D7X-R: i segreti del Defender trasformato per la

Giampiero Colossi • Pubblicato il 06/01/2026 • 4 min

Una sfida dinamica e affamata di leggende: la Defender si prepara a Dakar con una versione che mantiene intatta l’anima di serie pur affrontando le condizioni estreme del deserto. Il progetto risponde a un regolamento rinnovato che consente interventi mirati per adattare le vetture, offrendo margini tecnici senza tradire la base originale. La tradizione degli esordi del rally-raid più impegnativo del motorsport torna a ispirare una vettura capace di coniugare robustezza, ingegno artigianale e prestazioni all’altezza della competizione.

defender d7x-r: equilibrio tra identità di serie e prestazioni estreme

origine del progetto e contesto regolamentare

La nascita della Defender D7X‑R nasce dalla volontà di preservare l’anima del modello di serie, introducendo al contempo soluzioni tecniche adeguate a una delle gare più dure. Il regolamento, aggiornato, permette interventi mirati sui componenti sostanziali mantenendo inalterata la struttura di base del veicolo. L’obiettivo è realizzare una vettura capace di sopravvivere alle sollecitazioni della Dakar senza perdere l’identità originale, in linea con la tradizione di chi gareggiava con Land Rover di serie in passato.

struttura e rinforzi

telaio e sottoscocca

Il telaio rimane identico a quello della versione di serie, elemento chiave che definisce l’integrità strutturale della vettura. Il sottoscocca viene rinforzato attraverso un esoscheletro in acciaio che lo sostiene e lo protegge dalle sollecitazioni tipiche della Dakar. I punti di attacco interni della sospensione restano invariati, mentre i collegamenti esterni vengono rinforzati per migliorare la resistenza complessiva.

cinematica e attacchi

La cinematica della vettura, pur conservando una base riconoscibile, beneficia di una revisione mirata: i punti di attacco interni restano fissi, ma i rinforzi esterni aumentano la capacità di sopportare le sollecitazioni severe del percorso. L’architettura degli elementi è stata studiata per preservare la funzionalità delle sospensioni, con una soluzione che mira a distribuire meglio le forze lungo l’asse anteriore e posteriore.

sospensioni e protezione del retrotreno

Il sistema sospensivo è stato adattato per rispondere alle condizioni del deserto, introducendo ammortizzatori ad alte prestazioni e una configurazione studiata per proteggere il retrotreno. Una particolare attenzione è stata dedicata a evitare che eventuali sollecitazioni incontrino l’assale posteriore, intervenendo su una sezione in alluminio mutata in acciaio per permettere l’installazione di due ammortizzatori che distribuiscono meglio le sollecitazioni.

posizionamento del serbatoio e bilanciamento

Un serbatoio da 550 litri è collocato dietro la ruota di scorta, vicino ai sedili dei piloti, in una posizione ribassata volta a mantenere il baricentro quanto più basso possibile. Questo aiuta a minimizzare il trasferimento di carico tra gli assi nel corso della tappa, offrendo ai piloti una gestione del comportamento in curva e in accelerazione più prevedibile e costante.

raffreddamento e gestione termica

Il raffreddamento è stato potenziato per operare in condizioni di temperatura estremamente elevate. Il radiatore maggiorato è affiancato da quattro ventole da 12 volt che alimentano il flusso d’aria costante, incrementando l’efficienza del raffreddamento. L’ottimizzazione passa anche da una gestione mirata dell’aria: il cofano è concepito per generare una zona di bassa pressione che convoglia l’aria verso l’esterno, proteggendo la trasmissione dal surriscaldamento e dalla formazione di un “forno” lungo il percorso.

sviluppo virtuale e validazione pratica

Lo sviluppo è stato supportato da un approccio molto dinamico: la fase di progettazione e verifica ha sfruttato la simulazione CFD e la creazione di due vetture muletto. In parallelo alle prove fisiche, i modelli virtuali hanno consentito di ottimizzare la distribuzione dei carichi, individuando criticità e apportando modifiche. Si è percorso un numero significativo di chilometri di test per affinare interventi e garantire affidabilità entro scadenze ristrette.

conclusioni

La Defender D7X‑R rappresenta una transizione tra il concept d’origine e una moderna capacità di gara: una vettura che, pur mantenendo la sua identità, ha accesso agli strumenti necessari per affrontare la Dakar con rigore tecnico e affidabilità. È una dimostrazione concreta di come un progetto di serie possa evolvere senza perdere il legame con la tradizione e con l’ingegno artigianale che ha segnato le edizioni più emblematiche della competizione.

personaggi chiave

  • Jack Lambert
  • Gianluca D'Alessandro
Categorie: Motori

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