Eddie Hearn pensava che la carriera di Anthony Joshua fosse finita

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Eddie Hearn pensava che la carriera di Anthony Joshua fosse finita

La spettacolare rimonta di Anthony Joshua contro Kristian Prenga ha acceso l’entusiasmo fino all’ultimo, con un successo arrivato dopo momenti di forte rischio durante il rientro. Al termine del match disputato alla Jeddah Superdome, il promoter Eddie Hearn ha raccontato come l’andamento della sfida abbia cambiato rapidamente prospettive e sensazioni, soprattutto all’ombra di un colpo iniziale che ha fatto temere il peggio.

Il knockout decisivo è arrivato nel secondo round, ma la gara ha avuto un punto di svolta immediato: Joshua è stato infatti contato, e l’episodio ha lasciato Hearn con un pensiero netto e immediato sull’esito possibile della serata.

eddy hearn e il timore dopo il knockdown di anthony joshua

Secondo quanto riferito da Eddie Hearn, dopo l’atterramento iniziale di Joshua la reazione è stata istantanea. Il promoter ha dichiarato che, nel momento del knockdown, l’idea più immediata è stata che la carriera potesse dirsi conclusa in quel preciso frangente.

La lettura di Hearn si è però rovesciata rapidamente, trasformandosi in un riconoscimento della determinazione: la priorità è diventata l’ammirazione per il ritorno sul ring e per la capacità di continuare nonostante lo shock iniziale.

Hearn ha collegato questo aspetto anche alle difficoltà fisiche note in precedenza, spiegando che Joshua aveva affrontato un recupero complicato e che, dopo problemi importanti alle costole, era stato difficile immaginare una condizione pronta a sostenere lo sforzo necessario.

il recupero fisico di joshua e la prospettiva della rimonta

Nel racconto di Eddie Hearn, un elemento centrale è la trasformazione del quadro dopo i colpi subiti. Joshua, in base alle sue dichiarazioni, è riuscito a rialzarsi dal tappeto due volte prima di chiudere la contesa nel secondo round.

Hearn ha evidenziato che, quando Joshua ha ricominciato a muoversi e a rientrare nel ritmo della lotta, la sensazione è cambiata: al rientro dal “stool”, il promoter ha percepito la possibilità di una gestione diversa del finale, confidando nella ricerca delle gambe e nella capacità di sfruttare l’evoluzione del combattimento.

Un punto importante della valutazione è legato al lavoro prodotto nel primo round: Joshua aveva lanciato molti pugni e, secondo Hearn, questo avrebbe potuto portare l’avversario verso un maggiore affaticamento. La chiave, nel pensiero del promoter, era trovare la base fisica per continuare e restare efficiente.

la forza di knockout di joshua nonostante i rischi in corso

Hearn ha anche sottolineato un aspetto tecnico e psicologico legato al potenziale di Anthony Joshua: la sua capacità di mettere KO con un singolo colpo. Nel ragionamento espresso, anche quando Joshua è colpito e messo in difficoltà, resta la possibilità concreta di ribaltare l’inerzia con una sola azione decisiva.

Il promoter ha descritto questo come un fattore che non dipende esclusivamente dall’essere “in perfetta forma” in quel momento, ma dalla potenza e dall’impatto associati al suo pugilato.

le avvisaglie non scompaiono: joshua chiude, ma il significato resta

Anche dopo lo stop di Kristian Prenga nel secondo round, Hearn ha evitato di ignorare i segnali emersi durante il match. La prestazione non viene trattata soltanto come una conferma, ma come una prova che contiene due livelli: da un lato la riuscita del finale, dall’altro la necessità di riconoscere la complessità dell’andamento nel mezzo dell’incontro.

Secondo quanto raccontato, l’elemento decisivo è la determinazione mostrata da Joshua nel superare i knockdown e nel portare il match fino al punto di chiusura.

personalità citate nel racconto

Persone menzionate:

  • Anthony Joshua
  • Kristian Prenga
  • Eddie Hearn
  • Charlie Parsons
Image: Eddie Hearn Thought Anthony Joshua's Career Was Over

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