Edgar Berlanga ammette di aver perso la disciplina contro Steven Butler
Edgar Berlanga ha raccontato con grande franchezza cosa lo abbia portato a cambiare volto alla propria prestazione nel settimo round, quando il match contro Steven Butler si è chiuso con uno stop. Per l’atleta super middleweight la svolta non è stata solo tecnica: è stato soprattutto il peso delle emozioni a far deragliare il piano originario, trasformando ciò che avrebbe dovuto restare un confronto controllato in uno scontro più disordinato.
edgar berlanga e la perdita di disciplina contro steven butler
Riflettendo sull’incontro, Berlanga ha ammesso che l’andamento del combattimento è cambiato dopo il secondo round. Il contendente ha indicato il momento in cui, secondo la propria lettura, ha smarrito l’impostazione corretta: fino a quel punto, infatti, ha sostenuto di aver condotto il match in modo efficace con il jab.
Secondo le sue parole, nella prima ripresa la gestione è stata pulita, mentre nel secondo round la precisione sarebbe proseguita quasi fino al conteggio. Poi, avrebbe “perso il controllo”: la condotta di gara si è trasformata in un tentativo di reazione dominato dall’alterazione emotiva.
il motivo dichiarato: emozioni, ostilità personale e lotta senza controllo
Berlanga ha descritto la propria motivazione in termini fortemente personali, collegando la perdita di strategia a un’avversione netta verso Butler. Ha indicato elementi specifici che, a suo dire, hanno alimentato il suo stato mentale: non gradiva l’energia percepita dal rivale, non gradiva ciò che veniva detto e non gradiva nemmeno l’atmosfera della settimana di preparazione.
Nel racconto, il passaggio decisivo è rappresentato dall’idea di voler colpire con l’intento di far male più che di seguire un percorso tecnico. Berlanga ha anche sottolineato di aver reagito con intensità quando l’arbitro è intervenuto, affermando di voler proseguire l’azione offensiva.
la caduta e il knockout: berlanga parla di equilibrio e di spinta
Un punto centrale del racconto riguarda la dinamica del knockdown. Berlanga ha spiegato che, a suo parere, la situazione non sarebbe nata esclusivamente da un colpo “pulito” ma da uno sbilanciamento: rivedendo il filmato, ha indicato che il proprio piede era leggermente fuori equilibrio.
La versione offerta è che Butler abbia lanciato un colpo mentre lo spingeva nello stesso momento. Berlanga ha aggiunto di non essersi sentito davvero in difficoltà, dichiarando di essere stato bene e di non essere stato “hurt”.
canelo alvarez come esempio: berlanga dice di saper restare disciplinato
Nel collegare quanto accaduto a un comportamento da migliorare, Berlanga ha richiamato la propria esperienza contro Canelo Alvarez. Secondo quanto dichiarato, in quella occasione sarebbe rimasto lucido e efficace per tutta la distanza.
Berlanga ha affermato che contro Alvarez sarebbe stato sharp per 12 round, aggiungendo di sapere di poter mantenere il controllo se riesce a restare fedele alla strategia di base.
cosa deve cambiare: revisione con il trainer e responsabilità personale
La revisione dell’incontro, insieme al lavoro con il proprio allenatore, avrebbe reso ancora più chiaro a Berlanga dove sia intervenuto l’errore. Ha indicato di assumersi piena accountability per quanto accaduto, collegando il risultato a una serie di scelte e atteggiamenti non all’altezza del piano.
Nella ricostruzione, Berlanga afferma che avrebbe dovuto continuare a lavorare dietro il jab come stava facendo all’inizio. Ha riconosciuto di aver trattato il jab in modo non adeguato e di non essere rimasto abbastanza attento. In questa prospettiva, l’esito sarebbe potuto arrivare in maniera più lineare, con un knockout definito “più dolce”.
possibili prossimi avversari dopo steven butler
Le dichiarazioni di Berlanga suggeriscono che il passo successivo dipenderà da ciò che sarà necessario correggere prima di una nuova sfida. Rimane la possibilità di una rivincita, mentre vengono citati altri nomi per future opportunità sportive.
- Hamzah Sheeraz (rimatch possibile)
- Chris Eubank Jr. (menzionato come potenziale avversario)
- Caleb Plant (menzionato come potenziale avversario)
- Jaime Munguia (menzionato come potenziale avversario)
In sintesi, il racconto di Berlanga mette al centro un cambio di mentalità verificatosi durante la gara e la necessità di tornare a una condotta disciplinata, con l’idea guida di riprendere jab e controllo del ritmo.
