Dubbio Shields per Olimpia Milano nella sfida con il Panathinaikos

Giampiero Colossi • Pubblicato il 05/01/2026 • 6 min

La sfida tra Olimpia Milano e Panathinaikos Atene incrocia la prima giornata della seconda metà della stagione regolare di EuroLeague, offrendo una cornice di alto livello e un appuntamento che potrebbe definire l’andamento delle prossime settimane. A OAKA, la squadra di casa mette in campo motivazioni importanti, forte della tradizione vincente e della necessità di riscatto dopo le ultime settimane di stagione. Milano, dall’altra parte, cerca di ritrovare continuità difensiva e ritmo offensivo, nonostante le assenze e una gestione della rotazione che resta cruciale.

olimpia milano contro panathinaikos atene: anteprima e scenari

La gara si prospetta intensa dal primo pallone, con Panathinaikos che arriva da due Final Four consecutive e da una stagione in cui ha conquistato il titolo europeo nel 2024, imponendosi come una squadra costruita per vincere. Milano arriva con la necessità di mantenere alto il livello di intensità difensiva e di cercare continuità offensiva, soprattutto contro una formazione che può contare su una panchina molto profonda. Learder di Milano non hanno ancora la piena disponibilità di Leandro Bolmaro, costringendo l’allenatore Poeta a fare affidamento sugli esterni che hanno provato a portare la squadra sulle spalle nelle settimane scorse, con Logan Shields in dubbio per affaticamento.

contesto e motivazioni

La partita si presenta come una prova di carattere: l’Olimpia deve dimostrare di aver ritrovato l’equilibrio difensivo e di poter reggere i ritmi di una squadra capace di cambiare marcia rapidamente. L’andata ha offerto una cornice emotiva molto positiva, con Milano in grado di estrarre rendimento da una squadra che ha un pacchetto lunghi molto competitivo. Per stare in partita, servirà lo stesso spirito determinato che ha contraddistinto l’inizio della stagione milanese.

quadro tecnico e roster

Il Panathinaikos resta una formazione con talento diffuso in ogni ruolo. In testa alla freschezza offensiva si trova Kendrick Nunn, capace di segnare con costanza e di orientare il gioco, sostenuto da TJ Shorts e Kostas Sloukas in mezzo al campo. Jerian Grant aggiunge difesa ed esperienza, mentre Cedi Osman porta versatilità offensiva e leadership. Attorno a loro orbitano Marius Grigonis, Nikos Rogkavopoulos e, in ruoli di approfondimento, Juancho Hernangómez e Dinos Mitoglou. In panchina, il roster può contare sull’apporto di Matteo Lessort (quando disponibile), Richaun Holmes e Omar Yurtseven nel ruolo di centro, con Kenneth Faried e Kalaitzakis pronti a dare energia e intensità difensiva. Coach Ataman mischia continuità e variabili, cercando, con una rotazione ampia, di esaltare le peculiarità di ogni quintetto.

In casa Olimpia Milano, la situazione è guidata dall’assenza di Bolmaro e dall’incertezza sul recupero di Shavon Shields, che resta una componente chiave ma non sempre disponibile. L’allenatore Poeta punta su una linea esterna che ha trascinato la squadra in diverse partite, affidandosi a Nebo come elemento di stabilità offensiva e difensiva dentro l’area. L’Olimpia si affida a una difesa più aggressiva e a transizioni veloci per cercare di mettere in crisi il pacchetto lunghi avversario.

