Commissariamento FIGC caso Rocchi scontro istituzionale tra governo e CONI

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Commissariamento FIGC caso Rocchi scontro istituzionale tra governo e CONI

L’inchiesta che ha scosso il vertice arbitrale italiano sta producendo ricadute che vanno oltre i confini sportivi e arrivano fino alle stanze istituzionali. Nel dibattito compare con forza l’ipotesi di un possibile commissariamento della FIGC, elemento che sta alimentando un confronto sul rapporto tra governo e CONI e che può incidere sugli equilibri del calcio.

commissariamento FIGC e scontro istituzionale tra governo e CONI

Il possibile commissariamento della FIGC viene presentato come il terreno di un confronto di potere tra le strutture politiche e quelle dello sport. Da un lato, il ministro per lo Sport Andrea Abodi sostiene da tempo l’esigenza di una riforma profonda del sistema calcio. Dopo il caso relativo a Rocchi, Abodi ha rilanciato il tema delle conseguenze nel caso in cui emergano responsabilità accertate.

Dall’altro, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio mantiene un orientamento più prudente. Secondo l’impostazione riportata, almeno finora non sarebbe considerata automaticamente matura l’ipotesi di un intervento straordinario, e la valutazione si concentrerebbe su presupposti e condizioni previste dagli organismi competenti.

pressioni politiche e nodo centrale giuridico

Le dinamiche descritte indicano che le pressioni per un commissariamento sarebbero aumentate nelle ore più recenti, anche in connessione con prese di posizione pubbliche di esponenti della maggioranza. Il punto decisivo, però, viene ricondotto all’aspetto giuridico.

Lo Statuto CONI contempla il commissariamento di una federazione soltanto in casi specifici, tra cui: gravi irregolarità nella gestione, gravi violazioni dell’ordinamento sportivo, impossibilità di funzionamento degli organi o mancato regolare svolgimento delle competizioni. La stessa ricostruzione sottolinea che, allo stato attuale, parlare di commissariamento resterebbe una valutazione molto delicata, perché non risulterebbe ancora definita alcuna circostanza sul piano finale e perché la posizione di Rocchi, pur gravissima sul piano mediatico, non coincide automaticamente con quella degli organi direttivi federali.

ruolo di Luciano Buonfiglio e voto della Giunta CONI

In questo quadro, la figura di Luciano Buonfiglio viene indicata come centrale. Come presidente del CONI, sarebbe l’unico soggetto in grado di avviare formalmente un percorso relativo al commissariamento. A quel passaggio dovrebbe seguire anche il voto della Giunta CONI, snodo che incide direttamente sulla decisione.

governo orientato alla svolta e CONI su una linea di cautela

Lo scenario delineato evidenzia uno scarto tra intenzioni e tempi. Da una parte, il governo spingerebbe per una svolta forte e immediata. Dall’altra, il CONI risulterebbe intenzionato a muoversi con grande cautela, anche per evitare un atto che potrebbe essere contestato come illegittimo.

dal caso Rocchi alle elezioni FIGC del 22 giugno

Nel complesso, il caso Rocchi non resterebbe confinato al perimetro degli arbitri. Diventerebbe uno snodo politico capace di riflettersi sulle elezioni FIGC del 22 giugno e, più in generale, sugli equilibri dell’intero calcio italiano. Il tema, dunque, si collega sia alle ricostruzioni sulle responsabilità sia ai criteri previsti dallo Statuto, elementi che condizionano l’eventuale adozione di misure straordinarie.

personaggi citati nel confronto istituzionale

  • Andrea Abodi
  • Luciano Buonfiglio
Buonfiglio

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