Doppiaggi F1 sempre più intricati: le bandiere blu mettono a rischio le power unit

• Pubblicato il • 5 min
Doppiaggi F1 sempre più intricati: le bandiere blu mettono a rischio le power unit

La gestione delle bandiere blu in Formula 1 sta assumendo una complessità crescente. Oltre alla necessità di lasciare spazio alle vetture più veloci, i piloti devono considerare il comportamento della Power Unit e il modo in cui ogni variazione dell’acceleratore influisce sull’energia disponibile. Un rallentamento apparentemente semplice può modificare le strategie elettriche, compromettere la prestazione e generare perdite di tempo rilevanti.

Bandiere blu e gestione dell’energia in Formula 1

Durante l’ultima gara disputata in Ungheria, un guasto al sistema automatico delle bandiere blu ha creato **incertezza tra i piloti**. Le vetture sono ormai abituate a ricevere indicazioni dettagliate, compreso il numero della monoposto destinataria della segnalazione. Questo riferimento consente di comprendere rapidamente chi debba essere agevolato, soprattutto quando la gara propone un confronto ravvicinato e non è possibile affidarsi soltanto alle comunicazioni dell’ingegnere di pista.

Su un circuito tortuoso come quello ungherese, l’assenza di informazioni precise ha favorito situazioni di traffico insolite, con conseguenze anche nelle battaglie in pista. Il duello tra **Oscar Piastri e Carlos Sainz** ha mostrato come pochi istanti persi durante un doppiaggio possano incidere sull’esito di una fase combattuta.

Power Unit e comportamento dell’MGU-K

Il problema non riguarda esclusivamente il punto in cui lasciar passare una vettura più rapida. La disponibilità limitata di energia nella batteria impone una gestione accurata lungo tutto il giro. In alcune circostanze, una riduzione minima della pressione sull’acceleratore, pari anche soltanto al **3-4%**, può modificare la curva di utilizzo dell’MGU-K.

Un alleggerimento parziale del gas può infatti riavviare una determinata sequenza di funzionamento, portando il sistema a consumare più energia rispetto alle previsioni. Il fenomeno ha avuto ripercussioni anche nei duelli, come già osservato in precedenza sul tratto della **130R di Suzuka**, dove la gestione della potenza elettrica può diventare decisiva.

Regolamenti e automazione della potenza

Formula 1 e FIA hanno lavorato per rendere più semplice il controllo delle vetture attraverso aggiornamenti e affinamenti regolamentari. Sono stati introdotti automatismi per il lancio e per il ripristino della potenza in determinate zone, riducendo la quantità di interventi manuali richiesti al pilota.

Esteban Ocon ha spiegato che il sistema è migliorato rispetto al passato, anche perché alcune operazioni non richiedono più una gestione diretta dell’acceleratore. Il pilota francese ha osservato che pratiche come il lift and coast in qualifica sono tornate a essere presenti, nonostante per lungo tempo fossero quasi scomparse. Le logiche che stabiliscono quando utilizzare l’energia restano comunque articolate e difficili da controllare, persino per le squadre.

Strategie dei team e scenari di gara

Le riunioni tra piloti e ingegneri sono diventate più impegnative. In passato il lavoro si concentrava soprattutto su assetto, altezze da terra e comportamento generale della vettura. Oggi una parte consistente della preparazione riguarda le **mappature della Power Unit e la distribuzione dell’energia**.

I team devono verificare numerosi scenari: la mappa di partenza, il giro di formazione, un giro lento e le diverse condizioni che possono verificarsi durante una gara. Per le squadre più arretrate, è necessario valutare anche il modo migliore per gestire un doppiaggio senza compromettere la carica della batteria.

Secondo Ocon, le bandiere blu rappresentano una delle situazioni più delicate. Se il pilota riduce in modo significativo il gas su un rettilineo, la batteria può scaricarsi rapidamente. Quando l’energia elettrica viene utilizzata senza un adeguato supporto del motore termico, il sistema può arrivare a esaurire la potenza disponibile. La conseguenza può essere una perdita di circa **due secondi sul tempo di gara**, fino al giro successivo, necessario per recuperare energia.

Doppiaggi e controllo dell’acceleratore

In passato la scelta del punto in cui lasciar passare una vettura più veloce dipendeva soprattutto dal tratto del circuito in cui si poteva perdere meno tempo, evitando al tempo stesso infrazioni e penalità. Oggi bisogna considerare anche il modo in cui la centralina interpreta la variazione di ritmo.

Una riduzione parziale dell’acceleratore non interrompe immediatamente l’erogazione dell’MGU-K. Il motore elettrico può continuare a fornire potenza per completare la sequenza prevista, anche quando il motore termico non lavora più a pieno carico. Durante un doppiaggio, questo comportamento può provocare un consumo di energia non necessario e alterare il piano stabilito dal team.

Per interrompere istantaneamente la richiesta all’MGU-K è necessario generare una domanda negativa, quindi **rilasciare completamente l’acceleratore**. Su un rettilineo lungo o su una pista molto veloce questa soluzione può essere penalizzante, perché il tempo perso per rallentare potrebbe superare il vantaggio ottenuto dal doppiaggio.

Software della Power Unit e imprevedibilità

Un ulteriore elemento di difficoltà riguarda la reazione della Power Unit a situazioni non previste. Isack Hadjar aveva descritto un problema simile durante un tentativo di fornire la scia al compagno di squadra Max Verstappen a Spa. Dopo aver rallentato in uscita dalla curva 14, il motore aveva reagito in modo poco prevedibile quando era arrivato il momento di tornare ad accelerare.

Nel primo tentativo di Q3, Hadjar aveva ricevuto più potenza del previsto, finendo per allontanarsi da Verstappen. Nel secondo, invece, la spinta era risultata insufficiente e il compagno aveva recuperato terreno. La variabilità della risposta ha impedito di mantenere la scia per tutto il tratto previsto, dimostrando quanto sia complesso anticipare ogni comportamento del sistema.

Personalità coinvolte nella gestione delle bandiere blu

Le dinamiche descritte hanno coinvolto piloti e situazioni differenti, mettendo in evidenza il rapporto tra traffico in pista, strategie di doppiaggio e controllo dell’energia elettrica.

  • Esteban Ocon
  • Oscar Piastri
  • Carlos Sainz
  • Isack Hadjar
  • Max Verstappen
Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team, Esteban Ocon, Haas F1 Team
Categorie: Formula 1Motori

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