La partita di andata, vinta da Panathinaikos con una prestazione emotiva e ritmi elevati, resta un riferimento per Milano: servono quella stessa aggressività difensiva e quella capacità di trasformare ripartenze in punti rapidi per tenere aperta la contesa fin dai primi possessi.

precalci e precedenti

I precedenti tra le due squadre raccontano una storia equilibrata ma storicamente favorevole al Panathinaikos in campo esterno, con un margine di vittorie spesso decisivo nei momenti clou della stagione. Il confronto storico tra le due formazioni comprende 31 incontri totali, con un bilancio che favorisce il Panathinaikos nei confronti diretti in casa, mentre Milano ha saputo rendere la sfida più competitiva nelle gare casalinghe. Nel corso della storia recente, Milano ha vinto uno degli incontri dell’andata, ma la dimensione della serie resta estremamente equilibrata e incerta in chiave di classifica.

panathinaikos outlook

Il Panathinaikos continua a mostrare una profondità di roster che permette all’allenatore di gestire minuti e ruoli senza troppi problemi, nonostante infortuni pesanti in passato. In questa stagione emerge la stabilità di Nunn, la capacità di penetrazione di Shorts e la continuità di Sloukas, affiancati da Grant, Osman e Mitoglou. Il team resta guidato dall’analisi tattica di Ataman, che ruota costantemente i quintetti per mantenere alto l’intensità e la qualità del gioco sia in attacco sia in difesa. A completare il reparto, Grigonis e Rogkavopoulos offrono soluzioni da lungo raggio e penetrazioni utili per spezzare la difesa avversaria. Nel ruolo di lungo, l’impatto di Holmes e Yurtseven resta cruciale, con Faried pronto a fornire energia e rimbalzi offensivi. Kalaitzakis e Samodurov completano le opzioni difensive del coach greco, con la squadra pronta a sfruttare ogni occasione per imporre il proprio ritmo.

panathinaikos connection

La formazione ellenica ha un legame storico con alcuni giocatori che hanno già calcato il campo milanese in passato, contribuendo a creare sinergie tra le due realtà. In particolare, l’esperienza di Jerian Grant in epoca milanese ha lasciato tracce significative, mentre Dinos Mitoglou è tornato a disposizione in questa stagione dopo una parentesi legata a precedenti confronti. All’interno delle dinamiche di squadra, la valorizzazione di Lorenzo Brown nel periodo scorso ha aggiunto ulteriori riferimenti offensivi e di gestione del ritmo, creando una trama di rapporti tra vecchie conoscenze e nuove acquisizioni.

i protagonisti e gli incroci

In campo emergono nomi di rilievo che hanno scritto pagine diverse della carriera europea e NBA. Fra i protagonisti di Panathinaikos compaiono Kendrick Nunn, TJ Shorts, Kostas Sloukas, Jerian Grant, Cedi Osman, Marius Grigonis, Nikos Rogkavopoulos, Juancho Hernangómez, Dinos Mitoglou, Matthias Lessort, Richaun Holmes, Omar Yurtseven, Kenneth Faried, Panagiotis Kalaitzakis e Alexandros Samodurov. In casa Olimpia Milano, tra i riferimenti presenti nel match, spiccano Leandro Bolmaro (assente per turno di recupero), Shavon Shields, Josh Nebo e il tecnico Peppe Poeta. L’analisi della partita trae spunto dai duelli tra esterni, guardie e ali per definire chi saprà imporre i ritmi e sfruttare le eventuali fragilità difensive avversarie.

note di sviluppo e riferimento – la chiave del match risiede nello stato di forma dei due roster, nella gestione dei quintetti iniziali e nella capacità di trasformare le rotazioni in punti e possessi efficaci, mantenendo alta l’intensità difensiva fin dai primi possessi. L’andamento della partita sarà influenzato dall’efficienza al tiro da tre, dalla capacità di contenere le transizioni rapide e dalla gestione dei falli nelle fasi decisive.

personaggi principali coinvolti

  • Leandro Bolmaro
  • Shavon Shields
  • Josh Nebo
  • Peppe Poeta
  • Kendrick Nunn (Panathinaikos)
  • TJ Shorts (Panathinaikos)
  • Kostas Sloukas
  • Jerian Grant
  • Cedi Osman
  • Marius Grigonis
  • Nikos Rogkavopoulos
  • Juancho Hernangómez
  • Dinos Mitoglou
  • Matthias Lessort
  • Richaun Holmes
  • Omar Yurtseven
  • Kenneth Faried
  • Panagiotis Kalaitzakis
  • Alexandros Samodurov
  • Armoni Brooks (riferimento storico all’andata)
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