EuroLeague: nove partite su dieci in programma martedì, è normale?

Giampiero Colossi • Pubblicato il 19/01/2026 • 3 min

Il calendario della EuroLeague presenta una configurazione insolita: nove gare martedì e una sola partita mercoledì, nel ventitreesimo turno della massima competizione continentale. L’organizzazione della giornata ha suscitato immediata attenzione, con una ripartizione degli incontri che privilegia una finestra unica di programmazione e lascia spazio a riflessioni sull’esperienza di tifosi e appassionati, sia in arena sia davanti alla televisione.

calendario dell'euroleague: nove gare martedì e una mercoledì

Sono in calendario nove incontri martedì 20 gennaio e una partita mercoledì 21 gennaio. Questi numeri descrivono il ventitreesimo turno della competizione e riflettono una scelta organizzativa che ha diviso opinioni tra chi segue quotidianamente le sfide e chi lavora per poterle vedere in differita o diretta. La configurazione temporale è stata percepita come un fatto isolato all’interno del calendario stagionale, con risvolti pratici per chi partecipa agli eventi o li segue da casa.

impatto sui tifosi e sugli orari di trasmissione

La scelta di concentrare la maggior parte degli incontri in una singola finestra ha effetti concreti sull’esperienza degli spettatori presenti nelle arene e su chi segue le gare in TV. Orari poco variegati comportano logisticamente impegni diversi per chi lavora o ha impegni familiari, influenzando la disponibilità a partecipare o a seguire le partite dal vivo e da casa. In questo contesto, la percezione è di un disallineamento tra esigenza sportiva e logiche televisive.

confronto con altri tornei e principi di programmazione

Non si rileva una logica analoga nemmeno in contesti di livello internazionale come la Champions League, dove la diversificazione degli orari non è imposta in modo sistematico per ogni gara. La gestione degli impegni della EuroLeague viene vista da alcuni osservatori come un criterio operativo lontano dall’equilibrio preferito dai tifosi e dall’impegno di chi segue le partite con regolarità.

reazioni e considerazioni sul tema

La disposizione ha stimolato valutazioni sull’equilibrio tra interesse commerciale e accessibilità per i sostenitori. È stato sottolineato che una programmazione che privilegia una singola finestra temporale per la maggior parte delle gare può penalizzare chi segue le partite in presenza o in differita, anche alla luce di pratiche comuni in altri contesti sportivi. In questa cornice, la scelta è stata descritta da alcuni addetti ai lavori come un autogol della gestione degli orari, con richiami al fatto che le dinamiche di pubblico non sempre coincidono con le esigenze teletrasmesse.

Per te