Crash di bottas in f1: un lungo ha mandato in tilt la centralina e la power unit
L’incidente di Valtteri Bottas nell’ultimo giro del GP dell’Azerbaijan è stato provocato da una particolare anomalia nella gestione elettronica della vettura. Il contatto con le barriere di curva 15 non è stato causato da una semplice perdita di controllo, ma da una sequenza di eventi iniziata diversi chilometri prima, quando la centralina della Cadillac ha modificato il funzionamento del sistema di recupero dell’energia.
Valtteri Bottas e la frenata persa a curva 15
Quando Bottas ha raggiunto la staccata di curva 15, la vettura non disponeva più della consueta frenata rigenerativa posteriore. La forza frenante era quindi affidata principalmente all’asse anteriore, una condizione che ha favorito il bloccaggio quasi immediato delle ruote anteriori e il successivo impatto contro le barriere.
Il pilota finlandese si trovava ormai in fondo al gruppo, con un distacco di circa 20 secondi da Sergio Perez, e non aveva motivo di adottare una condotta particolarmente aggressiva. L’episodio non è stato mostrato dalla regia internazionale, concentrata sui duelli per la vittoria e sulle battaglie nelle altre posizioni.
La causa tecnica dell’anomalia sulla Cadillac
La sequenza è iniziata alla prima curva dello stesso giro. Bottas è arrivato lungo dopo aver bloccato l’anteriore e ha imboccato la via di fuga. Per rientrare in pista ha dovuto effettuare una manovra di inversione, percorrendo più metri rispetto alla traiettoria normale.
La centralina calcola la posizione della vettura sul circuito in base alla distanza percorsa durante il giro. Su questa stima vengono regolati l’utilizzo dell’energia e la distribuzione della potenza. L’allungamento alla curva 1 ha quindi alterato il riferimento previsto dal sistema, inducendolo a rimappare alcuni parametri della Power Unit prima dell’arrivo a curva 15.
La gestione dell’energia tra curva 12 e curva 15
Il tratto compreso tra curva 12 e curva 15 è suddiviso dal punto di vista energetico in due fasi. Nella prima, il motore elettrico contribuisce all’accelerazione, mentre la sua erogazione viene ridotta progressivamente fino a essere interrotta. Nella seconda parte entra in funzione esclusivamente il motore termico, così da preservare energia in vista del rettilineo successivo.
Soltanto nell’ultimo segmento, quando necessario, la vettura può entrare in superclipping: il motore elettrico lavora contro quello termico per ricaricare la batteria. Si tratta normalmente di una fase breve. Nel caso di Bottas, la distanza aggiuntiva percorsa dopo l’errore alla curva 1 ha spinto la centralina ad attivare il superclipping in anticipo e con intensità eccessiva.
Il superclipping ha fatto perdere velocità alla vettura
Il comportamento anomalo è apparso evidente quando Bottas ha sollevato il piede nell’allungo caratterizzato da una leggera curvatura, come già avvenuto nei giri precedenti. La Cadillac ha iniziato a rallentare immediatamente. Alla riapertura dell’acceleratore, il sistema è entrato quasi subito in superclipping, provocando una perdita di circa 60 km/h prima della staccata.
La successiva pressione sul freno ha evidenziato l’assenza del recupero energetico al posteriore. Con la frenata concentrata sull’anteriore, Bottas ha perso il controllo in prossimità della curva ed è finito contro le barriere.
Il precedente delle McLaren dopo i lunghi a curva 1
Un’anomalia paragonabile ha coinvolto anche entrambe le McLaren dopo i rispettivi errori alla curva 1. La gestione elettronica della MCL40 ha reagito in modo differente, limitandosi a rimappare l’energia sul rettilineo verso curva 4. In questo modo, entrambe le vetture hanno evitato ulteriori irregolarità nel resto del giro.
Il pilota coinvolto nell’incidente di Baku
La dinamica ha coinvolto direttamente il pilota della Cadillac, alle prese con la perdita della frenata rigenerativa e con l’attivazione anomala del superclipping.
- Valtteri Bottas
