Dubbi sul motore Honda in F1, ma la batteria compatta a due stadi è la carta vincente

Giampiero Colossi • Pubblicato il 20/01/2026 • 4 min

La presentazione della power unit Honda RA626H segna una tappa cruciale nell’evoluzione della Formula 1, offrendo uno sguardo chiaro su una direzione tecnologica incentrata sull’integrazione tra potenza termica ed energia elettrica. Il progetto riflette la strategia di Honda per tornare in F1 con una base solida e una capacità di sviluppo mirata a incrementare la competitività fin dalla prima stagione di collaborazione con Aston Martin, mantenendo alta l’attenzione sulla gestione energetica e sull’efficienza complessiva.

power unit honda ra626h: quadro generale e obiettivi

La RA626H pone al centro la componente elettrica, con una batteria completamente riprogettata e un layout interno ottimizzato per contenere le parti ad alta tensione. Si privilegia una veste compatta, in grado di ospitare la centralina e l’unità di recupero dell’energia in una zona dedicata del telaio, per ragioni di sicurezza e di agilità aerodinamica. L’obiettivo è aumentare la competitività senza compromettere l’affidabilità, grazie a una progettazione che prevede una gestione energetica più incisiva rispetto al passato.

power unit honda ra626h: architettura e gestione energetica

Durante la presentazione è stato evidenziato che i valori energetici per giro sono disciplinati dalla FIA: fino a 8,5 MJ recuperabili per tornata, con una riduzione a 8 MJ su alcuni circuiti. Di conseguenza, la potenza erogata varia in funzione della velocità, con un contributo della parte elettrica maggiore in condizioni meno estreme e una diminuzione dell’apporto del MGU-K al crescere della velocità. La batteria è stata completamente ridisegnata, non solo per esigenze regolamentari ma anche per caratteristiche chimiche, distinguendosi da altri campionati per il profilo di C-rate e per l’integrazione di componenti come la centralina all’interno dell’involucro. L’MGU-K è stato riposizionato rispetto al ciclo tecnico precedente per favorire un pacchetto più compatto.

power unit honda ra626h: design e integrazione con il telaio

La soluzione adottata prevede un layout a due livelli, allo scopo di ridurre l’altezza complessiva del pacchetto e di migliorare la gestione degli elementi ad alta tensione. L’idea di base è racchiudere nell’area del telaio tutte le parti sensibili dell’alta tensione, migliorando la sicurezza e permettendo una configurazione più corta. Né la specifica finale del progetto né le dimensioni esatte in pista sono ancora definitivamente stabilite, ma l’impostazione generale punta a una maggiore compattezza rispetto al passato.

power unit honda ra626h: raffreddamento e sviluppo

Il raffreddamento assume sempre maggiore rilievo, considerata la necessità di gestire elementi ad alta tensione molto ravvicinati. Una delle richieste di Aston Martin è stata quella di ottimizzare la disposizione per ridurre gli ingombri, portando a una soluzione multi stadio che è stata mostrata durante la presentazione, pur non essendo la configurazione finale. Lo sviluppo della componente elettrica procede secondo i piani, mentre quello termico è subordinato a tempistiche e margini regolamentari più stringenti: la variabilità dipende dal tempo disponibile per lo sviluppo, con l’obiettivo di ottenere massima efficienza entro i limiti imposti dalle regole.

power unit honda ra626h: contesto regolamentare e sfide tecniche

In Formula 1 ogni team interpreta le regole a modo suo, con la FIA chiamata a valutare l’interpretazione proposta. Da parte di Honda si osserva una costante ricerca di margini di miglioramento, anche offrendo potenziali vantaggi competitivi pur restando entro i confini legali. L’attenzione verso l’elettrificazione è marcata e la discussione sulle strategie degli altri costruttori resta uno degli elementi chiave della fase di sviluppo, compresa la gestione degli effetti del rapporto di compressione e delle scelte prese dai rivali, come Mercedes e Red Bull, nel contesto regolamentare attuale.

persone di rilievo coinvolte nel progetto

  • Stefano Domenicali
  • Lawrence Stroll
  • Toshihiro Mibe (amministratore delegato di Honda)
  • Koji Watanabe (CEO di HRC)
  • Tetsushi Kakuda (responsabile del progetto F1)
Categorie: Formula 1Motori

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