Debutto della vettura laboratorio Cadillac a Silverstone con pull rod anteriore

Giampiero Colossi • Pubblicato il 17/01/2026 • 3 min

Cadillac avvia una stagione decisiva con una prima uscita in pista mirata a consolidare lo sviluppo della nuova monoposto. I 200 chilometri disponibili durante una giornata di riprese a Silverstone hanno permesso di verificare l’affidabilità dei sistemi e di guadagnare preziosi giorni di lavoro prima dei test ufficiali. Si presenta una versione embrionale della vettura che prenderà parte al mondiale 2026, destinata a evolversi rapidamente attraverso aggiornamenti durante le sessioni di collaudo e nelle prime gare.

cadillac in pista: una versione embrionale orientata all’affidabilità

L’obiettivo principale è offrire una valutazione iniziale dei punti critici e definire una base su cui intervenire con aggiornamenti. La fase in corso è concepita come un laboratorio in movimento, utile per individuare criticità, affinare i sistemi e predisporre una finestra operativa meno rischiosa per i test successivi. Non si tratta di un’analisi approfondita, ma di un primo quadro sulle linee di sviluppo che continueranno a plasmare la vettura nel 2026.

la configurazione anteriore e il pull rod

Tra gli elementi più rilevanti emerge la scelta della sospensione anteriore in versione pull rod. Questa soluzione, già intravista durante le fasi di allestimento, resta in continuità con alcune soluzioni del ciclo precedente e si contrappone alle tendenze emerse nelle presentazioni della stagione 2026. Il pull rod è visto come una strategia finalizzata a gestire meglio la scia generata dall’ala e a offrire margini di packaging più ampi davanti, elementi che influiscono direttamente sull’assetto generale della vettura.

aerodinamica e gestione delle turbolenze

Dal punto di vista aerodinamico, la vettura mantiene la scelta di non utilizzare componenti bargeboard complessi. Come in passato, l’attenzione si sposta su pance caratterizzate da volumi maggiori, soprattutto nella zona alta, con una finale di evoluzione che potrebbe concentrarsi sull’undercut e sulla gestione delle turbolenze generate dagli pneumatici. L’approccio drammatizza la necessità di ottimizzare la fluidodinamica in prossimità della sezione frontale e della zona di passaggio verso il centrale e il posteriore.

raffreddamento e design delle pance

Per quanto riguarda il raffreddamento, l’airbox presenta dimensioni generose e si affiancano due estensioni laterali. Un’apertura di scarico lungo la fiancata risulta visibile come soluzione per lo smaltimento del calore, richiamando approcci adottati in modelli precedenti. Al momento la configurazione in mostra durante lo shakedown è una versione di base, destinata a evolversi rapidamente in prospettiva delle fasi di test e delle gare inaugurali.

collaborazione tecnica e componentistica

In ambito tecnico, Cadillac si affida a Ferrari per la PU e per le parti interne del cambio, mantenendo la progettazione della scatola del cambio in-house per garantire maggiore libertà nell’attacco della sospensione posteriore, che adotta un push rod. Questa combinazione permette di consolidare la presenza di elementi chiave, pur rimanendo aperti a sviluppi futuri che potrebbero incidere su packaging e gestione delle interfacce tra telaio e sospensioni.

tra i protagonisti citati nel testo compaiono:

  • Sergio Perez
  • James Key

Per te