Denis boytsov muore a 40 anni: addio all’ex contendente dei pesi massimi

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Denis boytsov muore a 40 anni: addio all’ex contendente dei pesi massimi

La scomparsa di Denis Boytsov, ex peso massimo russo morto a 40 anni nella città natale di Orël, riporta l’attenzione su una carriera interrotta nel momento in cui sembrava destinata ai vertici della boxe mondiale. Il pugile aveva costruito un record professionistico di 36 vittorie e una sola sconfitta, lasciando agli avversari e agli osservatori il ricordo di una potenza fuori dal comune.

Denis Boytsov e la potenza ricordata da David Price

David Price ha raccontato di aver affrontato Boytsov durante una sessione di sparring in Germania. Il colpo ricevuto non fu un diretto pieno né un montante preciso: arrivò soltanto sulla parte superiore della testa. Nonostante la traiettoria marginale, l’impatto rimase impresso nella memoria del britannico.

«Ha colpito soltanto la parte superiore della mia testa, ma era un pugile potentissimo», ha ricordato Price. La dichiarazione descrive la forza di Boytsov attraverso un episodio breve, ma significativo: anche un contatto non pienamente centrato fu sufficiente per lasciare un’impressione duratura su un pugile abituato ad affrontare alcuni dei massimi più pesanti della divisione.

Una carriera da 36 vittorie fermata prima del titolo mondiale

Boytsov aveva accumulato 36 successi e una sola battuta d’arresto. La sua progressione lo aveva portato a essere considerato uno dei principali contendenti russi dei pesi massimi, con una possibile opportunità iridata all’orizzonte. La combinazione tra tecnica, rapidità delle mani e potenza lo aveva collocato tra i nomi più promettenti della categoria.

La possibilità di disputare un incontro per il titolo svanì dopo il grave episodio avvenuto a Berlino nel maggio 2015. Boytsov fu trovato privo di sensi tra due stazioni ferroviarie, con una frattura cranica e un edema cerebrale. Rimase in coma farmacologico per sette settimane.

Il grave incidente e le conseguenze sulla salute

Le autorità tedesche considerarono l’accaduto un incidente. Il sito dello stesso Boytsov lo collegò invece a minacce ricevute nel corso degli anni, mentre la moglie parlò di una possibile vendetta della criminalità organizzata. Price fornì una ricostruzione ancora più diretta, sostenendo che il pugile fosse stato aggredito da un gruppo di uomini russi e lasciato in fin di vita.

Dopo il ricovero, Boytsov perse più di 30 chilogrammi. Non riusciva più a parlare né a camminare e necessitava di assistenza continua per le attività quotidiane. Inizialmente curato a Berlino, fu trasferito in una clinica di riabilitazione ad Amburgo. Nell’agosto 2021 venne riportato in Russia per proseguire le cure.

La scomparsa di Denis Boytsov a 40 anni

La morte di Boytsov chiude una vicenda segnata da un talento rimasto senza compimento. Il pugile non ebbe l’occasione di tornare sul ring, di inseguire il titolo mondiale o di costruire una seconda parte della carriera dopo l’incidente. La sua parabola si interruppe prima che il pubblico potesse conoscere fino in fondo il suo potenziale.

Per Price, il ricordo più impressionante della potenza incontrata sul ring non riguarda i campioni più celebri della categoria, ma proprio Boytsov: il peso massimo che non riuscì mai a ricevere la propria opportunità iridata. La sua storia resta legata a un record d’élite, a una forza riconosciuta dagli avversari e a una carriera spezzata troppo presto.

Le figure principali della vicenda

  • Denis Boytsov, ex peso massimo russo con un record professionistico di 36 vittorie e una sconfitta.
  • David Price, pugile britannico che ha ricordato la potenza di Boytsov durante uno sparring in Germania.
  • La moglie di Denis Boytsov, che collegò l’aggressione a una possibile vendetta della criminalità organizzata.
Image: Denis Boytsov Dies at 40: Former Heavyweight Contender Passes Away
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