Codi Miller-McIntyre aggiungono talento e profondità nel reparto degli esterni.
La partenza di Thomas Walkup verso Dubai è stata turbolenta e ha lasciato alcune conseguenze, ma dal punto di vista tecnico il vuoto è stato compensato. L’Olympiacos può contare su un gruppo che conosce già sistema, allenatore e pressione delle sfide decisive. L’unico elemento atipico sarà disputare gran parte della stagione lontano dalla propria arena abituale. Il distacco dal Panathinaikos è minimo, ma la squadra greca resta la principale formazione da battere.


